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TRILAFON*20CPR RIV 4MG

TRILAFON*20CPR RIV 4MG

NEOPHARMED GENTILI Srl

Codice: 013403035

prezzo: € 12,50

Ricetta medica obbligatoria


Descrizione del prodotto

AVVERTENZE
Usare con cautela negli anziani, nei soggetti portatori di affezioni cardiovascolari, feocromocitoma, malattie polmonari acute e croniche, affezioni renali, glaucoma, ipertrofia prostatica ed altre malattie stenosanti dell'apparato digerente ed urinario. Gli effetti sulla crasi ematica devono essere seguiti tra la quarta e la dodicesima settimana di trattamento. L'esordio di una discrasia puo' essere tuttavia improvviso e quindi la comparsa di manifestazioni infiammatorie a carico della bocca e delle prime vie aeree deve essere seguita immediatamente daopportuni controlli ematologici. A seguito di brusca interruzione di una terapia con alte dosi possono comparire gastrite, nausea, vomito, vertigini, tremori, irrequietezza motoria. Tali sintomi possono essereridotti con la somministrazione continuata di agenti antiparkinson peralcune settimane dopo l'interruzione del trattamento con le fenotiazine. Speciale attenzione va posta nei pazienti con depressione psichica. L'effetto antiemetico dei fenotiazinici puo' mascherare i segni di iperdosaggio di altri farmaci o puo' rendere piu' difficile la diagnosidi concomitanti affezioni. Usare tali sostanze con prudenza in associazione ad antiblastici che a dosi tossiche possono provocare vomito. Quando impiegato come antiemetico il prodotto deve essere usato in gravidanza solo nei casi di sintomatologia conclamata per la quale non siapossibile un intervento. I neurolettici determinano un aumento del livello plasmatico della prolattina con possibili effetti sugli organi bersaglio. I prodotti contenenti fenotiazine devono pertanto essere usati con la opportuna attenzione nelle donne con neoplasia mammaria. Bisogna tenere sempre presente l'evenienza degli effetti collaterali a carico del sistema nervoso centrale, del fegato, del midollo osseo, dell'occhio e dell'apparato cardiovascolare. Nei pazienti trattati con neurolettici si puo' sviluppare discinesia tardiva. Sia il rischio di sviluppare la sindrome che la possibilita' che essa divenga irreversibileaumentano con la durata del trattamento e con la dose totale cumulativa di neurolettici somministrata al paziente. Se il trattamento neurolettico viene eliminato, la discinesia tardiva puo' avere una remissione, parziale o completa. Il trattamento neurolettico di per se' puo' comunque sopprimere (o eliminare parzialmente) i segni e i sintomi, e pertanto mascherare l'avanzare della malattia. Nei pazienti che necessitano di un trattamento cronico, occorre prevedere la dose piu' bassa ela durata piu' breve del trattamento utili a produrre una risposta clinica soddisfacente. La necessita' di continuare con il trattamento deve essere periodicamente valutata. In caso di segni e sintomi di discinesia tardiva, considerare di sospendere il farmaco. Alcuni pazienti possono necessitare del trattamento anche in presenza della sindrome. Lefenotiazine aumentano lo stato di rigidita' muscolare in individui affetti dal morbo di Parkinson o forme simili o da altri disturbi motori. Puo' abbassare la soglia delle convulsioni in soggetti predisposti.Utilizzare con prudenza in situazioni di astinenza da alcool e in soggetti con patologia convulsiva. Se il paziente e' in trattamento con farmaci anticonvulsivanti, puo' essere necessario un aumento della dosedi tali farmaci. E' stata riportata sindrome neurolettica maligna, potenzialmente fatale; sospendere immediatamente la somministrazione deifarmaci antipsicotici e di altri farmaci non essenziali e istituire una terapia sintomatica intensiva. Qualora venisse ritenuta indispensabile la ripresa del trattamento con antipsicotici monitorare il paziente. Se si manifesta ipotensione, non si deve somministrare epinefrina. Se occorre un vasopressore utilizzare la norepinefrina. Si e' verificata ipotensione acuta e grave. Controllare i pazienti. Evitare l'eccessiva esposizione alla luce solare ricorrendo, se necessario, all'uso dispeciali creme protettive. Usare con cautela in soggetti esposti a temperature troppo alte o troppo basse in quanto le fenotiazine possono compromettere gli ordinari meccanismi di termoregolazione. Un aumento della temperatura corporea, non diversamente spiegabile, puo' suggerirel'esistenza di intolleranza alla perfenazina; in tal caso il prodottodeve essere sospeso. L'associazione con altri psicofarmaci richiede cautela e vigilanza. Pazienti, prossimi ad un intervento chirurgico, trattati con dosi elevate di fenotiazine, devono essere controllati perpossibili fenomeni ipotensivi. Puo' essere necessaria una quantita' ridotta di anestetici o di farmaci depressori del sistema nervoso centrale. Poiche' le fenotiazine e i farmaci depressori del sistema nervosocentrale si possono potenziare vicendevolmente, somministrare il farmaco aggiunto in quantita' inferiore al dosaggio normale e usare cautela. Evitare una terapia concomitante con altri neurolettici. In pochi pazienti si e' verificata aspirazione di vomito. Usare cautela in pazienti trattati con atropina o simili a causa degli effetti anticolinergici additivi e anche in pazienti che saranno esposti a temperature particolarmente alte o a insetticidi fosforo-organici. Evitare l'uso di alcool. Il rischio di suicidio ed il pericolo di sovradosaggio puo' aumentare nei pazienti che fanno abuso di alcool. Poiche' le fenotiazine influiscono su molte funzioni organiche, il loro uso sicuro ed efficacerichiede un pretrattamento e periodici test di laboratorio. Periodicamente devono essere controllati la conta dei globuli rossi e la funzionalita' epatica e renale. Se c'e' il sospetto che il farmaco induca effetti cardiovascolari, deve essere fatto un elettrocardiogramma. Usarecon cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari o con storia familiare di prolungamento QT. Se compaiono anomalie nei test di funzionalita' epatica o renale o discrasie ematiche interrompere il trattamento. L'uso di fenotiazine in pazienti con ridotta funzionalita' renale richiede cautela. Utilizzare con cautela in pazienti con insufficienzarespiratoria dovuta ad infezioni polmonari, o con patologie respiratorie croniche quali asma grave o enfisema. Deve essere tenuta presente la possibilita' di danno epatico, depositi corneali e lenticolari e didiscinesia irreversibile. La possibilita' di suicidio nei pazienti depressi perdura durante il trattamento e fino a remissione significativadei sintomi. E' stato osservato un aumento di circa tre volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Usare con cautela in pazienti con fattori di rischio per stroke. Casi di TEV sono stati riportati con farmaci antipsicotici, tutti i possibili fattori di rischio per il TEV devono essere identificati e devono essere intraprese opportune misure preventive. I pazienti anziani con demenza hanno un lieve aumento del rischio di morte. Non e' autorizzato per il trattamento di disturbi comportamentali correlati a demenza. Contiene lattosio.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Fenotiazine con struttura piperazinica.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Stati comatosi o con marcato ottundimento e in soggetti trattati con dosi elevate di sostanze ad azione depressiva sul sistema nervoso centrale (alcool, barbiturici, oppiacei, ecc.) gravi stati di depressione; discrasie ematiche; depressione midollare o affezioni epatiche. Controindicato in pazienti con sospetto o riconosciuto danno cerebrale sottocorticale, con o senza danno ipotalamico, poiche' in tali pazientisi puo' instaurare una reazione ipertermica con temperature di oltre40 gradi C, talvolta non prima di 14-16 ore dalla somministrazione delfarmaco. In tali situazioni si raccomanda di ricoprire il corpo interamente con ghiaccio; anche gli antipiretici possono essere utili. La sicurezza d'impiego del prodotto nei soggetti di eta' inferiore a 12 anni non e' stata stabilita, per cui l'uso nei bambini non e' raccomandato. Primo trimestre di gravidanza e durante l'allattamento.
DENOMINAZIONE
TRILAFON
ECCIPIENTI
2 mg compresse rivestite: amido di mais, lattosio, magnesio stearato,amido pregelatinizzato, Opadry white (ipromellosa, macrogol, titanio diossido, idrossipropilcellulosa). 4 mg compresse rivestite: amido di mais, lattosio, magnesio stearato, amido pregelatinizzato, Opadry white(ipromellosa, macrogol, titanio diossido, idrossipropilcellulosa). 8mg compresse rivestite: amido di mais, lattosio, magnesio stearato, amido pregelatinizzato, Opadry white (ipromellosa, macrogol, titanio diossido, idrossipropilcellulosa).
EFFETTI INDESIDERATI
Con il gruppo delle piperazine i sintomi piu' comuni sono quelli extrapiramidali mentre altri sono meno frequenti. SNC. Reazioni extrapiramidali - opistotono, trisma, torcicollo, torcicollo spastico, dolore e intorpidimento agli arti, irrequietezza motoria, crisi oculogire, iperriflessia, distonia, inclusi protrusione, alterazione del colore, dolore e arrotolamento della lingua, spasmo tonico dei muscoli masticatori,senso di costrizione alla gola, dizione confusa, disfagia, impossibilita' a star seduti, discinesia, parkinsonismo e atassia. I sintomi extrapiramidali possono solitamente essere controllati con l'uso concomitante di agenti anti- parkinsoniani e/o con la riduzione del dosaggio.Tuttavia, in alcuni casi le reazioni extrapiramidali possono persistere dopo l'interruzione del trattamento con perfenazina. Discinesia persistente tardiva: i sintomi sono persistenti ed in alcuni pazienti sembrano irreversibili. Non sono note terapie efficaci per la discinesia tardiva: i farmaci anti- parkinson normalmente non alleviano i sintomidi tale sindrome. Questa sindrome puo' svilupparsi dopo periodi di trattamento relativamente brevi e a basse dosi; interrompere il trattamento con tutti gli agenti antipsicotici. Potrebbe venire nascosta qualora fosse necessario istituire nuovamente il trattamento, aumentare il dosaggio o passare ad un altro agente antipsicotico. Lievi movimenti vermicolari della lingua possono essere un segno precoce. Interrompendoil trattamento in questo momento, la sindrome completa potrebbe non svilupparsi. Altri effetti sul sistema nervoso centrale: edema cerebrale; anomalie delle proteine del fluido cerebrospinale; attacchi convulsivi e cefalea. E' stata segnalata SNM, potenzialmente letale, accompagnata da rigidita' ed eventualmente stupor o coma, ipertermia e disturbiautonomi, tra cui effetti cardiovascolari. Non esiste alcun trattamento specifico; la somministrazione del farmaco neurolettico dovrebbe essere interrotta immediatamente e si dovrebbe iniziare un trattamento di supporto intensivo idoneo. Se dopo la guarigione dalla SNM per il paziente e' richiesto un trattamento con farmaci antipsicotici, e' consigliabile un monitoraggio cautelativo, in quanto la SNM potrebbe ripresentarsi. Puo' subentrare sonnolenza; dopo di che, solitamente, tale disturbo scompare. Gli effetti ipnotici sembrano essere minimi. Eventi avversi a livello comportamentale Aggravamento paradosso di sintomi psicotici, stati simil- catatonici, reazioni paranoiche, letargia, eccitamento paradosso, irrequietezza, iperattivita', confusione notturna, sogni bizzarri e insonnia. Iperriflessia e' stata riferita nel neonato quando una fenotiazina e' stata somministrata nel corso della gravidanza. Effetti del sistema autonomo: occasionalmente secchezza delle faucio salivazione, nausea, vomito, ritenzione gastrica, diarrea, anoressia, stipsi, stitichezza ostinata, fecaloma, ritenzione urinaria, frequente bisogno di urinare o incontinenza, paralisi della vescica, poliuria, congestione nasale, pallore, miosi, midriasi, visione offuscata, glaucoma, sudorazione, ipertensione, ipotensione e alterata frequenza del polso. Significativi effetti autonomi sono risultati poco frequentiin pazienti trattati con meno di 24 mg di perfenazina al giorno. Puo'occasionalmente verificarsi ileo adinamico che, se grave, puo' causarecomplicanze e decesso. Cio' e' particolarmente preoccupante nei pazienti psichiatrici che possono non richiedere spontaneamente di essere trattati per tale condizione. Effetti allergici: si possono verificareorticaria, eritema, eczema, dermatite esfoliativa, prurito, fotosensibilita', asma, febbre, reazioni anafilattoidi ed edema della laringe. Edema angioneurotico e dermatite da contatto sono stati riferiti nel personale infermieristico che ha somministrato le fenotiazine. In casi estremamente rari, l'idiosincrasia individuale ovvero l'ipersensibilita' alle fenotiazine hanno causato edema cerebrale, collasso circolatorio e decesso. Effetti endocrini: lattazione, galattorrea, moderato ingrossamento mammario nelle donne e ginecomastia negli uomini dopo dosi elevate, disturbi del ciclo mestruale, amenorrea, alterazioni della libido, inibizione dell'eiaculazione, iperglicemia, ipoglicemia, glicosuria, sindrome della secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico(ADH), falsa positivita' dei test di gravidanza. Effetti cardiovascolari: ipotensione posturale, tachicardia, bradicardia, arresto cardiaco,svenimento e capogiri. Talvolta l'effetto ipotensivo puo' provocare una condizione simile allo shock. Alterazioni non specifiche, solitamente reversibili, dell'ECG sono state osservate in alcuni pazienti sottoposti a trattamento con tranquillanti fenotiazinici. I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati con altri farmaci della stessa classe: casi rari di prolungamento del QT, aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare edarresto cardiaco. In pazienti sottoposti a trattamento con fenotiazine e' stata occasionalmente riferita morte improvvisa. In alcuni casi,il decesso era dovuto apparentemente ad arresto cardiaco; in altri, lacausa sembrava essere asfissia dovuta ad insufficienza del riflesso della tosse. In alcuni pazienti non e' stato possibile determinare la causa di morte ne' stabilire se la morte fosse da attribuire alla fenotiazina. Sono stati riportati casi di tromboembolismo venoso, inclusi casi di embolia polmonare e di trombosi venosa profonda, con farmaci antipsicotici. Effetti ematologici: agranulocitosi, eosinofilia, leucopenia, anemia emolitica, porpora trombocitopenica e pancitopenia. La maggior parte dei casi di agranulocitosi sono avvenuti tra la quarta e ladecima settimana di terapia. Effetti epatici: puo' insorgere danno epatico. L'ittero e' considerato come una reazione di ipersensibilita'.Il quadro clinico assomiglia a quello dell'epatite infettiva ma con lecaratteristiche di laboratorio dell'ittero ostruttivo. E' solitamentereversibile; tuttavia e' stato riportato ittero cronico. Gravidanza,puerperio e condizioni perinatali: sindrome da astinenza neonatale, sintomi extrapiramidali. Altri effetti: particolari fattori collegati alla terapia a lungo termine comprendono pigmentazione cutanea; alterazioni oculari che consistono nel deposito di fine sostanza particellarenella cornea e nel cristallino e che, nei casi piu' gravi, arrivano aopacita' del cristallino a forma stellare; cheratopatie epiteliali; alterazioni retiniche; retinopatia pigmentaria. Sono stati osservati inoltre: edema periferico; effetto epinefrinico inverso; aumento della PBI non attribuibile ad un aumento della tirossina; gonfiore parotideo (raro); iperpiressia; sindrome simile al lupus eritematoso sistemico; aumento dell'appetito e del peso; polifagia; fotofobia; debolezza muscolare. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non somministrare nel corso del primo trimestre di gravidanza. Nell'ulteriore periodo, il prodotto deve essere somministrato solo quando ritenuto essenziale e comunque sempre sotto il diretto controllo del medico. I neonati esposti agli antipsicotici convenzionali o atipici incluso il farmaco durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischiodi effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali o di astinenzache possono variare per gravita' e durata dopo la nascita. Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, disturbi dell'assunzione di cibo. Pertanto ineonati dovrebbero essere attentamente monitorati. Poiche' le fenotiazine vengono escrete rapidamente nel latte materno, deve essere presa la decisione se interrompere l'allattamento o il farmaco, tenendo in considerazione l'importanza della terapia per la madre.
INDICAZIONI
Nel trattamento delle schizofrenie, degli stati paranoidi e della mania. Nelle psicosi tossiche (amfetamine, LSD, cocaina, etc.). Nelle sindromi mentali organiche accompagnate da delirio. Nei disturbi d'ansia se particolarmente gravi e resistenti alla terapia con ansiolitici tipici. Nella depressione se accompagnata da agitazione e delirio, per lopiu' in associazione con antidepressivi. Nel vomito e nel singhiozzo incoercibile. Nel trattamento dei dolori intensi generalmente in associazione con analgesici stupefacenti.
INTERAZIONI
Le fenotiazine possono variamente interferire con numerosi gruppi di farmaci. Sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale: barbiturici, ansiolitici, anestetici, antistaminici, meperidina ed altri analgesici oppiacei. In caso di associazione usare cautela per evitare sovradosaggio e controllare accuratamente il paziente per evitare una eccessiva sedazione o depressione centrale. Anticonvulsivanti: per il noto effetto delle fenotiazine sulla soglia convulsiva, nei soggetti epilettici puo' rendersi necessario un aggiustamento della terapia specifica.Il rispettivo dosaggio dei farmaci in caso di associazione deve essere accuratamente determinato essendo possibile, tra l'altro, che le fenotiazine riducano il metabolismo della fenilidantoina, accentuandone la tossicita', e che i barbiturici, al pari di altri induttori enzimatici a livello microsomiale, possano accentuare il metabolismo delle fenotiazine. Occorre usare cautela in caso di somministrazione concomitante di perfenazina e fenitoina. Gli antipsicotici possono provocare unaumento o una diminuzione dei livelli sierici di fenitoina. Litio: raramente l'associazione con fenotiazine ha determinato un'encefalopatiaacuta. Antiipertensivi: l'interazione con farmaci usati nella terapiadell'ipertensione puo' essere variabile. In particolare le fenotiazinepossono antagonizzare gli effetti della guanetidina e farmaci simili.Questa interazione puo' essere meno grave con la perfenazina che conaltre fenotiazine. Se e' noto l'antagonismo con guanetidina, puo' essere opportuno aumentare la dose di guanetidina o sostituirla con un altro farmaco antiipertensivo. D'altro canto, l'uso concomitante di fenotiazine con metildopa e beta-bloccanti, utilizzati nell'ipertensione, puo' potenziare l'effetto ipotensivo, per cui le fenotiazine devono essere somministrate con cautela nei pazienti in trattamento con questi farmaci per evitare eccessiva ipotensione. L'uso concomitante di fenotiazine con propranololo (beta-bloccante) puo' portare ad un aumento deilivelli plasmatici di entrambi i farmaci. Anticolinergici: l'associazione di fenotiazine e farmaci parasimpaticolitici richiede cautela inquanto puo' favorire la comparsa di caratteristici effetti collaterali. Farmaci ad attivita' leucopenizzante: le fenotiazine non debbono essere associate a fenilbutazone, derivati tiouracilici ed altri farmacipotenzialmente mielotossici per l'effetto sinergico depressivo sulla crasi ematica. Metrizamide: tale sostanza aumenta il rischio di convulsioni da fenotiazine. E' necessario quindi sospendere la terapia almeno48 ore prima di un esame mielografico e la somministrazione non deveessere ripresa prima di 24 ore dall'esecuzione di questo. Alcool: e' sconsigliabile l'assunzione di alcool durante la terapia, in quanto puo' facilitare gli effetti collaterali centrali da fenotiazine. Levodopa: gli effetti di tale sostanza sono specificamente antagonizzati dallefenotiazine; per questo motivo le fenotiazine devono essere evitate ousate con cautela nei soggetti con morbo di Parkinson. Antiacidi: evitare l'ingestione del prodotto assieme ad antiacidi (sali di alluminioinclusi) o altre sostanze che possono ridurre l'assorbimento delle fenotiazine. Altri tipi di interazioni: i metaboliti urinari delle fenotiazine possono impartire una colorazione scura alle urine e dare risposte falsamente positive ai test dell'urobilinogeno, dell'amilasi, delle uroporfirine, dei porfobilinogeni e dell'acido 5-idrossi-indolacetico. Poiche' le fenotiazine possono causare una diminuzione della secrezione adrenocorticoide come conseguenza di un diminuito rilascio di corticotropina, la perfenazina puo' interferire con il test al metiraponedi funzionalita' ipotalamo-ipofisaria. Nelle pazienti in trattamentocon fenotiazine il test di gravidanza effettuato sulle urine puo' fornire risultati sia falsi positivi che falsi negativi. I pazienti trattati con dosi terapeutiche di fenotiazine possono mostrare variazioni del tracciato elettrocardiografico, come allungamento dell'intervallo QT, accompagnato da estensione, riduzione e depressione dell'onda T. A dosaggi piu' alti puo' insorgere un abbassamento e un'inversione dell'onda T. Quando i neurolettici sono somministrati in concomitanza con farmaci che prolungano il QT, il rischio di insorgenza di aritmie cardiache aumenta. Non somministrare in concomitanza con farmaci che determinano alterazioni degli elettroliti. Farmaci metabolizzati dal Citocromo P450 2D6: l'attivita' biochimica dell'isoenzima citocromo P450 2D6 (debrisochina idrossilasi) che metabolizza il farmaco e' ridotta in unsottogruppo della popolazione caucasica; non sono tuttavia disponibilistime affidabili sulla prevalenza della ridotta attivita' dell'isoenzima P450 2D6 nelle popolazioni asiatiche, africane e altre. Gli "scarsi metabolizzatori" presentano concentrazioni plasmatiche di antidepressivi triciclici piu' elevate di quanto atteso, dopo somministrazione di dosaggi usuali. A seconda della frazione del farmaco metabolizzata dal P450 2D6, l'aumento della concentrazione plasmatica puo' essere minimo o abbastanza elevato. Inoltre, alcuni farmaci inibiscono l'attivita' di questo isoenzima e rendono i soggetti metabolizzatori normali simili agli scarsi metabolizzatori. Un individuo stabile ad un dato dosaggio di TCA puo' sviluppare una fortissima tossicita' se viene sottoposto a terapia concomitante con uno di detti farmaci inibitori. I farmaci inibitori del citocromo P450 2D6 ne comprendono alcuni che non vengono metabolizzati dall'enzima (chinidina, cimetidina) e molti che sonodei substrati del P450 2D6. Tutti gli inibitori selettivi del re-uptake della serotonina inibiscono il P450 2D6, ma l'ampiezza di tale inibizione puo' variare. La misura in cui le interazioni dei TCA con gli SSRI puo' porre problemi clinici dipende dal grado di inibizione e dalla farmacocinetica degli SSRI coinvolti. Occorre cautela nella somministrazione combinata di TCA e qualsiasi SSRI e anche nel passaggio da una categoria di farmaci all'altra. Particolarmente importante il fattoche debba trascorrere un tempo sufficiente prima di iniziare il trattamento con TCA in un paziente che abbia interrotto l'assunzione di fluoxetina: cio' a causa della lunga emivita del metabolita parente e attivo (possono essere necessarie almeno 5 settimane). L'uso concomitantedi antidepressivi triciclici e farmaci che possono inibire il citocromo P450 2D6 puo' richiedere dosi inferiori a quelle comunemente prescritte sia per gli antidepressivi triciclici che per gli altri farmaci. Inoltre, laddove uno di questi altri farmaci viene eliminato dalla combinazione terapeutica, potra' essere richiesta una dose maggiore di antidepressivo triciclico. E' auspicabile monitorare i livelli plasmaticidei TCA quando questi vengono somministrati insieme ad un altro farmaco noto per essere un inibitore del P450 2D6.
POSOLOGIA
Il dosaggio deve essere individualizzato a seconda della gravita' delcaso e della risposta al farmaco. E' sempre consigliabile tuttavia ricorrere alla dose minima efficace, poiche' le pur rare manifestazioni collaterali presentano un aumento di frequenza e di gravita' proporzionale all'aumento del dosaggio. La necessita' di continuare il trattamento deve essere rivalutata periodicamente. A titolo esemplificativo sipropone il seguente schema: Per il trattamento di pazienti ambulatoriali (adulti e giovani di eta' superiore a 12 anni) il dosaggio medio e'di 4-8 mg tre volte al giorno ovvero di 8-16 mg due volte al giorno.Nei pazienti ospedalizzati la usuale dose orale di perfenazina e' di 8-16 mg 2-4 volte al di' ovvero di 8-32 mg due volte al di'. In ogni caso non bisogna superare per via orale i 64 mg di perfenazina al giorno. L'azione antiemetica si ottiene con dosaggi medi di 8-12 mg suddivisi durante la giornata. Anziani: la posologia deve essere attentamentestabilita dal medico che dovra' valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. Popolazione pediatrica: la sicurezza d'impiego del prodotto nei soggetti di eta' inferiore a 12 anni non e' stata stabilita, per cui l'uso nei bambini non e' raccomandato. Modo di somministrazione: uso orale.
PRINCIPI ATTIVI
Perfenazina 2 - 4 - 8 mg.

ALLERGENI:

NON CONTIENE Glutine
CONTIENE Lattosio

Codice Prodotto

013403035

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