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SERTRALINA AURO*30CPR 50MG PVC

SERTRALINA AURO*30CPR 50MG PVC

AUROBINDO PHARMA ITALIA Srl

Codice: 037983044

prezzo: € 6,00

Prodotto mutuabile

Ricetta medica obbligatoria


Descrizione del prodotto

AVVERTENZE
Uso in bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta': le compresse rivestite con film non devono essere impiegate nel trattamento di bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta'. Comportamenti suicidari e ostilita' sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Inoltre mancano dati sulla sicurezza a lungo termine in bambini ed adolescenti per quanto riguarda crescita, maturazione e sviluppo comportamentale e cognitivo. Sono stati osservati casi di reazioni gravi, talvolta fatali, in pazienti che assumevano la sertralina in concomitanza con un inibitore delle MAO (IMAO). Percio' le compresse di sertralina non devono essere impiegate in concomitanza con inibitori delle MAO, fra cui l'inibitore selettivo selegilina e l'inibitore reversibile moclobemide (RIMA), o con il linezolid. Non si raccomanda l'uso concomitante della sertralina con altre sostanze serotoninergiche. L'assunzione di compresse di sertralina puo' essere iniziata 14 giorni dopo la sospensione del trattamento con un IMAO irreversibile. E' di estrema importanza un attento monitoraggio clinico quando si inizia un trattamento con la sertralina dopo la sospensione di un antidepressivo con emivita prolungata. I principali sintomi della sindrome serotoninergica sono ipertermia, rigidita' muscolare, mioclono, disfunzione del sistema nervoso autonomo con possibilita' di rapide fluttuazioni dei segni vitali, alterazioni dello stato mentale come confusione, irritabilita', e agitazione estrema che evolve fino al delirio e al coma. La depressione e' associata ad un rischio elevato di ideazione suicida, di autolesionismo e di suicidio. Tale rischio perdura fino a quando non si verifica una remissione significativa. Poiche' il miglioramento puo' non verificarsi nelle prime settimane di trattamento o nel periodo successivo, i pazienti devono essere seguiti attentamente fino a quando non si verifichi il miglioramento. I pazienti con un'anamnesi positiva di eventi correlati al suicidio, oppure quelli che manifestano un grado significativo di ideazioni suicidarie prima di iniziare il trattamento, presentano un rischio maggiore di pensieri suicidari o di tentativo di suicidio, e per questo devono essere seguiti con particolare attenzione durante il trattamento. La terapia con antidepressivi deve essere accompagnata da uno stretto controllo dei pazienti, in particolar modo di quelli ad alto rischio e specialmente durante le prime fasi del trattamento e dopo eventuali cambiamenti di dose. L'uso della sertralina e' stato associato all'insorgenza di irrequietezza psicomotoria, che dal punto di vista clinico puo' essere molto simile all'acatisia, caratterizzata da un'irrequietezza spiacevole o angosciante e dalla necessita' di muoversi, spesso accompagnata dall'incapacita' di restare seduti o fermi. Nei pazienti che sviluppano questo tipo di sintomi puo' essere controproducente aumentare la dose. I sintomi da astinenza alla sospensione del trattamento sono frequenti, in particolare se la sospensione e' brusca. Il rischio di subire sintomi da astinenza puo' dipendere da vari fattori, ivi compresi la durata e la dose della terapia e la gradualita' della riduzione della dose. A seguito della sospensione di SSRI e SNRI sono stati osservati capogiri, alterazioni sensoriali, disturbi del sonno, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilita' emotiva, irritabilita' e disturbi visivi. In previsione della sospensione del trattamento si consiglia di ridurre gradualmente la dose di sertralina sull'arco di settimane o mesi, a seconda delle esigenze del paziente. E' stata segnalata mania o ipomania in circa lo 0,4% dei pazienti trattati con la sertralina in studi clinici. Per questa ragione la sertralina deve essere usata con cautela in pazienti con anamnesi di mania o ipomania. In tali casi e' richiesta una stretta sorveglianza da parte del medico. La sertralina deve essere sospesa non appena il paziente entra in una fase maniacale. Nei pazienti schizofrenici possono aggravarsi i sintomi psicotici. L'uso di questo medicinale deve essere evitato in pazienti affetti da epilessia instabile e deve essere somministrato in pazienti con epilessia stabile controllata solo sotto un attento monitoraggio. In caso di attacchi epilettici, il trattamento con la sertralina deve essere interrotto. Dato che si ha poca esperienza clinica sul trattamento concomitante con TEC e la sertralina, si raccomanda cautela. Nei pazienti con diabete, il trattamento con un SSRI puo' alterare il controllo della glicemia. Si devono monitorare regolarmente i livelli di glucosio ematico. Puo' essere necessario correggere il dosaggio dell'insulina o degli ipoglicemizzanti orali. Sono stati registrati episodi di sanguinamenti cutanei anomali, come ecchimosi e porpora, associati agli SSRI. Non e' stata dimostrata la sicurezza della sertralina nei pazienti che hanno sofferto di un attacco cardiaco recente o soffrono di una cardiopatia instabile. I pazienti cui sono stati diagnosticati questi disturbi sono esclusi dagli studi clinici. Gli elettrocardiogrammi di pazienti che hanno ricevuto la sertralina in studi clinici a doppio cieco indicano che la sertralina non e' associata ad anomalie significative dell'ECG. Il tipo e l'incidenza di effetti indesiderati nell'anziano sono paragonabili a quelli riscontrati nei pazienti piu' giovani. Gli anziani possono essere pero' piu' sensibili agli effetti indesiderati degli antidepressivi. Bisogna tener conto della possibilita' di iponatriemia, specialmente in caso di coprescrizione con medicinali che possono provocare questa anomalia, in particolare negli anziani, in caso di sottonutrizione ed in pazienti affetti da cirrosi. La sertralina viene ampiamente metabolizzata nel fegato. La sertralina non va usata da pazienti con grave insufficienza epatica. In conseguenza dell'ampia metabolizzazione a livello epatico, solo una quantita' trascurabile di sertralina viene eliminata inalterata attraverso la via renale. In pazienti con insufficienza renale di grado da lieve a moderato (clearance della creatinina da 30 a 60 ml/min) o da moderato a grave (clearance della creatinina da 10 a 29 ml/min) i parametri farmacocinetici (AUC 0-24 e C max ), non rivelavano differenze significative dopo l'assunzione di dosi ripetute rispetto a quelli dei pazienti con una funzionalita' renale normale. Le emivite erano simili e non si osservavano differenze nel legame proteico plasmatico tra i gruppi studiati. La farmacocinetica in condizioni di equilibrio dinamico della sertralina non e' stata sufficientemente studiata in questa specifica popolazione di pazienti, e si consiglia prudenza nel trattare pazienti con insufficienza renale.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antidepressivi, inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina.
CONSERVAZIONE
Conservare nella confezione originale. Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' alla sertralina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. La sertralina non va usata in concomitanza con gli inibitori delle MAO (monoaminossidasi), ivi compresi la selegilina e la moclobemide, ne' con il linezolid, un antibatterico che presenta attivita' reversibile di inibizione delle MAO. La sertralina non va usata in concomitanza con la pimozide.
DENOMINAZIONE
SERTRALINA AUROBINDO
ECCIPIENTI
Compresse: calcio idrogenofosfato diidrato, cellulosa microcristallina, idrossipropilcellulosa, sodio amido glicolato (tipo A), magnesio stearato. Rivestimento Opadry White OY-S-7355 contenente: titanio diossido (E171), ipromellosa, macrogol 400, polisorbato 80.
EFFETTI INDESIDERATI
Nell'ambito di studi clinici che prevedevano la somministrazione di dosi ripetute sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, diarrea/feci molli e secchezza delle fauci. Comune: dispepsia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: anoressia. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: capogiri, sonnolenza, tremori. Disturbi psichiatrici. Molto comune: insonnia. Frequenza non nota: ideazioni suicidarie e comportamento suicidario. Durante la terapia con la sertralina, o poco dopo la sospensione della terapia, sono stati segnalati casi di ideazioni e comportamenti suicidari. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto comune: disturbi sessuali (principalmente eiaculazione ritardata nell'uomo). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: aumento della sudorazione. Nella fase successiva alla commercializzazione sono state ricevute segnalazioni spontanee riguardanti i seguenti effetti indesiderati. Patologie sistemiche. Comune: astenia, stanchezza, vampate di calore. Non comune: indisposizione, aumento o perdita di peso, febbre. Raro: reazioni anafilattoidi. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: porpora, disturbi emorragici come ecchimosi, emorragie gastrointestinali, emorragie ginecologiche ed altre emorragie cutanee o mucosali. Raro: alterazione della funzione piastrinica, leucopenia, trombocitopenia. Patologie endocrine. Raro: ginecomastia, iperprolattinemia, galattorrea, ipotiroidismo, sindrome da inappropriata secrezione di ADH. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: esantema cutaneo. Non comune: prurito, alopecia. Raro: fotosensibilita' cutanea, edema di Quincke, grave esfoliazione cutanea, orticaria. Patologie epatobiliari. Non comune: gravi disturbi epatici, aumento asintomatico delle transaminasi sieriche (SGOT e SGPT). Alterazioni nei livelli di transaminasi si sono manifestate principalmente durante le prime 9 settimane di trattamento, e sono rapidamente scomparse dopo la sospensione della terapia. Alterazioni del sistema cardiovascolare. Comune: dolore toracico, palpitazioni. Non comune: edema periferico, ipertensione, edema periorbitale, sincope, tachicardia. Esami diagnostici. Raro: anomalie nei valori di laboratorio. Patologie gastrointestinali. Comune: stipsi, dolore addominale, vomito. Non comune: pancreatite. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: tinnito. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, disturbi motori (comprendenti sintomi extrapiramidali quali ipercinesia, aumento del tono muscolare, bruxismo e andatura alterata), parestesia, ipoestesia. Non comune: midriasi, emicrania. Raro: coma, convulsioni, contrazioni muscolari involontarie. Sono stati segnalati segni e sintomi associati alla sindrome serotoninergica, comprendenti agitazione, confusione, diaforesi, diarrea, febbre, ipertensione, rigidita' e tachicardia. Disturbi psichiatrici. Comune: sbadigli, agitazione, ansia. Non comune: euforia, sintomi depressivi, allucinazioni, mania, ipomania. Raro: anorgasmia, incubi, reazioni aggressive, psicosi. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: broncospasmo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: aumento dell'appetito. Raro: iponatriemia che si risolve dopo la sospensione della terapia. Casi isolati possono essere stati ascritti alla sindrome da inappropriata secrezione di ADH. Questi effetti indesiderati si sono manifestati principalmente in pazienti anziani ed in pazienti che assumevano diuretici o altri medicinali. Livelli elevati di colesterolo sierico. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: artralgia. Patologie renali e urinarie. Non comune: incontinenza urinaria. Raro: edema facciale, ritenzione urinaria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: irregolarita' mestruali. Non comune: priapismo. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni allergiche, allergia generalizzata. Patologie dell'occhio. Comune: menomazioni alla vista. La sospensione dell'assunzione di SSRI/SNRI (in particolare se brusca) comporta solitamente sintomi da astinenza. Sono stati segnalati capogiri, alterazioni sensorie, disturbi al sonno, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremori, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni instabilita' emotiva, irritabilita' e disturbi visivi. In generale questi eventi sono autolimitanti e di entita' da lieve a moderata, ma in alcuni pazienti possono anche avere maggiore gravita' o avere una durata prolungata. Quando il trattamento con la sertralina e' da concludere, si consiglia di sospenderlo gradualmente, diminuendo poco a poco la dose. Sono stati segnalati anche segni e sintomi associati alla sindrome serotoninergica, comprendenti agitazione, confusione, diaforesi, diarrea, febbre, ipertensione, rigidita' e tachicardia, in alcuni casi associati all'uso concomitante di medicinali serotoninergici. Il tipo e l'incidenza di effetti indesiderati nei pazienti anziani sono paragonabili a quelli riscontrati nei pazienti piu' giovani.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
I dati su un numero limitato di gravidanze esposte, indicano assenza di effetti indesiderati della sertralina sulla gravidanza o sulla salute del feto/neonato. Gli studi su animali non hanno fornito alcuna evidenza di effetti teratogenici associati alla sertralina, sebbene sia stata osservata embriotossicita'. In gravidanza la sertralina deve essere impiegata solo se i potenziali benefici del trattamento per la madre superano i possibili rischi per il feto. E' bene tuttavia evitare una sospensione brusca della terapia durante la gravidanza. Se la madre continua ad assumere la sertralina durante le fasi avanzate della gravidanza, in particolare durante il terzo trimestre, sara' opportuno tenere sotto osservazione il neonato. Dopo l'uso di sertralina da parte della madre in gravidanza avanzata, nel neonato possono insorgere i seguenti sintomi: difficolta' respiratorie, cianosi, apnea, attacchi convulsivi, instabilita' termica, difficolta' ad allattare, vomito, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia, iperreflessia, tremori, nervosismo, irritabilita', letargia, pianto costante, sonnolenza e difficolta' a dormire. Questi sintomi potrebbero essere ascritti ad effetti serotoninergici o a sintomi da astinenza. Nella maggioranza dei casi le complicanze iniziano immediatamente dopo il parto o poco dopo (< 24 ore). E' noto che la sertralina viene secreta nel latte materno. In neonati allattati si sono registrate concentrazioni plasmatiche di sertralina bassissime o non rilevabili. In allattamento la sertralina andra' impiegata solo se i potenziali benefici superano i possibili rischi per il neonato.
INDICAZIONI
Episodi di depressione maggiore.
INTERAZIONI
L'uso concomitante di alcuni medicinali puo' provocare l'insorgere di una sindrome serotoninergica in pazienti riceventi SSRI. La sertralina non va impiegata in concomitanza con inibitori delle MAO, ivi compresi l'inibitore selettivo selegilina, e l'inibitore reversibile moclobemide. Sono stati registrati casi di effetti indesiderati gravi, che in alcuni casi hanno comportato anche il decesso, fra pazienti che hanno assunto la sertralina in concomitanza con un inibitore delle MAO. In alcuni casi i sintomi manifestati erano simili a quelli osservati nella sindrome serotoninergica. In un studio clinico e' stato osservato un aumento dei livelli plasmatici di pimozide dopo somministrazione concomitante di sertralina e di un'unica dose ridotta di pimozide (2 mg). Questo aumento non e' stato associato ad alterazioni nell'ECG. La somministrazione concomitante di sertralina e pimozide e' controindicata, perche' puo' aumentare il rischio di aritmie e prolungamento dell'intervallo QT associato al trattamento con pimozide. Sostanze serotoninergiche: considerando che non si dispone di dati sufficienti al riguardo, si sconsiglia l'uso concomitante della sertralina e di sostanze serotoninergiche quali triptofano, fenfluramina, sumatriptano, destrometorfano, petidina, tramadolo e agonisti della serotonina, da usare solo sotto adeguato monitoraggio. Vi sono scarse esperienze documentate circa i tempi ottimali per il passaggio da altri antidepressivi alla sertralina. Per programmare il passaggio e' necessario percio' un giudizio medico attento e prudente, specialmente se si tratta di agenti ad azione prolungata. La durata del periodo di sospensione da osservare prima di passare da un inibitore selettivo della serotonina (SSRI) ad un altro non e' stata determinata. L'uso concomitante di fitoterapici a base di Erba di S. Giovanni ( Hypericum perforatum ) in pazienti che ricevono SSRI va evitato, dato che esiste una possibilita' di potenziamento serotoninergico e sindrome serotoninergica. In ragione del forte legame della sertralina con le proteine plasmatiche, sono possibili interazioni con altre sostanze anch'esse fortemente legate alle proteine plasmatiche. La somministrazione concomitante di sertralina e diazepam o tolbutamide ha provocato alterazioni lievi ma statisticamente significative di vari parametri farmacocinetici. La cimetidina ha ridotto il tasso di eliminazione della sertralina somministrata contemporaneamente. La rilevanza clinica di questo effetto non e' chiara. La sertralina non influenza l'efficacia dell'atenololo, e non sono state osservate interazioni con glibenclamide o digossina. La somministrazione concomitante di sertralina non ha potenziato gli effetti di carbamazepina, aloperidolo, fenitoina e alcool: tuttavia e' consigliabile non consumare alcool durante una terapia con la sertralina. La sertralina puo' alterare il controllo glicemico. Istituendo una terapia a base di sertralina per pazienti diabetici e' percio' consigliabile monitorare il livello di glicemia. Con la somministrazione concomitante di sertralina e warfarin si e' osservato un lieve ma significativo aumento del tempo di protrombina: e' percio' consigliabile monitorare attentamente il tempo di protrombina quando si inizia o si conclude una terapia con la sertralina. Il rischio di emorragie potrebbe potenzialmente aumentare abbinando un SSRI con altri anticoagulanti, derivati dell'acido salicilico, FANS, antipsicotici atipici, fenotiazine e la maggior parte degli antidepressivi triciclici. Medicinali metabolizzati dagli enzimi del citocromo P450 CYP 2D6: in studi di interazione si e' osservata solo un aumento minimo dell'equilibrio dinamico delle concentrazioni plasmatiche di desipramina (in media 23-37%) durante l'uso a lungo termine di sertralina in dosi pari a 50 mg al giorno. CYP 3A3/4: studi di interazione in vivo hanno indicato che la somministrazione a lungo termine della sertralina in dosi di 200 mg al giorno non inibisce la 6-beta-idrossilazione del cortisolo endogeno mediata dal CYP 3A3/4 ne' il metabolismo della carbamazepina e della terfenadina. Non vi e' stata inibizione del metabolismo dell'alprazolam mediato dal CYP 3A3/4 durante l'uso a lungo termine della sertralina in dosi da 50 mg/die. I risultati di tali studi indicano che non vi e' inibizione clinicamente rilevante dell'attivita' del CYP 3A3/4 da parte della sertralina. CYP 2C9: i risultati di studi a lungo termine con somministrazione di sertralina 200 mg/die e tolbutamide, fenitoina e warfarin indicano una possibile inibizione dell'attivita' del CYP2C9. CYP 2C19: l'assenza di effetti clinicamente significativi della somministrazione a lungo temine di dosi di sertralina pari a 200 mg/die sulle concentrazioni plasmatiche di diazepam consente di dedurre che la sertralina non inibisce il CYP 2C19 in misura clinicamente rilevante. CYP 1A2: indagini in vitro hanno dimostrato che la sertralina ha un potenziale di inibizione del CYP 1A2 minimo se non nullo. In studi controllati verso placebo in soggetti sani la somministrazione concomitante di litio e sertralina non ha evidenziato variazioni nella farmacocinetica del litio, sebbene vi fosse una maggiore incidenza di tremore nei pazienti trattati con la sertralina rispetto a quelli trattati con placebo, il che sta ad indicare la probabile esistenza di un'influenza farmacodinamica. L'uso concomitante puo' percio' portare ad una sindrome serotoninergica. Ci sono state altre osservazioni di potenziamento degli effetti con la somministrazione di un SSRI insieme a triptofano o litio, e percio' l'uso concomitante di questi medicinali deve essere intrapreso con cautela. In caso di somministrazione concomitante di diuretici aumenta il rischio di iponatriemia, cosi' come quello di una secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico. Sebbene in uno studio controllato verso placebo, in soggetti sani, non sia stata osservata alcuna inibizione clinicamente significativa del metabolismo della fenitoina, si consiglia di monitorare le concentrazioni plasmatiche di fenitoina all'inizio della terapia con la sertralina e di regolare in modo adeguato la dose di fenitoina. La somministrazione concomitante di fenitoina puo' ridurre i livelli plasmatici della sertralina. Sono stati registrati rari casi di insorgenza di debolezza, iperreflessia, mancanza di coordinazione, confusione, ansia e agitazione in relazione all'assunzione della sertralina in concomitanza con il sumatriptan. I pazienti in cui sia clinicamente necessaria una terapia con la sertralina in associazione con il sumatriptan devono essere tenuti sotto adeguato monitoraggio. In caso di somministrazione concomitante di sertralina l'emivita dell'antipirina si riduce. E' opportuno usare cautela nella somministrazione di SSRI insieme ad antidepressivi triciclici, che puo' risultare in un aumento dei relativi livelli plasmatici.
POSOLOGIA
Per i regimi posologici inadatti al trattamento con questa dose, e' disponibile un'altra dose appropriata. La dose giornaliera abituale e' di 50 mg di sertralina. Se necessario, la dose puo' essere aumentata a 100 mg di sertralina al giorno. La dose giornaliera massima e' di 200 mg di sertralina. Eventuali aumenti della dose devono essere effettuati in incrementi di 50 mg ad intervalli di almeno una settimana. Durante la terapia a lungo termine, l'obiettivo da perseguire consiste nell'ottenere un'efficacia terapeutica adeguata con la dose piu' bassa possibile. Le compresse rivestite con film non devono essere impiegate nel trattamento di bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta'. Dato che negli anziani l'emivita di eliminazione puo' risultare prolungata, e' consigliabile mantenere la posologia piu' bassa possibile. E' opportuno usare cautela nel somministrare la sertralina a pazienti con insufficienza epatica. La sertralina non e' opportuna in caso di insufficienza epatica grave, dato che non sono disponibili dati clinici. L'insufficienza renale non richiede un aggiustamento della dose. In caso di terapia a lungo termine, i pazienti con insufficienza renale grave devono essere tenuti sotto stretto controllo. La sertralina va presa una volta al giorno, alla mattina o alla sera, con sufficiente liquido. Le compresse possono essere prese indifferentemente in presenza o in assenza di cibo. La comparsa dell'effetto terapeutico si puo' osservare entro 7 giorni, sebbene l'effetto terapeutico massimo si manifesti generalmente entro 2-4 settimane dall'inizio del trattamento. La durata del trattamento dipende dalla natura e dalla gravita' del disturbo. Dopo la remissione dei sintomi depressivi, puo' essere necessaria una terapia a lungo termine di almeno sei mesi per il mantenimento della remissione. Compresse rivestite con film da 50 mg: e' destinata unicamente all'uso orale. Compresse rivestite con film da 100 mg: e' destinata unicamente all'uso orale. Si deve evitare una sospensione brusca. Quando si interrompe il trattamento con la sertralina, la dose deve essere gradualmente ridotta sull'arco di una o due settimane almeno, per diminuire il rischio di reazioni da astinenza. Se con la diminuzione della dose o la sospensione della terapia si manifestano sintomi intollerabili, si puo' considerare di riprendere a somministrare la dose gia' prescritta in precedenza. In seguito, il medico potra' continuare a diminuire la dose in modo piu' graduale.
PRINCIPI ATTIVI
Sertralina

ALLERGENI:

NON CONTIENE Glutine
NON CONTIENE Lattosio

Codice Prodotto

037983044

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