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PAMIDRONATO PFIZER*EV 1FL 90MG

PAMIDRONATO PFIZER*EV 1FL 90MG

PFIZER ITALIA Srl

Codice: 035581040

prezzo: € 201,25

Prodotto mutuabile

Ricetta medica obbligatoria


Descrizione del prodotto

AVVERTENZE
Avvertenze Il pamidronato non deve mai essere somministrato mediante iniezione in bolo, poiche' puo' provocare gravi reazioni locali e tromboflebiti. Il farmaco deve sempre essere diluito e somministrato mediante infusione endovenosa lenta (4.2 Posologia e modalita' di somministrazione). Non somministrare il pamidronato insieme ad altri bifosfonati. L'utilizzo combinato del pamidronato con altri farmaci che abbassano il livello del calcio, puo' provocare una notevole ipocalcemia. Il pamidronato deve essere somministrato sotto stretto controllo medico e in presenza di adatte apparecchiature per il monitoraggio degli effetti clinici e biochimici. Questa specialita' medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose massima (90 mg), puo' quindi essere considerata "non contenente sodio". Precauzioni Il pamidronato puo' indurre irritazioni oculari. I pazienti che hanno subito interventi chirurgici alla tiroide possono essere particolarmente suscettibili a sviluppare ipocalcemia conseguente ad ipoparatiroidismo. Sebbene il pamidronato sia escreto immodificato dai reni, la specialita' medicinale e' stata impiegata nei pazienti con valori di creatininemia significativamente elevati, (ed anche nei pazienti sottoposti a emodialisi, o a dialisi peritoneale) senza un apparente aumento degli effetti indesiderati. Pamidronato disodico non deve essere somministrato a pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale (clearance della creatinina < 30ml/min) salvo i casi in cui l'ipercalcemia indotta dal tumore non metta a rischio la vita e i benefici siano maggiori del rischio potenziale. In questi casi il pamidronato deve essere utilizzato con cautela con attento monitoraggio della funzionalita' renale. Dopo l'inizio della terapia con pamidronato devono essere attentamente monitorati gli elettroliti sierici, il calcio ed i fosfati. I pazienti affetti da anemia, leucopenia o trombocitopenia devono essere sottoposti a regolari controlli ematologici. I pazienti, in particolare quelli che ricevono frequenti infusioni di pamidronato per periodi di tempo prolungati, e quelli con pregresse malattie renali o predisposizione alla compromissione della funzionalita' renale (es. pazienti con mieloma multiplo e/o ipercalcemia neoplastica), devono essere sottoposti a controlli ematici periodici (creatininemia e azotemia), e a controlli clinici della funzionalita' renale. E' opportuno anche controllare il ricambio dei liquidi (diuresi, peso giornaliero). Se nel corso del trattamento con pamidronato si osserva un deterioramento della funzionalita' renale occorre interrompere l'infusione. E' stato segnalato un deterioramento della funzionalita' renale (inclusa l'insufficienza renale) in seguito a trattamento a lungo termine con pamidronato nei pazienti con mieloma multiplo. Tuttavia, in questi pazienti si era gia' instaurata una progressione della malattia di base e/o erano gia' presenti complicazioni concomitanti e pertanto non e' stata dimostrata una relazione causale con il pamidronato. Al fine di ripristinare la diuresi e' essenziale durante il trattamento iniziale dell'ipercalcemia neoplastica istituire la reidratazione per via endovenosa. I pazienti devono essere adeguatamente idratati per tutta la durata del trattamento, prestando attenzione pero' ad evitare un eccessivo carico idrico. Nei pazienti, specialmente anziani, con malattie cardiache (insufficienza ventricolare sinistra o insufficienza cardiaca congestizia) un sovraccarico salino puo' peggiorare l'insufficienza cardiaca. Anche la iperpiressia (sintomi simil-influenzali) puo' contribuire a tale peggioramento. Non si raccomanda l'uso di pamidronato durante la gravidanza. Non esiste un'esperienza clinica con il pamidronato nella popolazione pediatrica e negli adolescenti (<18 anni). E' stata riportata osteonecrosi della mandibola nei pazienti con tumore trattati con regimi terapeutici contenenti bifosfonati. Molti di questi pazienti erano anche in trattamento con chemoterapici oppure con cortisonici. La maggioranza dei casi segnalati erano associati a interventi sui denti come l'estrazione dentaria. Molti avevano segni di infezioni locali inclusa l'osteomielite. E' opportuno considerare, prima di iniziare il trattamento con i bifosfonati dei pazienti con fattori di rischio concomitanti (ad es. tumore, chemioterapia, cortisonici, cattiva igiene orale), una visita e trattamento preventivo odontoiatrico. Possibilmente, si devono evitare interventi invasivi odontoiatrici su questi pazienti durante il trattamento. Per i pazienti che sviluppano osteonecrosi della mandibola durante la terapia con i bifosfonati, gli interventi odontoiatrici possono esacerbare tale condizione. Per i pazienti che richiedono interventi odontoiatrici, non sono disponibili dati che confermino che l'interruzione del trattamento con i bifosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola. Il giudizio clinico del medico curante deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente in funzione della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci che influenzano la mineralizzazione - bifosfonati.
CONSERVAZIONE
Non conservare ad una temperatura superiore ai 25 gradi C. Studi sulla stabilita' chimico-fisica hanno dimostrato che il farmaco diluito in sodio cloruro 0,9% e in glucosio 5% e' stabile per 24 ore se conservato a 2 gradi C - 8 gradi C. Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Qualora cio' non avvenga, il tempo e la modalita' di conservazione, in uso, sono una responsabilita' dell'utilizzatore e normalmente non e' superiore a 24 ore ad una temperatura compresa tra 2 gradi C e 8 gradi C, a meno che la ricostituzione/diluizione ha luogo in condizioni d'asepsi controllate e convalidate.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al pamidronato, o altri bifosfonati o agli eccipienti. L'allattamento al seno e' controindicato.
DENOMINAZIONE
PAMIDRONATO HOSPIRA
ECCIPIENTI
Mannitolo, acido fosforico, soluzione d'idrossido di sodio, acqua per preparazioni iniettabili.
EFFETTI INDESIDERATI
Le reazioni avverse al pamidronato disodico sono solitamente modeste e transitorie. Le reazioni piu' comuni sono sintomi simil-influenzali e febbricola (un aumento della temperatura corporea di >1.C che puo' durare fino a 48 ore). Normalmente, la febbre scompare spontaneamente, e non richiede alcun tipo di trattamento. Le reazioni acute simil-influenzali si verificano solitamente solo con la prima infusione di pamidronato. L'ipocalcemia sintomatica e' non comune. Si puo' anche manifestare infiammazione locale dei tessuti molli nella sede d'infusione, in particolare con le dosi piu' elevate. Osteonecrosi, con interessamento prevalente della mandibola, e' stata riportata raramente. Stima della frequenza: molto comune (>1/10); comune (>1/100, < 1/10); non comune (>1/1.000, < 1/100); raro (>1/10.000, < 1/1.000); molto raro (<1/10.000 incluso rapporti isolati). Infezioni e Infestazioni. Molto raro: riattivazione dell'Herpes simplex e dell'Herpex zoster. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: linfocitopenia; raro: anemia, leucopenia; molto raro: trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni allergiche, reazioni anafilattiche, broncospasmo (dispnea), ed edema di Quincke; molto raro: shock anafilattico. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: ipocalcemia, ipofosfatemia; comune: ipomagnesemia; raro: ipercalemia, ipocalemia, ipersodiemia. Patologie del Sistema Nervoso. Comune: mal di testa; raro: ipocalcemia sintomatica (parestesia, tetania), agitazione, confusione, capogiri, insonnia, sonnolenza, letargia; molto raro: convulsioni, allucinazioni visive. Patologie dell'occhio. Molto raro: uveiti (iriti, iridocicliti), scleriti, episcleriti, congiuntiviti, xantopsia. Patologie cardiache. Raro: insufficienza cardiaca congestizia (edema) da eccesso di liquidi. Patologie vascolari. Raro: ipotensione, ipertensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: dispnea, edema polmonare; molto raro: sindrome da stress respiratorio degli adulti, polmonite interstiziale. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito; raro: anoressia, dolore addominale, diarrea, costipazione, dispepsia; molto raro: gastrite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto raro: rash, prurito. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: dolore osseo passeggero, artralgia, mialgia, dolore generalizzato; raro: crampi muscolari; molto raro: osteonecrosi. Patologie renali e urinarie. Raro: deterioramento della funzionalita' renale. Glomerulosclerosi focale segmentale incluso la variante collassante, sindrome nefrotica, glomerulonefropatia. I rapporti di questi eventi generalmente sono associati agli alti dosaggi (che eccedono il dosaggio raccomandato oppure a intervalli di trattamento ridotti) e/o ad un impiego protratto. Molto raro: ematuria, insufficienza renale acuta, peggioramento delle pre-esistenti patologie renali, disfunzione dei tubuli renali, nefrite tubulointerstiziale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Molto comune: febbre e sindrome simil-influenzale talvolta accompagnata da malessere, rigidita', astenia e vampate; comune: reazioni al sito di infusione: dolore, rossore, gonfiore, indurimento, flebite, tromboflebite. Esami diagnositici. Molto raro: test della funzionalita' epatica alterati, aumento della creatinemia e dell'uricemia. Molti di questi effetti indesiderati possono essere imputabili alla malattia di base. In uno studio clinico in cui sono stati messi a confronto gli effetti dell' acido zoledronico (4 mg) e dell'acido pamidronico (90 mg), il numero di eventi avversi di fibrillazione atriale e' risultato piu' alto nel gruppo (12/556, 2,2%) trattato con acido pamidronico rispetto al quello trattato con acido zoledronico (3/563, 0,5%). Precedentemente, in uno studio clinico, in cui sono stati arruolati pazienti con osteoporosi postmenopausale, nei pazienti trattati con acido zoledronico (5 mg) e' stato osservato un aumento del tasso di eventi avversi gravi di fibrillazione atriale rispetto al placebo (1,3% rispetto allo 0,6%). Il meccanismo relativo all'aumento dell'incidenza di fibrillazione atriale in associazione con il trattamento con acido zoledronico e pamidronico e' sconosciuto. Farmacovigilanza successiva alla commercializzazione: sono stati riportati, in pazienti in trattamento con bifosfonati, casi molto rari di osteonecrosi (principalmente della mandibola). Molti erano affetti da infezioni locali compresa l'osteomielite. La maggior parte delle segnalazioni si riferivano a pazienti con tumore dopo estrazione dentaria o dopo altri interventi chirurgici odontoiatrici. L'osteonecrosi della mandibola e' costituita da fattori multipli ben documentati di rischio compresa la diagnosi di tumore, terapie concomitanti (ad es. chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi) e condizioni di morbosita' concomitanti (ad es. anemia, coagulopatie, infezione, malattie del cavo orale pre-esistenti). Sebbene la casualita' non e' valutabile, siccome il periodo di recupero puo' essere prolungato e' prudente evitare gli interventi chirurgici sui denti.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non esiste esperienza clinica sull'esposizione durante la gravidanza al pamidronato. Gli studi negli animali hanno dimostrato un effetto teratogeno (alterazioni scheletriche e della dentatura). Somministrato durante il periodo della gestazione, il pamidronato puo' causare disordini di mineralizzazione ossea specialmente sulle ossa lunghe con risultante distorsione angolare. In generale, questi effetti (reversibili dopo il parto) che si manifestano con alte dosi, sono probabilmente dovuti al meccanismo di chelazione del calcio. Non e' noto il potenziale rischio sull'uomo. Ne consegue che l'uso del pamidronato non e' raccomandato durante la gravidanza. L'allattamento al seno e' controindicato.
INDICAZIONI
Trattamento dell'ipercalcemia neoplastica. Prevenzione degli eventi correlati all'apparato scheletrico (fratture patologiche, schiacciamenti vertebrali, radioterapia o interventi chirurgici all'osso, ipercalcemia) in pazienti affetti da tumore della mammella con metastasi ossee o mieloma multiplo con lesioni ossee, in aggiunta al trattamento specifico del tumore.
INTERAZIONI
L'uso concomitante di altri bifosfonati, di altri agenti anti-ipercalcemici e di calcitonina puo' causare ipocalcemia e sintomi clinici correlati (parestesia, tetania, ipotensione). Nei pazienti affetti da grave ipercalcemia, l'azione combinata del pamidronato con calcitonina o con mitramicina e' efficace nell'accelerare e potenziare l'effetto della diminuzione del calcio. Poiche' il pamidronato si lega al tessuto osseo, in teoria puo' interferire con gli esami scintigrafici. Il pamidronato disodico e' stato somministrato in concomitanza con i comuni farmaci antitumorali senza interazione significativa.
POSOLOGIA
Da utilizzare solo per infusione endovenosa. Il pamidronato disodico non deve mai essere somministrato mediante iniezione in bolo. La soluzione deve essere diluita prima dell'uso (vedere oltre) e deve essere somministrata mediante infusione lenta. Per le informazioni relative alla compatibilita' con le soluzioni infusionali. La velocita' d'infusione non deve mai superare i 60 mg/ora (1 mg/min.), e la concentrazione di pamidronato disodico nella soluzione infusionale non deve essere maggiore di 90mg/250ml. Nei pazienti, con compromissione della funzionalita' renale accertata o presunta, (p.es. nei soggetti affetti da ipercalcemia neoplastica o da mieloma multiplo) si raccomanda di non superare una velocita' d'infusione di 20 mg/ora. Per minimizzare le reazioni locali nel sito d'iniezione, la cannula deve essere inserita con cura in una vena relativamente grande. Una dose singola di 90mg normalmente deve essere somministrata come infusione di 2 ore in 250ml di soluzione per infusione. Tuttavia, nei pazienti con mieloma multiplo e con ipercalcemia da tumori maligni si raccomanda di non somministrare piu' di 90mg in 500ml in un lasso di tempo di 4 ore. Non vi e' esperienza clinica nella popolazione pediatrica e negli adolescenti (< 18 anni). Ipercalcemia neoplastica: si raccomanda di reidratare i pazienti con soluzione di cloruro di sodio 0,9% p/v prima o durante il trattamento. La dose totale di pamidronato disodico da utilizzare per ciclo di trattamento dipende dai livelli iniziali di calcemia del paziente. Le seguenti linee guida sono state elaborate da dati clinici basati su valori non corretti di calcemia; tuttavia, lo stesso intervallo di dosi puo' essere utilizzato per valori di calcemia corretti in base alle proteine sieriche o all'albumina in pazienti reidratati. Calcemia iniziale: fino a 3,0 mmol/litro, fino a 12,0 mg %; dose totale raccomandata 15-30 mg. Calcemia iniziale: da 3,0 mmol/litro a 3,5 mmol/litro, da 12,0 mg % a 14,0 mg %; dose totale raccomandata 30-60 mg. Calcemia iniziale: da 3,5 mmol/litro a 4,0 mmol/litro, da 14,0 mg % a 16,0 mg %; dose totale raccomandata 60-90 mg. Calcemia iniziale: > 4,0 mmol/litro, > 16,0 mg %; dose totale raccomandata 90 mg. La dose totale di pamidronato disodico puo' essere somministrata sia in un'unica infusione, sia mediante infusioni multiple per 2 - 4 giorni consecutivi. La massima dose per ciclo di trattamento e' di 90 mg, sia per la somministrazione iniziale sia per quelle ripetute. Generalmente si osserva una significativa diminuzione della calcemia dopo 24-48 ore dalla somministrazione di pamidronato disodico con normalizzazione dei valori entro 3-7 giorni. Puo' essere somministrata una dose aggiuntiva se non si ottiene una normocalcemia in questo lasso di tempo. La durata della risposta puo' variare da paziente a paziente, e il trattamento puo' essere ripetuto qualora ricorra ipercalcemia. L'esperienza clinica ad oggi suggerisce che l'efficacia del pamidronato disodico puo' diminuire all'aumentare dei trattamenti. Mieloma multiplo stadio III La dose raccomandata e' di 90 mg ogni 4 settimane. Lesioni osteolitiche nelle metastasi ossee associate al cancro della mammella La dose raccomandata e' di 90 mg ogni 4 settimane. Se necessario, la dose puo' essere somministrata anche ad intervalli di 3 settimane cosi' da coincidere con la chemioterapia. Compromissione della funzionalita' renale Gli studi di farmacocinetica indicano che non e' necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale da lieve a moderata. Pamidronato disodico non deve essere somministrato a pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale (clearance della creatinina < 30ml/min) salvo i casi in cui l'ipercalcemia indotta dal tumore non metta a rischio la vita e i benefici siano maggiori del rischio potenziale. Fino a ottenimento di maggiore conoscenza, si raccomanda di impiegare una velocita' di infusione non superiore a 20mg/ora nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale. Insufficienza epatica: Non sono disponibili in letteratura dati sull'uso del pamidronato disodico nei pazienti con compromissione della funzionalita' epatica, pertanto non possono essere formulate delle raccomandazioni specifiche per il pamidronato disodico in tali pazienti.
PRINCIPI ATTIVI
Concentrato per soluzione per infusione da 3 mg/ml: 5 ml e 10 ml contengono rispettivamente 15 mg e 30 mg di pamidronato disodico. Concentrato per soluzione per infusione da 6 mg/ml: 10 ml contiene 60 mg di pamidronato disodico. Concentrato per soluzione per infusione da 9 mg/ml: 10 ml contiene 90 mg di pamidronato disodico.

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