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MEDROL*20CPR 16MG

MEDROL*20CPR 16MG

PFIZER ITALIA Srl

Codice: 014159040

prezzo: € 6,20

Prodotto mutuabile

Ricetta medica obbligatoria


Descrizione del prodotto

AVVERTENZE
I corticosteroidi possono aumentare la suscettibilita' alle infezioni,mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego possono manifestarsi nuove infezioni. Infezioni causate da qualsiasi agentepatogeno localizzate in ogni parte del corpo possono essere associateall'uso dei corticosteroidi. Persone trattate con farmaci immunosoppressori sono piu' suscettibili alle infezioni. Durante il trattamento con corticosteroidi i pazienti non devono essere vaccinati contro il vaiolo. Non effettuare altri procedimenti di immunizzazione in pazienti in terapia corticosteroidea. La somministrazione di vaccini vivi o attenuati e' controindicata. Vaccini morti o inattivi possono essere somministrati a pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi. In pazienti che ricevono dosi non-immunosoppressive di corticosteroidi possono essere intraprese particolari procedure di immunizzazione. L'impiego di corticosteroidi nella tubercolosi attiva deve esserelimitato ai casi di malattia fulminante o disseminata. Se i corticosteroidi sono somministrati in pazienti con tubercolosi latente o risposta positiva alla tubercolina, e' necessaria una stretta osservazione. Durante una terapia corticosteroidea prolungata, questi pazienti devonoessere sottoposti a chemioprofilassi. Si sono verificati casi di sarcoma di Kaposi in pazienti trattati con corticosteroidi. L'interruzionedel trattamento potrebbe portare a regressione della malattia. Possono verificarsi reazioni allergiche. Prima della somministrazione si devono osservare adeguate misure precauzionali. Nei pazienti in terapia corticosteroidea soggetti a particolari stress, e' indicato un dosaggiopiu' elevato di corticosteroidi ad azione rapida. Dosi farmacologichedi corticosteroidi somministrati per periodi prolungati possono condurre a soppressione del sistema ipotalamo-pituitario-surrenalico. Il grado e la durata dell'insufficienza corticosurrenale secondaria e' variabile nei pazienti. L'interruzione brusca del trattamento con glucocorticoidi puo' portare ad insufficienza corticosurrenale acuta. L'insufficienza corticosurrenale indotta dal medicinale puo' essere minimizzata mediante una riduzione graduale del dosaggio. Questo tipo di insufficienza relativa puo' persistere per mesi dopo la sospensione della terapia; pertanto adottare un'idonea terapia ormonale. In seguito a una brusca interruzione dei glucocorticoidi puo' manifestarsi anche una "sindrome da sospensione" da steroidi. Si ritiene che questi effetti siano dovuti all'improvvisa modificazione della concentrazione dei glucocorticoidi. Evitare la somministrazione dei glucocorticoidi nei pazienticon la malattia di Cushing. Nei pazienti ipotiroidei vi e' un potenziamento degli effetti dei corticosteroidi. In corso di terapia trovarela piu' bassa dose di mantenimento. I corticosteroidi possono aumentare i livelli di glucosio nel sangue. I corticosteroidi possono provocare disturbi psichiatrici. Steroidi per uso sistemico possono causare reazioni avverse di tipo psichiatrico potenzialmente severe. I sintomi si manifestano tipicamente dopo pochi giorni o settimane dall'inizio del trattamento. La maggior parte delle reazioni regredisce con la diminuzione della dose. Si sono manifestati effetti psicologici a seguito dell'interruzione della terapia con corticosteroidi. Cautela in pazienti con miastenia grave e in pazienti con attacchi epilettici. Sono stati segnalati casi di lipomatosi epidurale in pazienti che assumevano corticosteroidi. Nei pazienti trattati con glucocorticoidi possono stabilizzarsi infezioni fungine o virali secondarie dell'occhio. Cautela nei pazienti affetti da herpes simplex oculare per il rischio di perforazione della cornea. Con l'uso di corticosteroidi sistemici e topici possono essere riferiti disturbi visivi. La corioretinopatia sierosa centrale puo' causare distacco della retina. Qualora si utilizzino dosi elevate per lunghi periodi, in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare, gli eventi avversi dei glucocorticoidi sul sistema cardiovascolare possono predisporre a ulteriori effetti cardiovascolari. Cautelain tali pazienti. L'uso di basse dosi e la somministrazione a giornialterni possono ridurre l'incidenza delle complicanze della terapia corticosteroidea. Cautela nei casi di insufficienza cardiaca congestizia. Cautela nei pazienti che soffrono o che possono essere predisposti adisturbi tromboembolici. Cautela nei pazienti con ipertensione. Elevate dosi di corticosteroidi possono provocare pancreatite acuta. La terapia con glucocorticoidi puo' mascherare i sintomi dell'ulcera pepticacosi' che si possono verificare emorragie e perforazioni senza doloresignificativo. La terapia con glucocorticoidi puo' mascherare segni osintomi associati a patologie gastrointestinali. Cautela nelle seguenti condizioni: coliti ulcerose aspecifiche, se vi e' pericolo di perforazione, di ascessi o di altra infezione piogena; diverticoliti; anastomosi intestinali recenti; ulcera peptica attiva o latente. Nei pazienti con cirrosi epatica l'effetto dei corticosteroidi e' aumentato. Sono state segnalate patologie epatobiliari. E' stata osservata miopatiaacuta con l'uso di alte dosi di corticosteroidi. Puo' verificarsi aumento della creatinchinasi. Il miglioramento clinico o la guarigione puo' richiedere settimane o anni. L'osteoporosi e' un effetto indesiderato comune associato ad un uso prolungato di glucocorticoidi ad alte dosi. Cautela in pazienti con sclerosi sistemica. Cautela in pazienti coninsufficienza renale. Dosi medie o alte di idrocortisone e cortisonepossono causare aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrico-elettrolitica, e aumentata escrezione di potassio. I corticosteroidi sistemici non sono indicati per il trattamento di lesioni cerebrali traumatiche. Durante il trattamento con corticosteroidi deve essere sempreusata la dose minima efficace. La somministrazione di corticosteroidipuo' ridurre o abolire la risposta ai test cutanei. Una crisi da feocromocitoma e' stata riportata dopo somministrazione di corticosteroidisistemici. Attenzione deve essere riservata alla crescita e allo sviluppo di neonati e bambini sottoposti a prolungata terapia corticosteroidea. Si puo' avere ritardo nella crescita nei bambini sottoposti a terapia giornaliera prolungata o terapia a dosi suddivise con glucocorticoidi. Neonati e bambini in terapia con corticosteroidi a lungo termine sono particolarmente a rischio di aumento della pressione endocranica. Dosi elevate di corticosteroidi possono indurre pancreatite nei bambini. Cautela con trattamenti prolungati con corticosteroidi negli anziani a causa di un potenziale aumento del rischio di osteoporosi e diun aumento del rischio di ritenzione idrica. Informazioni importanti su alcuni eccipienti. Questo medicinale contiene lattosio. Questo medicinale contiene saccarosio.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Corticosteroidi sistemici non associati - Glicocorticoidi.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare per la conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Infezioni micotiche sistemiche. La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati e' controindicata in pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi.
DENOMINAZIONE
MEDROL COMPRESSE
ECCIPIENTI
Compresse 2 mg: lattosio monoidrato , amido di mais, amido di mais essiccato, saccarosio , calcio stearato, miscela di colorante (New Rose).Compresse 4 mg : lattosio monoidrato, amido di mais, saccarosio , calcio stearato. Compresse 16 mg: lattosio monoidrato, saccarosio, paraffina liquida, calcio stearato, amido di mais.
EFFETTI INDESIDERATI
In corso di terapia con metilprednisolone, specialmente se intensa e prolungata, sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati con leseguenti frequenze: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1000, <1/100); raro (>=1/10000, <1/1000); non nota (lafrequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Non nota: infezioni opportunistiche, infezioni, peritonite. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non nota: leucocitosi. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: ipersensibilita'al farmaco, reazione anafilattica, reazione anafilattoide. Patologie endocrine. Non nota: aspetto cushingoide, ipopituitarismo, sindrome dasospensione di steroidi. Interferenza con la funzionalita' dell'asse ipofisi-surrene, particolarmente in momenti di stress. Alterazioni della crescita nei bambini. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: acidosi metabolica, ritenzione di sodio, ritenzione di fluidi, alcalosi ipokaliemica, dislipidemia, alterata tolleranza al glucosio, aumentato fabbisogno di insulina (o di ipoglicemizzanti orali nei diabetici), lipomatosi, aumento dell'appetito (che puo' risultare in unaumento di peso). Disturbi psichiatrici. Non nota: disordini affettivi(tra cui umore depresso, euforia, labilita' affettiva, dipendenza dafarmaci, ideazione suicidaria), disturbi psicotici (compresi mania, delirio, allucinazione e schizofrenia), comportamento psicotico, disturbo mentale, cambiamento di personalita', stato confusionale, ansia, sbalzi d'umore, comportamento anomalo, insonnia, irritabilita'. Patologiedel sistema nervoso. Non nota: lipomatosi epidurale, aumento della pressione intracranica (con papilledema [ipertensione intracranica benigna]), convulsioni, amnesia, disturbi cognitivi, capogiri, cefalea. Patologie dell'occhio. Non nota: corioretinopatia, cataratta, glaucoma, esoftalmo, visione offuscata. Patologie dell'orecchio e del labirinto.Non nota : vertigini. Patologie cardiache. Non nota: alterazioni del bilancio idroelettrolitico che in rari casi ed in pazienti predispostipossono arrivare all'ipertensione ed alla insufficienza cardiaca congestizia. Patologie vascolari. Non nota: eventi trombotici, ipertensione, ipotensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Nonnota: embolia polmonare, singhiozzo. Patologie gastrointestinali. Nonnota: ulcera peptica (con possibile perforazione ed emorragia da ulcera peptica), perforazione intestinale, emorragia gastrica, pancreatite,esofagite ulcerativa, esofagite, distensione addominale, dolore addominale, diarrea, dispepsia, nausea. Patologie della cute e del tessutosottocutaneo. Non nota: angioedema, irsutismo, petecchie, ecchimosi, atrofia della pelle, eritema, iperidrosi, strie cutanee, rash, prurito,orticaria, acne. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: debolezza muscolare, mialgia, miopatia, atrofia muscolare, osteoporosi, osteonecrosi, fratture patologiche, artropatia neuropatica, artralgia, ritardo nella crescita. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non nota: irregolarita' mestruale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: ritardi nei processi di cicatrizzazione, edema periferico, stanchezza, malessere. Patologie epatobiliari. Non nota: aumentodegli enzimi epatici (aumento dell'alanina aminotransferasi, aumento dell'aspartato aminotransferasi). Esami diagnostici. Non nota: aumentodella pressione intraoculare, diminuita tolleranza ai carboidrati, diminuzione dei livelli di potassio nel sangue, aumento dei livelli di calcio nelle urine, aumento della fosfatasi alcalina nel sangue, aumentodell'urea ematica, soppressione delle reazioni ai test cutanei. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Non nota: fratturespinali da compressione, rottura dei tendini (in particolare del tendine di Achille). Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramiteil sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Negli studi sugli animali i corticosteroidi hanno dimostrato di ridurre la fertilita'. Alcuni studi condotti nell'animale da laboratorio hanno mostrato che i corticosteroidi, somministrati alle madri ad alte dosi, possono indurre malformazioni fetali. Dal momento che non sono stati eseguiti studi adeguati sulla riproduzione umana con l'uso di metilprednisolone, questo medicinale deve essere somministrato durante la gravidanza solo se strettamente necessario, alla piu' bassa dose possibile e dopo un'accurata valutazione dei benefici rispetto al rischio potenziale per la madre ed il feto. Alcuni corticosteroidi attraversanola placenta. Uno studio retrospettivo ha mostrato l'aumento di incidenza di basso peso alla nascita nei bambini nati da madri sottoposte a terapia con corticosteroidi. Sebbene l'insufficienza surrenalica sembraessere rara nei neonati esposti ai corticosteroidi durante la gravidanza, i neonati di madri trattate con dosi particolarmente elevate di corticosteroidi in gravidanza devono essere strettamente monitorati valutando eventuali segni di insufficienza surrenalica. Nei neonati di madri sottoposte a trattamenti con corticosteroidi a lungo termine durante la gravidanza sono stati osservati casi di cataratta. Gli effetti dei corticosteroidi durante il travaglio o il parto non sono noti. I corticosteroidi sono escreti nel latte materno. I corticosteroidi presenti nel latte materno possono ritardare la crescita e interferire con la produzione dei glucocorticoidi endogeni nei lattanti. Poiche' non sono disponibili studi adeguati sulla riproduzione umana per l'uso di glucocorticoidi, questo farmaco deve essere somministrato alle madri cheallattano solo se il beneficio della terapia supera il potenziale rischio per il bambino. Nelle donne in stato di gravidanza e nelle donneche allattano al seno il medicinale deve essere somministrato nei casidi effettiva necessita' sotto il diretto controllo del medico.
INDICAZIONI
Disturbi endocrini. Insufficienza corticosurrenale primaria o secondaria (l'idrocortisone o il cortisone sono i farmaci di prima scelta; glianaloghi sintetici possono essere usati in associazione con i mineralcorticoidi quando possibile; nell'infanzia l'integrazione con i mineralcorticoidi e' di particolare importanza). Iperplasia surrenale congenita; ipercalcemia associata a neoplasie; tiroiditi non suppurative Patologie reumatologiche. Somministrazione a breve termine come terapia additiva (per far superare al paziente un episodio acuto o una riacutizzazione) nelle seguenti condizioni: artrite psoriasica; artrite reumatoide (casi particolari possono richiedere una terapia di mantenimentoa basse dosi); tenosinovite acuta aspecifica; spondilite anchilosante;borsite acuta e subacuta; artrite gottosa acuta. Collagenopatie. Durante una riacutizzazione o come terapia di mantenimento in casi particolari di: lupus eritematosus sistemico; cardite reumatica acuta. Patologie dermatologiche. Pemfigo; dermatite esfoliativa; dermatite erpetiforme; micosi fungoide; eritema multiforme grave (Sindrome di Stevens-Johnson); psoriasi grave. Stati allergici. Per controllare condizioni allergiche gravi o debilitanti non trattabili in maniera convenzionale:rinite allergica stagionale o perenne; dermatite da contatto, dermatite atopica; asma bronchiale; malattia da siero; edema angioneurotico; orticaria. Patologie oftalmiche. Processi infiammatori e allergici cronici ed acuti, gravi, che coinvolgono l'occhio ed i suoi annessi, quali: ulcere marginali corneali allergiche; congiuntivite allergica; herpes zoster oftalmico; cheratite; infiammazione del segmento anteriore; corioretinite; uveite posteriore diffusa e coroidite; neurite ottica; irite e iridociclite; oftalmia simpatica. Patologie respiratorie. Sarcoidosi; sindrome di Loeffler non trattabile con altri mezzi terapeutici; berilliosi; tubercolosi polmonare diffusa o fulminante sotto opportuna copertura chemioterapica antitubercolare. Patologie ematologiche. Trombocitopenia idiopatica e secondaria negli adulti; anemia emoliticaacquisita (autoimmune); eritroblastopenia; anemia ipoplastica congenita (eritroide). Patologie neoplastiche. Come terapia palliativa in: leucemie e linfomi negli adulti; leucemia acuta dell'infanzia. Stati edematosi. Per indurre la diuresi o una remissione della proteinuria nellasindrome nefrosica, senza uremia, di natura idiopatica o da lupus eritematosus. Affezioni varie. Meningite tubercolare con blocco subaracnoideo in atto o latente sotto copertura chemioterapica antitubercolare.Dermatomiosite sistemica (polimiosite). Il farmaco trova applicazioneanche in caso di: Malattie respiratorie. Enfisema polmonare, nei casiin cui l'edema bronchiale o il broncospasmo abbiano un ruolo significativo. Fibrosi polmonare interstiziale diffusa (sindrome di Hamman-Rich). Stati edematosi: in associazione con diuretici per indurre una diuresi in caso di: cirrosi epatica con ascite, insufficienza cardiaca congestizia. Malattie gastrointestinali: come coadiuvante nel trattamento della colite ulcerosa, sprue intrattabile, enterite regionale.
INTERAZIONI
Il metilprednisolone e' un substrato dell'enzima del citocromo P450 (CYP) ed e' principalmente metabolizzato dall'enzima CYP3A4. L'enzima CYP3A4 e' l'enzima dominante della piu' abbondante sottofamiglia CYP nelfegato dell'uomo adulto. Questo catalizza la 6beta-idrossilazione degli steroidi, passaggio fondamentale nel metabolismo di fase I sia peri corticosteroidi di sintesi che per quelli endogeni. Molte altre sostanze sono substrati del CYP3A4, alcune delle quali (cosi' come altri medicinali) hanno dimostrato di alterare il metabolismo dei glucocorticoidi per induzione (upregolazione) o inibizione dell'enzima CYP3A4. Inibitori del CYP3A4: i medicinali che inibiscono l'attivita' del CYP3A4generalmente diminuiscono la clearance epatica e aumentano la concentrazione plasmatica dei farmaci substrato del CYP3A4, tra cui il metilprednisolone. In presenza di un inibitore del CYP3A4 potrebbe essere necessario titolare la dose di metilprednisolone per evitare tossicita'agli steroidi. Induttori del CYP3A4: i medicinali che inducono l'attivita' del CYP3A4 generalmente aumentano la clearance epatica, generandouna diminuzione della concentrazione plasmatica dei medicinali substrato del CYP3A4, tra cui il metilprednisolone. La co-somministrazione puo' richiedere un aumento della dose di metilprednisolone per otteneregli effetti attesi. Substrati del CYP3A4: in presenza di un altro substrato del CYP3A4 la clearance epatica del metilprednisolone puo' essere alterata, con la conseguente necessita' di aggiustamento della dose. E' possibile che gli effetti indesiderati associati all'uso della singola sostanza si verifichino maggiormente se i farmaci sono co-somministrati. Effetti di mediazione non CYP3A4 dipendenti: altre interazioni o effetti che possono verificarsi con il metilprednisolone sono descritti di seguito. Di seguito e' fornita una lista e la descrizione delle interazioni e degli effetti piu' comuni o clinicamente importanti che si possono verificare con il metilprednisolone. Isoniazide. Inibitore del CYP3A4. Il metilprednisolone potrebbe inoltre aumentare il tasso di acetilazione e la clearance dell'isoniazide. Rifampicina. Induttore del CYP3A4. Anticoagulanti (orali). L'effetto del metilprednisolonesugli anticoagulanti orali è variabile. Sono stati riportati casi incui gli effetti degli anticoagulanti sono risultati aumentati o ridotti se somministrati contemporaneamente ai corticosteroidi pertanto l'indice di coagulazione deve essere monitorato per mantenere l'effetto anticoagulante atteso. Carbamazepina. Induttore (e substrato) del CYP3A4. Fenobarbital e fenitoina. Induttori del CYP3A4. Bloccanti neuromuscolari. I corticosteroidi possono influenzare l'effetto degli anticolinergici. È stata osservata miopatia acuta in caso di somministrazione contemporanea di alte dosi di corticosteroidi e anticolinergici, quali ibloccanti neuromuscolari. E' stato riportato antagonismo degli effetti bloccanti neuromuscolari di pancuronio e vecuronio in pazienti che prendevano corticosteroidi. Questo tipo di interazione è possibile contutti i bloccanti neuromuscolari di tipo competitivo. Anticolinesterasici. Gli steroidi possono ridurre gli effetti degli anticolinesterasici nella miastenia grave. Antidiabetici. I corticosteroidi possono aumentare i livelli glicemici, per cui può essere necessario adeguare il dosaggio degli antidiabetici orali. Aprepitant e fosaprepitant. Inibitori (e substrati) del CYP3A4. Itraconazolo e ketoconazolo. Inibitori (esubstrati) del CYP3A4. Inibitori della proteasi dell'hiv. Inibitori (e substrati) del CYP3A4. Gli inibitori della proteasi dell'hiv, come indinavir e ritonavir, possono aumentare le concentrazioni plasmatichedei corticosteroidi. I corticosteroidi possono indurre il metabolismodegli inibitori della proteasi dell'hiv, riducendone le concentrazioniplasmatiche. Cobicistat. Inibitore del CYP3A4. Aminoglutetimide. La soppressione surrenalica indotta dall'aminoglutetimide può aggravare lemodificazioni endocrine causate da un trattamento prolungato con i glucocorticoidi. Diltiazem. Inibitore (e substrato) del CYP3A4. Etinilestradiolo/noretindrone. Inibitore (e substrato) del CYP3A4. Succo di pompelmo. Inibitore del CYP3A4. Ciclosporina. Inibitori (e substrati) del CYP3A4. L'uso concomitante di metilprednisolone e ciclosporina determina l'inibizione del reciproco metabolismo, questo può causare aumento delle concentrazioni plasmatiche dell'uno o di entrambi i farmaci. Pertanto è possibile che, eventi avversi associati all'uso di ciascunasostanza somministrata singolarmente, si possano verificare più facilmente in caso di cosomministrazione dei due farmaci. Sono stati segnalati casi di convulsioni nel trattamento contemporaneo con ciclosporinae metilprednisolone. Ciclofosfamide e tacrolimus. Substrati del cyp3a4. Claritromicina e eritromicina. Inibitori (e substrati) del CYP3A4. Roleandomicina. Inibitore del CYP3A4. Farmaci antinfiammatori non steroidei (fans). Può verificarsi un aumento dell'incidenza di sanguinamento gastrointestinale e ulcerazioni nel caso di assunzione contemporanea di corticosteroidi e fans. In caso di somministrazione di dosi elevate di aspirina il metilprednisolone può aumentarne la clearance, con la conseguente riduzione dei livelli sierici di salicilato la sospensione del trattamento con metilprednisolone può determinare un aumento dei livelli sierici di salicilato, con un conseguente maggior rischio ditossicità da salicilato. Agenti che inducono deplezione di potassio.Quando i corticosteroidi vengono somministrati in concomitanza con agenti che inducono deplezione di potassio, come i diuretici, si deve tenere il paziente sotto stretta osservazione a causa del rischio di sviluppare ipokaliemia un maggiore rischio di ipokaliemia esiste anche incaso di impiego concomitante di corticosteroidi e amfotericina b, xantine o beta2agonisti.
POSOLOGIA
Il dosaggio iniziale del farmaco (metilprednisolone) puo' variare da 4a 48 mg al giorno a seconda della gravita' della malattia. Il dosaggio iniziale deve essere mantenuto o regolato sino a che non si nota unarisposta soddisfacente. Se dopo un periodo di tempo ragionevole la risposta clinica non e' soddisfacente, il medicinale deve essere interrotto e il paziente sottoposto ad altra terapia. Si deve sottolineare che le necessita' di dosaggio sono variabili e devono essere individualizzate sulla base della malattia che viene curata e sulla base della risposta del paziente. A seguito di risposta favorevole, e' necessario determinare un dosaggio di mantenimento opportuno diminuendo il dosaggio iniziale del farmaco con piccole diminuzioni ad intervalli di tempoappropriati sino al raggiungimento del dosaggio minimo efficace per mantenere un'adeguata risposta clinica Si deve ricordare che e' necessario un controllo e un adattamento costante del dosaggio di farmaco. Situazioni che possono rendere necessarie regolazioni di dosaggio, includono cambiamenti nello stato clinico secondario alla remissione o aggravamenti del processo della malattia, risposta individuale al farmaco,effetto dell'esposizione del paziente a situazioni di stress non direttamente correlate all'entita' della malattia in corso di trattamento;in questa ultima situazione puo' essere necessario aumentare il dosaggio per un periodo di tempo conforme alla condizione del paziente. Se dopo una terapia a lungo termine si deve interrompere la somministrazione del farmaco, se ne consiglia la diminuzione graduale piuttosto chebrusca. Malattie reumatiche. Per artrite reumatoide grave la dose di attacco e' 12-16 mg e la dose di mantenimento e' 6-12 mg. Per artrite reumatoide moderatamente grave la dose di attacco e' 8-10 mg e la dosedi mantenimento e' 4-8 mg. Per artrite reumatoide lieve la dose di attacco e' 6-8 mg e la dose di mantenimento e' 2-6 mg. Per artrite reumatoide ni ragazzi la dose di attacco e' 6-10 mg e la dose di mantenimento e' 2-8 mg. Per lupus eritematosus disseminato la dose di attacco e'20-40 mg e la dose di mantenimento e' 8-20 mg. Per febbre reumatica acuta la dose di attacco e' 0,5 mg ogni 450 g di peso corporeo, fino a che le mucoproteine sieriche ammontino a 6 mg% e la velocità di sedimentazione resti normale per una settimana. Malattie allergiche. Per asmastagionale grave la dose di attacco e' 16-40 mg. Per febbre da fienograve la dose di attacco e' 16-40 mg. Per dermatite esfoliativa la dose di attacco e' 16-40 mg. Per dermatite da contatto la dose di attaccoe' 16-40 mg. Per asma congenita la dose di attacco e' 12-40 mg e la dose di mantenimento e' 4-16 mg. Per rinite allergica intrattabile la dose di attacco e' 12-40 mg e la dose di mantenimento e' 4-16 mg. Per dermatite atopica generalizzata la dose di attacco e' 12-40 mg e la dose di mantenimento e' 4-16 mg. Per eczema infantile generalizzato la dose di attacco e' 8-12 mg e la dose di mantenimento e' 4-16 mg. Malattie oftalmiche infiammatorie (interessanti il segmento posteriore). Permalattie oftalmiche infiammatorie acute la dose di attacco e' 12-40 mg. Per malattie oftalmiche infiammatorie croniche la dose di attacco e'12-40 mg e la dose di mantenimento e' 2-12 mg. Malattie varie. Per lasindrome surrenogenitale e la dose di mantenimento e' 4-12 mg. Per lacolite ulcerosa la dose di attacco e' 16-60 mg. Per la leucemia la dose di attacco e' 12-16 mg. Per la nefrosi la dose di attacco e' 20-60mg (10-14 gg o finchè non appare diuresi) e la dose di mantenimento e'12-40 mg (3 gg di seguito alla settimana per 6-12 mesi).
PRINCIPI ATTIVI
Una compressa da 2 mg contiene: metilprednisolone 2 mg. Una compressada 4 mg contiene: metilprednisolone 4 mg. Una compressa da 16 mg contiene: metilprednisolone 16 mg.

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