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LANOXIN*SCIR 60ML0,05MG/ML+DOS

LANOXIN*SCIR 60ML0,05MG/ML+DOS

ASPEN PHARMA TRADING LIMITED

Codice: 015724077

prezzo: € 2,79

Prodotto mutuabile

Ricetta medica obbligatoria


Descrizione del prodotto

AVVERTENZE
L'intossicazione con digossina puo' scatenare aritmie, alcune delle quali possono somigliare a quelle per le quali il farmaco e' indicato. Molti dei benefici della digossina nelle aritmie derivano da un certo grado di blocco della conduzione atrioventricolare. Comunque quando unblocco atrioventricolare incompleto gia' esiste vanno previsti gli effetti di una sua rapida progressione. In caso di blocco completo il ritmo di scappamento idioventricolare puo' essere soppresso. In casi di disturbi seno-atriali, la digossina puo' causare o esacerbare la bradicardia sinusale, o causare il blocco senoatriale. La somministrazione di digossina nel periodo immediatamente successivo ad un infarto del miocardio non e' controindicata. Tuttavia l'uso di farmaci inotropi, inalcuni pazienti in questo ambito puo' determinare un indesiderato aumento di richiesta di ossigeno nel miocardio ed ischemia, ed alcuni studi retrospettivi di follow-up suggeriscono che la digossina sia associata ad un rischio aumentato di morte. Deve essere tenuta in considerazione la possibilita' che insorgano aritmie in pazienti che, a seguito di infarto del miocardio, possono essere ipokaliemici e suscettibili diinstabilita' emodinamica. Tener conto delle limitazioni successivamente imposte alla cardioversione diretta. Il trattamento con digossina deve essere generalmente evitato nei pazienti con insufficienza cardiaca associata ad amiloidosi cardiaca. Tuttavia, qualora non ci fossero appropriati trattamenti alternativi, la digossina puo' essere usata percontrollare la frequenza ventricolare nei pazienti con amiloidosi cardiaca e fibrillazione atriale. Digossina puo' raramente scatenare unavasocostrizione e pertanto deve essere evitata nei pazienti con miocardite. I pazienti con malattia cardiaca da beri-beri possono non rispondere adeguatamente alla digossina qualora la deficienza pre-esistentedi tiamina non sia stata trattata concomitantemente. Digossina non deve essere impiegata nella pericardite costrittiva a meno che non sia utilizzata per controllare la frequenza ventricolare nel corso di fibrillazione atriale o per migliorare la disfunzione sistolica. Digossina migliora la tolleranza allo sforzo in pazienti che presentano disfunzione sistolica ventricolare sinistra e normale ritmo sinusale. Questo puo' essere associato o meno ad un miglioramento del profilo emodinamico. L'uso di dosi terapeutiche di digossina puo' determinare un prolungamento dell'intervallo PR e sottoslivellamento del tratto ST dell'ECG.La digossina puo' indurre variazioni falsamente positive del tratto ST-T dell'ECG durante la prova da sforzo. Questi effetti elettrofisiologici riflettono effetti attesi del farmaco e non sono indicativi di tossicita'. Nei casi in cui i glicosidi cardioattivi siano stati assuntinelle precedenti due settimane, le raccomandazioni sulla dose inizialedi un paziente vanno riesaminate e si consiglia di ridurre la dose. Le indicazioni sul dosaggio vanno riesaminate se i pazienti sono anziani o ci siano altre ragioni per cui la clearance renale della digossinarisulti ridotta. Considerare una riduzione sia del dosaggio inizialeche di quello di mantenimento. Nei pazienti in trattamento con digossina devono essere controllati periodicamente gli elettroliti sierici ela funzione renale mediante le concentrazioni sieriche della creatinina; la frequenza dei controlli dipende dalla situazione clinica. La determinazione delle concentrazioni sieriche di digossina puo' essere molto utile nel prendere una decisione per una ulteriore somministrazionedi digossina, ma altri glicosidi ed altre sostanze endogene, digossina simili, possono presentare reattivita' crociata nel saggio fornendorisultati falsamente positivi. Possono essere piu' appropriati i rilevamenti effettuati durante la sospensione temporanea del trattamento con digossina. I pazienti con grave patologia respiratoria possono presentare una accresciuta sensibilita' del miocardio ai glicosidi digitalici. L'ipokaliemia sensibilizza il miocardio all'azione dei glicosidi cardioattivi. L'ipossia, l'ipomagnesiemia ed una marcata ipercalcemia aumentano la sensibilita' del miocardio ai glicosidi cardioattivi. La somministrazione di digossina a pazienti con patologia tiroidea richiede attenzione. Sia la dose iniziale che di mantenimento di digossina devono essere ridotte in caso di ipofunzione tiroidea. In condizioni diipertiroidismo c'e' una relativa resistenza alla digossina e puo' essere necessario aumentare le dosi. Durante il trattamento di tireotossicosi il dosaggio deve essere progressivamente ridotto in rapporto al miglioramento della tireotossicosi. I pazienti con sindrome da malassorbimento o ricostruzioni gastrointestinali, possono richiedere dosi maggiori di digossina. Sebbene molti pazienti con insufficienza cardiaca congestizia cronica traggano beneficio dalla somministrazione di digossina in acuto, ve ne sono alcuni nei quali tale somministrazione non porta a miglioramenti emodinamici duraturi. Valutare individualmente larisposta dei pazienti. Il rischio di provocare pericolose aritmie concardioversione elettrica diretta e' notevolmente accresciuto in presenza di intossicazione digitalica, ed e' proporzionale all'energia usataper la cardioversione. Per la cardioversione elettrica di elezione diun paziente che sta assumendo digossina, il farmaco dovrebbe essere sospeso 24 ore prima che la cardioversione sia eseguita. In caso di emergenza il tentativo di cardioversione deve essere effettuato impiegando l'energia efficace piu' bassa. La cardioversione elettrica diretta non e' appropriata nel trattamento di aritmie causate dai glicosidi cardioattivi. Preparazioni a base di Hypericum perforatum non dovrebberoessere assunte in contemporanea con medicinali contenenti contraccettivi orali, digossina, teofillina, carbamazepina, fenobarbital, fenitoina a causa del rischio di un decremento dei livelli plasmatici e di diminuzione dell'efficacia terapeutica di tali medicinali. Le compresse contengono lattosio. Lo sciroppo contiene glucosio idrogenato e metilparaidrossidobenzoato. 100 ml di sciroppo contengono 10,5 ml di alcool etilico al 96%. Si richiama, pertanto, l'attenzione del medico prescrittore sulla necessita' di valutare scrupolosamente, alla luce del singolo quadro clinico, il bilancio rischio/beneficio della digitalizzazione orale rapida contro i potenziali effetti negativi legati alla presenza di alcool nella formulazione.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Terapia cardiaca - glicosidi digitalici.
CONSERVAZIONE
Compresse: conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'. Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C. Sciroppo: tenere il contenitore nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Soluzione iniettabile: tenere il contenitore nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
La digossina e' controindicata: in pazienti con ipersensibilita' al principio attivo, ad altri glicosidi digitalici o ad uno qualsiasi deglieccipienti; nel blocco cardiaco completo intermittente o nel blocco atrioventricolare di secondo grado, specialmente se c'e' una storia diattacchi di Stokes-Adams; nelle aritmie causate da intossicazione da glicosidi cardioattivi. nelle aritmie sopraventricolari, associate a vie accessorie atrioventricolari, come nella Sindrome di Wolff-Parkinson-White, a meno che le caratteristiche elettrofisiologiche delle vie accessorie, ed i possibili effetti sfavorevoli della digossina su tali caratteristiche siano stati adeguatamente valutati; se c'e' il riscontro di una via accessoria o il sospetto che essa sia presente, senza storia di precedenti aritmie sopraventricolari, la digossina e' comunquecontroindicata; nella tachicardia ventricolare e nella fibrillazione ventricolare; nella cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, a meno che non ci siano una concomitante fibrillazione atriale o insufficienza cardiaca, ma anche in tal caso e' necessaria molta prudenza nell'uso di digossina. Per il contenuto in alcool etilico. Lo sciroppo non deve essere somministrato in gravidanza, nei pazienti affetti da patologie epatiche, da epilessia, da alcoolismo, da lesioni o patologie cerebrali.
DENOMINAZIONE
LANOXIN
ECCIPIENTI
0,0625 mg compresse: lattosio, amido di mais, amido di riso, amido dimais idrolizzato, carminio d'indaco (E132), povidone, magnesio stearato. 0,125 mg compresse, 0,250 mg compresse: lattosio, amido di mais, amido di riso, amido di mais idrolizzato, magnesio stearato. 0,5 mg/2 mlsoluzione iniettabile: alcool etilico, glicole propilenico, acido citrico, sodio fosfato bibasico, acqua per preparazioni iniettabili. 0,05mg/ml sciroppo: sodio fosfato bibasico, acido citrico, metile paraidrossibenzoato, sciroppo di glucosio idrogenato, giallo chinolina (E 104), aroma di limetta, alcool etilico, glicole propilenico, acqua depurata.
EFFETTI INDESIDERATI
Frequenze reazioni avverse: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100 e< 1/10), non comune (>= 1/1000 e < 1/100), raro (>= 1/10000 e < 1/1000), molto raro (< 1/10000), compresi casi isolati. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: trombocitopenia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto raro: perdita dell'appetito. Disturbi psichiatrici. Non comune: depressione; molto raro: disordine psicotico,apatia, stato confusionale. Patologie del sistema nervoso centrale. Comune: disturbi del sistema nervoso centrale, vertigini; molto raro: cefalea. Patologie dell'occhio. Comune: disturbi visivi (visione offuscata o xantopsia). Patologie cardiache. Comune: aritmia, disturbi dellaconduzione, bigeminismo, trigeminismo, prolungamento del tratto PR, bradicardia sinusale; molto raro: tachiaritmia sopraventricolare, tachicardia atriale (con o senza blocco), tachicardia sopraventricolare (aritmia nodale), aritmia ventricolare, extrasistole ventricolare, sottoslivellamento del tratto ST. patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito, diarrea; molto raro: ischemia gastrointestinale, necrosi intestinale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto raro:ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative al sito di somministrazione. Molto raro: affaticamento, malessere, astenia. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eruzioni cutanee a carattere urticarioide o scarlattiniforme, che possono essere accompagnate da marcata eosinofilia Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: ginecomastia puo' presentarsi nella somministrazione a lungo termine. Segnalare qualsiasireazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
L'uso della digossina durante la gravidanza non e' controindicato; sebbene il suo dosaggio sia meno prevedibile nella donna gravida rispettoallo stato non gravidico, in alcuni casi puo' essere necessario un aumento della posologia durante la gravidanza. Lo sciroppo non deve essere somministrato in gravidanza. L'uso in gravidanza deve essere considerato solo quando i benefici terapeutici attesi per la madre superinoogni rischio potenziale per il feto. Nonostante la notevole esposizione ai digitalici prima della nascita, non sono stati osservati effettiindesiderati rilevanti nei feti o neonati quando le concentrazioni materne sieriche di digossina si mantenevano entro il range di normalita'. Sebbene sia stato ipotizzato che un effetto diretto della digossinasul miometrio possa determinare la nascita di neonati relativamente prematuri e con peso basso alla nascita, non puo' essere escluso un ruolo della patologia cardiaca sottostante. La somministrazione della digossina alle madri, e' stata utilizzata con successo per trattare tachicardia e scompenso cardiaco congestizio del feto. Effetti indesideratia carico del feto sono stati riportati in madri con intossicazione digitalica. Benche' la digossina sia escreta nel latte materno, le quantita' di farmaco sono trascurabili e l'allattamento al seno non e' controindicato. Non ci sono dati disponibili circa l'effetto della digossina sulla fertilita' nella specie umana. Non sono disponibili dati relativi ad effetti teratogeni della digossina. Nel neonato e nel prematurole dosi devono essere stabilite tenendo conto di una eventuale minoretolleranza verso la digitale, in relazione ad una possibile immaturita' funzionale del fegato e del rene.
INDICAZIONI
Trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica con prevalente disfunzione sistolica. I suoi effetti terapeutici sono piu' evidenti nei pazienti con dilatazione ventricolare. La digossina e' particolarmente indicata quando lo scompenso cardiaco e' accompagnato da fibrillazione atriale. Trattamento della fibrillazione e del flutter atriale cronico al fine di contenere la frequenza di risposta ventricolare.
INTERAZIONI
Queste possono dipendere da effetti sulla escrezione renale, legame coi tessuti, legame con le proteine plasmatiche, distribuzione all'interno dell'organismo, capacita' di assorbimento da parte dell'intestino,grado di attivita' della glicoproteina P e sensibilita' alla digossina. Considerare la possibilita' di interazioni quando siano previste terapie concomitanti e' la migliore precauzione, ed il controllo dei valori sierici di digossina e' raccomandato in caso di dubbi. La digossinae' un substrato della glicoproteina P. Pertanto, gli inibitori dellaglicoproteina P possono aumentare le concentrazioni ematiche di digossina incrementandone l'assorbimento e/o riducendone la clearance renale. L'induzione della glicoproteina P puo' risultare in una diminuzionedella concentrazione di digossina nel sangue. Associazioni che devonoessere evitate. Associazioni che possono aumentare gli effetti della digossina in co-somministrazione: la digossina, in associazione con farmaci beta-bloccanti puo' aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare. Gli agenti che causano ipokaliemia o deplezione intracellularedi potassio, possono causare un'aumentata sensibilita' alla digossina; questi includono: alcuni diuretici, sali di litio, corticosteroidi ecarbenoxolone. La somministrazione concomitante con diuretici, come idiuretici dell'ansa o l'idroclorotiazide, deve avvenire sotto strettomonitoraggio degli elettroliti sierici e della funzionalita' renale.Il calcio, particolarmente se somministrato rapidamente per via endovenosa, puo' indurre aritmie gravi in pazienti digitalizzati. I farmacisimpaticomimetici hanno effetti cronotropi positivi che possono promuovere le aritmie cardiache. Essi inoltre possono determinare ipokaliemia, la quale puo' portare a, o peggiorare, le aritmie cardiache. L'usoconcomitante di digossina e simpaticomimetici puo' aumetare il rischiodi aritmie cardiache. Associazioni che richiedono cautela. Associazioni che possono aumentare gli effetti della digossina in co-somministrazione: amiodarone, canagliflozin, daclatasvir,flecainide, flibanserin,prazosina, propafenone, chinidina, spironolattone, antibiotici macrolidi quali, ad es. eritromicina e claritromicina, tetracicline (e possibilmente altri antibiotici), gentamicina, isavuconazolo, itraconazolo,ivacaftor, chinina, trimetoprim, alprazolam, indometacina e propantelina, mirabegron, nefazodone, atorvastatina, ciclosporina, epoprostenolo(effetto transitorio), antagonisti del recettore della vasopressina (tolvaptan e conivaptan), carvedilolo, ritonavir/regimi contenenti ritonavir, taleprevir, dronedarone, ranolazina, simeprevir, telmisartan, lapatinib, ticagrelorvandetanib e velpatasvir. L'uso concomitante di digossina e sennosidi puo' essere associato ad un moderato aumento del rischio di tossicita' della digossina in pazienti con insufficienza cardiaca. I pazienti trattati con digossina sono piu' suscettibili agli effetti della iperkaliemia aggravata da suxametonio. La cosomministrazione di lapatinib con la digossina per via orale ha dato come risultatoun aumento dell'AUC della digossina. Bisogna usare cautela quando sisomministra digossina concomitantemente a lapatinib. I farmaci inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACEIs), gli antagonisti del recettore per l'angiotensina (ARB), gli antiinfiammatori non steroidei (FANS) e gli inibitori della cicloossigenasi-2 (COX-2) non hanno alterato significativamente la farmacocinetica della digossina e non hanno alterato i parametri farmacocinetici in maniera costante. Tuttavia, tali farmaci possono modificare la funzione renale in alcuni pazienti, il che porta come risultato a un incremento secondario dei livelli di digossina. Gli agenti bloccanti i canali del calcio possono determinare sia un aumento che nessun cambiamento nei livelli sierici didigossina. Il verapamil, la felodipina ed il tiapamil aumentano i livelli sierici di digossina. La nifedipina ed il diltiazem possono o menoinfluenzare i livelli sierici di digossina, mentre l'isradipina non determina nessun cambiamento. I calcioantagonisti sono noti per avere,essi stessi, effetti depressivi sulla conduzione del nodo senoatrialee del nodo atrioventricolare, particolarmente il diltiazem e il verapamil. Associazioni che possono diminuire gli effetti della digossina inco-somministrazione: alcuni lassativi di volume, caolino-pectina, acarbosio, neomicina, penicillamina, rifampicina, alcuni citostatici, metoclopramide, sulfasalazina, adrenalina, salbutamolo, colestiramina, fenitoina, bupropione e nutrizione enterale suppletiva. Il bupropione eil suo piu' importante metabolita circolante, sia con la digossina chesenza di essa, ha stimolato il trasporto di digossina mediato da OATP4C1. Studi hanno suggerito che il legame da parte del buproprione e dei suoi metaboliti al OATP4C1, puo' verosimilmente incrementare il trasporto della digossina, e quindi aumentare la secrezione renale di digossina. Le concentrazioni sieriche di digossina possono essere diminuite dalla somministrazione contemporanea di preparazioni a base di Hypericum perforatum. Cio' a seguito dell'induzione degli enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci e/o della glicoproteina P da parte di preparazioni a base di Hypericum perforatum che pertanto non dovrebberoessere somministrate in concomitanza con digossina. Se un paziente sta assumendo contemporaneamente prodotti a base di Hypericum perforatumi livelli plasmatici di digossina devono essere controllati e la terapia con prodotti a base di Hypericum perforatum deve essere interrotta. I livelli plasmatici di digossina potrebbero risultare aumentati conl'interruzione dell'assunzione di Hypericum perforatum. Il dosaggio di digossina potrebbe necessitare di un aggiustamento. Altre interazioni: i farmaci simpaticomimetici hanno effetti cronotropi positivi che possono promuovere le aritmie cardiache. Essi inoltre possono determinare ipokaliemia, la quale puo' portare a, o peggiorare, le aritmie cardiache. L'uso concomitante di digossina e simpaticomimetici puo' aumetare il rischio di aritmie cardiache. I farmaci che modificano il tono vascolare delle arteriole afferenti ed efferenti possono alterare la filtrazione glomerulare. Il milrinone non modifica i livelli sierici allo stato stazionario della digossina. In pazienti in trattamento con diuretici e ACE inibitori, o diuretici da soli, la sospensione della digossina ha determinato un peggioramento clinico. La digossina e' un substrato della glicoproteina P. Pertanto, gli inibitori della glicoproteina P possono aumentare le concentrazioni ematiche di digossina incrementandone l'assorbimento e/o riducendone la clearance renale. L'induzione della glicoproteina P puo' risultare in una diminuzione della concentrazione di digossina nel sangue. Il contenuto di alcool puo' modificare o potenziare gli effetti di altri farmaci.
POSOLOGIA
Adattare il dosaggio individualmente per ciascun paziente. La differenza nella biodisponibilita' fra la formulazione iniettabile e le formulazioni orali deve essere considerata quando si passi da una formulazione ad un'altra. Ad esempio, se i pazienti passano dalla formulazione orale a quella e.v., la dose deve essere ridotta di circa il 33%. Le concentrazioni sieriche di digossina possono essere determinate con dosaggi radioimmunologici. Il campione di sangue deve essere preso 6 o piu' ore dopo l'ultima somministrazione di digossina. Non ci sono linee guida rigide sul "range" delle concentrazioni sieriche che sono piu' efficaci. A basse concentrazioni sieriche di digossina l'uso della digossina e' stato associato ad una riduzione della mortalita' e delle ospedalizzazioni. I pazienti con livelli sierici di digossina piu' alti (>1 nanogrammi/ml) hanno presentato un'incidenza piu' alta di morbilita'e mortalita', benche' a queste concentrazioni la digossina riduca leospedalizzazioni per insufficienza cardiaca. Percio', il livello sierico minimo ottimale di digossina puo' essere da 0,5 nanogrammi/ml a 1,0nanogrammi/ml. La tossicita' della digossina e' associata piu' comunemente a concentrazioni sieriche della digossina maggiori di 2 nanogrammi/ml; tuttavia puo' presentarsi con concentrazioni sieriche piu' basse. Altri glicosidi possono interferire con i metodi di dosaggio disponibili e bisogna sempre valutare con cautela valori che non sembrano essere compatibili con lo stato clinico. Adulti e bambini sopra i 10 anni. Digitalizzazione orale rapida: se appropriato, la digitalizzazionerapida puo' essere raggiunta in diversi modi, quali: 0,75-1,5 mg in dose singola. Quando e' richiesta minore urgenza o esiste un rischio maggiore di tossicita', e' consigliabile somministrare la dose totale necessaria per la digitalizzazione orale rapida in dosi refratte ad intervalli di sei ore, iniziando la terapia con una prima dose pari a meta'della dose totale. La risposta clinica deve essere controllata primadi ogni ulteriore somministrazione. Digitalizzazione orale lenta: in alcuni pazienti la digitalizzazione puo' essere raggiunta piu' lentamente con dosi di 0,25-0,75 mg al giorno, per una settimana, seguiti da una appropriata dose di mantenimento. La risposta clinica deve essere vista entro una settimana. Il dosaggio da 0,25 - 0,75 mg al giorno e' valido per pazienti di eta' inferiore ai 70 anni e/o con buona funzionalita' renale, mentre il dosaggio per la digitalizzazione orale lenta nei pazienti di eta' superiore ai 70 anni e/o con insufficienza renalee' di 0,125 mg al giorno. Dose da carico parenterale: da usare in pazienti che non hanno ricevuto glicosidi cardiaci entro le due settimaneprecedenti. La dose da carico totale di digossina per via parenteralee' compresa tra 0,5 e 1,0 mg, in base all'eta', alla massa corporea magra ed alla funzionalita' renale. La dose da carico totale deve esseresomministrata in dosi suddivise, con circa meta' della dose totale somministrata come prima dose e le ulteriori frazioni ad intervalli di quattro-otto ore. Deve essere valutata la risposta clinica prima di somministrare ogni dose addizionale. Ogni dose deve essere somministrataper infusione e.v. nel corso di 10-20 minuti. La dose di mantenimentodeve essere calcolata in base alla percentuale della dose di digitalizzazione eliminata giornalmente. In pratica, la maggior parte dei pazienti con insufficienza cardiaca sara' mantenuta con 0,125-0,25 mg di digossina al giorno; tuttavia, per coloro che manifestano un'aumentata sensibilita' agli effetti collaterali della digossina, una posologia di0,0625 mg al giorno (o meno) puo' essere sufficiente. Al contrario alcuni pazienti possono richiedere una dose maggiore. Neonati, infanti ebambini fino a 10 anni (se non sono stati somministrati glicosidi cardioattivi nelle due settimane precedenti): se glicosidi cardioattivi sono stati somministrati nelle due settimane precedenti l'inizio dellaterapia con digossina, va previsto che la dose di carico ottimale di digossina sara' inferiore a quanto raccomandato. Nei neonati la clearance renale della digossina e' ridotta e devono essere attuate opportuneriduzioni della dose oltre a quanto raccomandato nelle istruzioni posologiche generali. Dopo il primo periodo neonatale, generalmente, i bambini richiedono dosi proporzionalmente maggiori dell'adulto sulla base del peso e della superficie corporea. I bambini al di sopra dei 10 anni richiedono, in base al loro peso corporeo, i dosaggi dell'adulto.Dose da carico parenterale. Neonati pretermine <1,5 kg: 0,020 mg/kg/24h; neonati pretermine da 1m5 a 2,5 kg: 0,030 mg/kg/24h; neonati a termine, fino a 2 anni e da 2 a 5 anni: 0,035 mg/kg/24h; da 2 a 10 anni: 0,025 mg/kg/24h.
PRINCIPI ATTIVI
Compresse: digossina 0,0625 - 0,125 - 0,250 mg. 0,5 mg/2 ml soluzioneiniettabile: una fiala da 2 ml contiene digossina 0,5 mg. 0,05 mg/ml sciroppo: 100 ml contengono digossina 5 mg.

ALLERGENI:

NON CONTIENE Glutine

Codice Prodotto

015724077

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