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DELAPRIDE*28CPR 30MG+2,5MG

DELAPRIDE*28CPR 30MG+2,5MG

PROMEDICA Srl

Codice: 028969020

prezzo: € 14,28

Prodotto mutuabile

Ricetta medica obbligatoria


Descrizione del prodotto

AVVERTENZE
>>Delapril. Puo' verificarsi angioedema del viso, delle estremita', delle labbra, delle membrane mucose, della lingua, della glottide e/o della laringe. In rari casi angioedema grave puo' verificarsi dopo trattamento a lungo termine con un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina; sospendere il trattamento e sostituirlo con farmaci di un'altra classe farmacologica. L'angioedema della lingua, glottide e laringe puo' essere fatale; attuare immediatamente una terapia di emergenza, inclusa, ma non necessariamente limitata a somministrazione di 0,3 - 0,5 ml di adrenalina in soluzione 1:1000 per via sottocutanea oppure somministrazione e.v. lenta di 1 mg/ml di adrenalina, monitorando ECG e pressione arteriosa e ospedalizzando il paziente. Puo' comparire tosse. Una risposta ipotensiva marcata si puo' verificare specialmente in alcune categorie di pazienti a rischio, quali quelli con scompenso cardiaco congestizio, ipertensione renovascolare, dialisi renale, intensa deplezione salina e/o idrica di qualsiasi eziologia. In caso di ipotensione porre il paziente in posizione supina e, se necessario, somministrare per infusione endovenosa una normale soluzione salina. In questi pazienti, prima di iniziare la terapia, e' prudente sospendere i diuretici o provvedere ad un adeguata reidratazione. Iniziare sotto controllo medico e a dosi ridotte in pazienti con cardiopatia ischemica o affezioni cerebrovascolari, in cui un'eccessiva caduta pressoria potrebbe causare infarto miocardico o apoplessia. Puo' variare la funzionalita' renale. Usare con cautela in pazienti con insufficienza renale, che potrebbero richiedere dosi ridotte o somministrazioni meno frequenti. Monitorare la funzionalita' renale durante la terapia. L'insufficienza renale e' associata ad ACE- inibitori. In alcuni pazienti con apparente assenza di malattia renale ed in concomitante trattamento diuretico, sono aumentati l'azotemia e la creatininemia. La riduzione del dosaggio dell'ACE-inibitore e/o la sospensione del diuretico possono servire. Monitorare la funzionalita' renale nelle prime settimane di terapia. Quando i pazienti con ipertensione renovascolare e preesistente stenosi bilaterale dell'arteria renale, o stenosi dell'arteria renale in pazienti con un solo rene sono trattati, aumenta il rischio di sviluppare ipotensione severa e insufficienza renale. I diuretici possono rappresentare un ulteriore fattore di rischio. Una perdita di funzionalita' renale si puo' verificare anche in pazienti con stenosi unilaterale dell'arteria renale, pur senza importanti variazioni della creatininemia; iniziare il trattamento in ospedale sotto controllo medico, con basse dosi e attenta titolazione del dosaggio. Il trattamento con diuretici dovrebbe essere sospeso e la funzionalita' renale monitorata nelle prime settimane di terapia. Sono state osservate reazioni anafilattoidi in corso di emodialisi con membrane ad alto flusso di poliacrilonitrile (AN69), quindi usare un antiipertensivo di diversa classe o un'altra membrana dialitica. Poiche' in parte il delapril viene trasformato nelle forme attive a livello epatico, nei soggetti con insufficienza epatica lieve-moderata tale conversione puo' essere rallentata. In tali occasioni e' consigliabile osservare la risposta del paziente in funzione della dose adottata. Si puo' verificare iperpotassiemia. L'aggiunta di potassio o l'uso di diuretici risparmiatori di potassio e' generalmente sconsigliato durante il trattamento. Nel caso l'uso concomitante dei farmaci sopra indicati venga ritenuto appropriato, controllare frequentemente i livelli sierici di potassio. Puo' causare ipotensione o shock ipotensivo in pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore, o durante anestesia. Se non fosse possibile sospendere l'ACE-inibitore, controllare attentamente la volemia. Usare con prudenza in pazienti con ostacolato flusso d'uscita del ventricolo sinistro. Il rischio di neutropenia con un ACE-inibitore sembra essere tipo - e dose - correlato e dipendente dallo stato clinico del paziente. La neutropenia e' rara in pazienti senza complicazioni ma puo' insorgere in pazienti con compromissione renale di ogni grado. E' reversibile con la sospensione. Il prodotto non va usato in eta' pediatrica. Alcuni pazienti anziani possono essere piu' responsivi agli ACE- inibitori, all'inizio del trattamento somministrare basse dosi e la valutare la funzione renale. Reazioni di ipersensibilita' possono verificarsi in pazienti con anamnesi positiva per allergia o asma bronchiale. Raramente i pazienti hanno riportato reazioni anafilattoidi pericolose per la vita, evitate sospendendo temporaneamente la terapia prima di ogni desensibilizzazione. In pazienti sottoposti a LDL aferesi con destrano solfato possono raramente verificarsi reazioni anafilattoidi pericolose per la vita, evitate sospendendo temporaneamente la terapia prima di ogni aferesi. Si puo' verificare proteinuria. Non e' raccomandato nei pazienti con iperaldosteronismo primario. >>Indapamide. In caso di funzionalita' epatica compromessa, puo' causare encefalopatia epatica; interrompere il diuretico. Puo' provocare una iponatremia con conseguenze gravi. Controllare regolarmente la natremia, ed ancora piu' frequentemente nei soggetti anziani e nei pazienti cirrotici. La deplezione del potassio con ipokaliemia rappresenta il rischio maggiore dei diuretici tiazidici. L'ipokaliemia aumenta la tossicita' cardiaca dei digitalici e il rischio di aritmie. Sono a rischio anche i soggetti che presentano un tratto QT lungo, poiche' in tali pazienti l'ipokaliemia, come la bradicardia, predispone l'insorgenza di gravi aritmie, potenzialmente fatali. Sono necessari controlli frequenti della kaliemia, effettuando il primo controllo del potassio plasmatico nella prima settimana dall'inizio del trattamento. L'accertamento di una ipokaliemia richiede la correzione della stessa. Puo' ridurre l'escrezione urinaria di calcio e aumentare in modo lieve e transitorio la calcemia. Una ipercalcemia franca puo' essere dovuta ad un precedente iperparatiroidismo non riconosciuto. Interrompere prima di indagini diagnostiche. Controllare regolarmente la glicemia nei pazienti diabetici. La tendenza agli attacchi di gotta puo' aumentare nei pazienti iperuricemici. I diuretici tiazidici sono pienamente efficaci solo quando la funzionalita' renale e' normale o poco compromessa. Negli anziani aggiustare la creatinina in funzione di eta', peso e sesso. L'ipovolemia, secondaria alla perdita di acqua e sodio indotta dal diuretico all'inizio della terapia, e' associata a riduzione della filtrazione glomerulare, che puo' aumentare l'urea e la creatinina plasmatiche. Questa transitoria insufficienza renale funzionale e' senza conseguenze nel soggetto con funzione renale normale, ma puo' aggravare una insufficienza renale preesistente. Puo' dare positivita' ai test anti-doping.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Sostanze ad azione sul sistema renina-angiotensina - ACE-inibitori e diuretici.
CONSERVAZIONE
Il prodotto va conservato alle normali condizioni ambientali. Richiudere accuratamente il flacone dopo l'uso.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al delapril, all'indapamide, ad altri ACE-inibitori o ad altri derivati sulfamidici. Grave insufficienza epatica e renale, anuria, encefalopatia epatica. Stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi unilaterale dell'arteria renale in pazienti con rene singolo. Accidenti cerebro-vascolari recenti. Feocromocitoma e sindrome di Conn. Gravidanza e allattamento. Precedenti di edema angioneurotico associato a trattamento con ACE-inibitori. Angioedema ereditario/idiopatico. Ipopotassiemia e iposodiemia refrattaria.
DENOMINAZIONE
DELAPRIDE
ECCIPIENTI
Lattosio, idrossipropilcellulosa basso sostituita, idrossipropilcellulosa, magnesio stearato.
EFFETTI INDESIDERATI
Gli effetti collaterali conseguenti alla terapia comprendono piu' frequentemente capogiri o vertigini, cefalea, astenia, tosse, epigastralgia, vomito, eruzioni cutanee, prurito. Sono stati osservati sporadicamente aumento di CPK e LDH. A differenza degli ACE-inibitori e dei diuretici tiazidici usati in monoterapia, l'associazione fissa non e' stata associata ad importanti variazioni nei livelli sierici di potassio. >>Reazioni avverse associate con ACE-inibitori. Sistema cardiovascolare: ipotensione severa, all'inizio del trattamento ed in occasione di incremento posologico. Cio' si puo' verificare specialmente nei pazienti a rischio. Possono verificarsi sintomi quali capogiri, debolezza, disturbi della vista, raramente con perdita di coscienza (sincopi). Casi singoli di tachicardia, palpitazioni, aritmie, angina pectoris, infarto miocardico, attacchi ischemici transitori ed emorragie cerebrali sono stati riportati per gli ACE-inibitori in associazione ad ipotensione. Apparato urinario: puo' manifestarsi o puo' peggiorare l'insufficienza renale. E' stata osservata insufficienza renale acuta. Apparato respiratorio: e' stato documentato che gli ACE-inibitori possono indurre la tosse in un numero significativo di pazienti. Le seguenti reazioni avverse sono state raramente riportate con l'uso di ACE-inibitori: dispnea, sinusite, rinite, glossite, bronchite e broncospasmo. In casi isolati, l'edema angioneurotico ha causato una ostruzione respiratoria fatale, interessando le vie respiratorie superiori. Apparato gastrointestinale: occasionalmente si possono verificare nausea, dolori addominali, indigestione, vomito, diarrea, costipazione e secchezza delle fauci. Sono stati riportati con l'uso di ACE- inibitori casi individuali di ittero colestatico, epatite, pancreatite e ileo. Cute ed annessi: occasionalmente si possono verificare reazioni allergiche e di ipersensibilita' quali rash, prurito, orticaria, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, efflorescenze similpsoriasiche e alopecia. Cio' si puo' accompagnare a febbre, mialgia, artralgia, eosinofilia e/o aumenti del titolo ANA. Gli ACE-inibitori sono stati associati all'insorgenza di edema angioneurotico in un ristretto sottogruppo di pazienti con interessamento del viso e dei tessuti. Sistema nervoso: occasionalmente cefalea, capogiri. Inoltre raramente si riportano stanchezza, depressione, disturbi del sonno, parestesie, impotenza, disturbi dell'equilibrio, confusione, tinnito, vista offuscata e disturbi del gusto. Parametri di laboratorio: possono verificarsi aumenti della creatininemia e dell'urea plasmatica, reversibili con l'interruzione della terapia, soprattutto in presenza di insufficienza renale, grave insufficienza cardiaca ed ipertensione renovascolare. In alcuni pazienti sono stati riportati diminuzione dell'emoglobina, dell'ematocrito, delle piastrine e della conta dei globuli bianchi ed in casi individuali agranulocitosi e pancitopenia. Inoltre sono stati segnalati aumenti dei livelli sierici della bilirubina e degli enzimi epatici. Sono stati riportati casi individuali di anemia emolitica in pazienti con deficienza congenita di glucosio-6-fosfato deidrogenasi. Poiche' il trattamento con ACE-inibitori fa diminuire la secrezione di aldosterone, puo' verificarsi durante la terapia un aumento della potassiemia. Pertanto, va evitato l'impiego contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio (quali ad esempio, spironolattone, amiloride e triamterene) o la somministrazione supplementare di potassio. >>Reazioni avverse provocate da diuretici affini ai tiazidici, fra cui l'indapamide. Alterazioni del sangue e del sistema linfatico. Molto rare: trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica. Alterazioni del sistema nervoso. Rare: capogiri, astenia, cefalea, parestesia. Alterazioni cardiache. Molto rare: aritmia, ipotensione. Alterazioni dell'apparato gastrointestinale. Rare: nausea, stipsi, secchezza delle fauci. Molto rare: pancreatite. Alterazioni del sistema epatobiliare. In presenza di insufficienza epatica, si riporta una possibile insorgenza di encefalopatia epatica. Molto rare: compromissione funzionalita' epatica. Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo. Si segnalano inoltre reazioni di ipersensibilita', principalmente dermatologiche (eruzioni maculo papulose comuni, porpora invece e' classificata come non comune) nei soggetti predisposti alle manifestazioni allergiche ed asmatiche, possibile peggioramento di un preesistente lupus eritematoso acuto disseminato. Parametri di laboratorio. E' stata osservata ipokaliemia. La deplezione del potassio con ipokaliemia e' particolarmente grave in certe popolazioni ad alto rischio. E' stata riscontrata iponatremia con ipovolemia, responsabile della disidratazione e dell'ipotensione ortostatica. La perdita concomitante di ioni cloro puo' portare un'alcalosi metabolica secondaria compensatoria. L'entita' di questo effetto e' lieve e l'incidenza infrequente. L'uricemia e la glicemia possono aumentare durante il trattamento, l'opportunita' dell'uso di questi diuretici deve essere attentamente vagliata nei pazienti con gotta o diabete. Molto rari: ipercalcemia.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Quando somministrati in gravidanza gli ACE-inibitori attraversano la placenta e possono causare morbilita' e mortalita' fetale e neonatale. Non e' noto se una esposizione limitata al primo trimestre di gravidanza puo' influire con effetti avversi sul feto. L'esposizione del feto agli ACE-inibitori durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza viene associato a ipotensione neo-natale, insufficienza renale, malformazioni craniche o facciali e/o decesso. Viene altresi' riportata oligoidroamniosi materna con conseguente diminuzione della funzione renale nel feto. In associazione con oligoidroamniosi sono stati riportati contratture degli arti, malformazioni cranio-facciali, sviluppo polmonare ipoplastico e ritardo della crescita intrauterina. I feti esposti agli ACE-inibitori devono essere attentamente controllati per ipotensione, oliguria ed iperpotassiemia. Il trattamento dell'oliguria avviene sostenendo la pressione arteriosa e la perfusione renale. Ritardato sviluppo intrauterino, prematurita', pervieta' del dotto arterioso e morte fetale sono stati riportati ma non e' accertato se siano da porre in relazione agli ACE-inibitori o a preesistenti patologie materne. Come regola generale, i diuretici devono essere evitati in gravidanza e non devono essere mai usati per trattare l'edema fisiologico della stessa. I diuretici possono provocare ischemia fetoplacentare, con rischio di compromissione dell'accrescimento fetale. Pertanto il farmaco e' controindicato in gravidanza. Le donne che iniziano una gravidanza e che gia' assumono ACE-inibitori devono essere informate sui potenziali rischi per il feto e l'interruzione del trattamento dovrebbe essere preso in considerazione. Gli ACE-inibitori e l'indapamide possono essere secreti con il latte e il loro effetto sui neonati non e' stato determinato. Si raccomanda alle madri che allattano al seno di interrompere l'allattamento se assumono ACE-inibitori. E' controindicato durante l'allattamento.
INDICAZIONI
Trattamento dell'ipertensione essenziale. Il prodotto e' indicato in pazienti la cui pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata dal delapril o dall'indapamide da soli.
INTERAZIONI
>>Associazioni con delapril sconsigliate. L'associazione con potassio o diuretici risparmiatori di potassio e' sconsigliata. Infatti, il delapril puo' ridurre la perdita di potassio causata dai diuretici tiazidici. I diuretici risparmiatori di potassio o la somministrazione dei sali di potassio aumentare il rischio di iperpotassiemia. Pertanto, praticare l'impiego di tali farmaci con cautela e controllare frequentemente i livelli di potassiemia. >>Associazioni con delapril che richiedono precauzioni d'uso. Nei pazienti in trattamento con diuretici e specialmente in quelli con deplezione salina e/o ipovolemia, si puo' verificare una eccessiva riduzione della pressione arteriosa dopo l'inizio della terapia. La possibilita' di effetti ipotensivi puo' essere ridotta con la sospensione della terapia diuretica, aumentando l'assunzione di liquidi o di sali ed iniziando la terapia a dosi piu' basse di ACE-inibitore. Effettuare gli ulteriori aumenti posologici con cautela. Nei pazienti in trattamento contemporaneo con ACE-inibitori e litio sono stati descritti aumenti dei livelli ematici di litio e sintomi di intossicazione da litio. Pertanto, l'associazione dei due farmaci dovrebbe essere fatta con cautela ed i livelli ematici di litio controllati frequentemente. La contemporanea somministrazione di un diuretico puo' accrescere la tossicita' del litio. Gli ACE-inibitori possono potenziare gli effetti ipotensivi di alcuni anestetici. Con narcotici o antipsicotici si puo' verificare una ipotensione ortostatica. Con agenti antiipertensivi l'effetto ipotensivo degli ACE-inibitori puo' essere incrementato. Con allopurinolo, citostatici o farmaci immunosoppressivi, corticosteroidi sistemici o procainamide puo' aumentare il rischio di leucopenia nei casi di uso concomitante di ACE- inibitori. >>Associazioni con delapril da tenere in considerazione. Quando ACE inibitori sono somministrati simultaneamente con farmaci anti-infiammatori non steroidei (come inibitori selettivi della Cox 2, acido acetil salicilico a partire da 325 mg/die e FANS non selettivi), puo' attenuarsi l'effetto anti- ipertensivo. L'uso con FANS puo' aumentare il rischio di peggioramento della funzione renale che comprende possibile insufficienza renale acuta ed aumento dei livelli del potassio sierico specialmente in pazienti con pre-esistente compromessa funzione renale. Somministrare la combinazione con cautela specialmente negli anziani. Idratare adeguatamente i pazienti e considerare il monitoraggio della funzione renale all'inizio della terapia concomitante. Gli antiacidi riducono la biodisponibilita' degli ACE-inibitori. I simpaticomimetici possono ridurre gli effetti antiipertensivi degli ACE- inibitori. Effettuare attenti controlli per verificare che siano ottenuti gli effetti desiderati. L'alcool potenzia l'effetto ipotensivo. L'associazione con farmaci antidiabetici puo' causare un aumentare l'effetto ipoglicemizzante di questi ultimi, con maggiore rischio di ipoglicemia, soprattutto nelle prime settimane di trattamento combinato ed in pazienti con funzionalita' renale compromessa. >>Associazioni con indapamide sconsigliate. In corso di terapia diuretica si riscontra un aumento del litio plasmatico. Se l'uso di diuretici fosse necessario, e' richiesto un attento monitoraggio del litio del plasma ed un adattamento della dose. >>Associazioni con indapamide che richiedono precauzioni d'uso. Antiaritmici del gruppo Ia (chinidina, idrochinidina, disopiramide), antiaritmici del gruppo III (amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), antipsicotici come fenotiazine (clorpromazina, ciamemazina, levopromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (amisulpride, sulpride, sultopride, tiapride), butirrofenoni (dropelidolo, aloperidolo) o altri farmaco come bepridil, cisapride, difemanil, eritromicina i.v., alofantrina, mizolastina, pentamidina, sparfloxacina, moxifloxacina, vincamina i.v. aumentano il rischio di aritmia ventricolare, in particolare torsioni di punta (l'ipokaliemia e' un fattore predisponente). Controllare la kaliemia e correggere un'eventuale ipokaliemia prima di introdurre la terapia concomitante. Monitorare segni e sintomi, ECG ed elettroliti plasmatici. In presenza di ipokaliemia non impiegare farmaci che presentino il rischio di provocare torsioni di punta. Con FANS sistemici (incluso COX-2 inibitori), salicilati ad alte dosi ( > 3g/die) e' possibile la riduzione dell'effetto antiipertensivo dell'indapamide. Esiste il rischio di insufficienza renale acuta nel paziente disidratato (diminuzione della filtrazione glomerulare). Quindi idratare il paziente e controllare la funzionalita' renale all'inizio della terapia. Richiede precauzioni con inibitori dell'enzima di conversione (ACE-inibitori). Esiste rischio di improvvisa ipotensione e/o di insufficienza renale acuta quando il trattamento con un ACE-inibitore viene iniziato in presenza di una preesistente deplezione di sodio (in particolare nei soggetti con stenosi dell'arteria renale). Nell'ipertensione arteriosa, quando un precedente trattamento diuretico puo' aver causato una deplezione di sodio occorre o interrompere il diuretico 3 giorni prima dell'inizio della terapia con l'ACE-inibitore e se necessario reintrodurre un diuretico ipokaliemizzante o somministrare dosi iniziali ridotte di ACE-inibitore aumentandole soltanto gradualmente. Nell'insufficienza cardiaca congestizia, iniziare con una dose di ACE-inibitore molto bassa, possibilmente dopo una riduzione della dose del diuretico ipokaliemizzante associato. In tutti i casi, monitorare la funzionalita' renale (creatinina plasmatica) durante le prime settimane di trattamento con un ACE-inibitore. In presenza di insufficienza renale funzionale correlata ai diuretici e piu' particolarmente ai diuretici dell'ansa, esiste un aumentato rischio di acidosi lattica indotta dalla metformina. Non usare metformina quando la creatinina plasmatica oltrepassa 15 mg/litro (135 micromoli/litro) nell'uomo e 12 mg/litro (110 micromoli/litro) nella donna. In presenza di disidratazione provocata da diuretici, vi e' un aumentato rischio di insufficienza renale acuta, in particolare quando vengono usate dosi elevate di mezzi di contrasto iodati. Reidratare il paziente prima della somministrazione del composto iodato. L'associazione con antidepressivi tipo imipramina (triciclici) o neurolettici puo' causare un effetto antiipertensivo e aumentato rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo). Con i sali di calcio c'e' un rischio di ipercalcemia da ridotta eliminazione urinaria di calcio. Ciclosporina e tacrolimus determinano rischio di aumentata creatininemia senza alcuna modificazione dei livelli di ciclosporina circolante, anche in assenza di deplezione idrosodica. Con corticosteroidi o tetracosactide (sistemici) diminuisce l'effetto antiipertensivo (ritenzione idrosodica dovuta ai corticosteroidi).
POSOLOGIA
E' raccomandato un progressivo aggiustamento individuale della dose con i componenti. Se clinicamente appropriato, si puo' prendere in considerazione un passaggio diretto dalla monoterapia al farmaco. La posologia usuale e' di una compressa da 30 mg + 1,25 mg al giorno da somministrarsi preferibilmente al mattino. Poiche' l'assorbimento dei componenti non e' influenzato dal cibo, l'associazione fissa puo' essere assunta prima, durante e dopo i pasti. La maggioranza dei pazienti con ipertensione arteriosa da lieve a moderata ottiene un adeguato controllo pressorio con tale posologia. Qualora dopo 2-4 settimane l'effetto antiipertensivo fosse insufficiente, e' consigliabile incrementare la posologia somministrando una compressa da 30 mg + 2,5 mg al giorno. Una compressa da 30 mg + 2,5 mg puo' essere indicata anche all'inizio della terapia nei pazienti con ipertensione moderata (PAD >105 mmHg). Una volta stabilizzati i valori pressori, un soddisfacente controllo pressorio puo' essere mantenuto con la posologia standard. In pazienti con ipertensione "borderline" (PAD=90-95 mmHg), puo' essere proposta l'assunzione di mezza compressa da 30 mg + 2,5 mg. In pazienti gia' in trattamento con diuretici, e' importante sospendere il diuretico qualche giorno prima di somministrare il farmaco. Poiche' in presenza di insufficienza renale si verifica ridotta escrezione di delapril, sono necessari aggiustamenti posologici nei pazienti con livelli serici di creatinina > 3 mg/dl. Si consiglia di raggiungere il dosaggio appropriato partendo da dosi adeguatamente ridotte, ad es. mezza compressa da 30 mg + 2,5 mg. Nei pazienti anziani, in considerazione della fisiologica compromissione della funzionalita' renale, e' consigliabile non superare la posologia standard di 1 compressa da 30 mg + 1,25 mg.
PRINCIPI ATTIVI
Una compressa contiene 30 mg di delapril e 2,5 mg di indapamide.

ALLERGENI:

NON CONTIENE Glutine
CONTIENE Lattosio

Codice Prodotto

028969020

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