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DECADRON*INIET 3F 2ML 8MG/2ML

DECADRON*INIET 3F 2ML 8MG/2ML

I.B.N. SAVIO Srl

Codice: 014729139

prezzo: € 6,90

Ricetta medica obbligatoria


Descrizione del prodotto

AVVERTENZE
I corticosteroidi possono esacerbare le infezioni fungine sistemiche e quindi non dovrebbero essere usati in presenza di tali infezioni a meno che siano necessari per controllare le reazioni da farmaco dovute all'anfotericina B. In corso di terapia prolungata puo' essere opportuno a titolo precauzionale un regime anti-ulceroso comprendente un antiacido. E' opportuno impiegare la posologia minima necessaria per il controllo della malattia, attuando una graduale riduzione posologica non appena questa sia possibile. Posologie medie o elevate di idrocortisone o di cortisone possono provocare un aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrica e salina, o eccessiva deplezione di potassio. Tali effetti hanno minori probabilita' di verificarsi con i derivati sintetici. Possono rendersi necessari un regime povero di sale e supplementi di potassio. Tutti i corticosteroidi aumentano l'escrezione del calcio. Nei pazienti esposti a notevole stress e' indicato un aumento posologico dei corticosteroidi a rapida azione, prima, durante e dopo la situazione di stress. Si deve tener conto del piu' lento tasso di assorbimento determinato dalla somministrazione intramuscolare. Un'insufficienza corticosurrenale secondaria indotta dal farmaco potra' essere minimizzata riducendo gradualmente la posologia. Questo tipo di insufficienza relativa puo' tuttavia persistere per qualche mese dopo la sospensione della terapia: in qualsiasi situazione di stress che si verificasse durante questo periodo, e' quindi opportuno reinstituire la terapia ormonale. Se il paziente e gia' sotto trattamento steroideo, puo' rendersi necessario un aumento della posologia. E' opportuna la co-somministrazione di sali e/o di un mineralcorticoide. Dopo una terapia prolungata, la sospensione di corticosteroidi puo' provocare sintomi come febbre, mialgia, artralgia e malessere. Cio' puo' verificarsi in pazienti anche senza evidenza di insufficienza surrenalica. In rari casi si sono verificate reazioni anafilattoidi in pazienti trattati con terapia corticosteroidea parenterale. I corticosteroidi possono sopprimere le risposte alle prove cutanee. In corso di terapia i pazienti non dovrebbero essere vaccinati contro il vaiolo. Altre procedure immunitarie non dovrebbero essere attuate nei pazienti trattati con corticosteroidi. In presenza di ipoprotrombinemia l'acido acetilsalicilico dovrebbe essere impiegato con cautela in corso di terapia corticosteroidea. Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica la risposta ai corticosteroidi puo' aumentare. I dati emersi hanno messo in evidenza una maggiore incidenza di mortalita' nei pazienti con elevati valori di creatinina serica all'inizio del trattamento. L'impiego della soluzione iniettabile nella tubercolosi in atto dovrebbe essere limitato ai casi di tubercolosi fulminante o disseminata nei quali il corticosteroide viene usato per il trattamento della malattia in associazione a un appropriato regime antitubercolare. Quando corticosteroidi sono indicati in pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, e' necessario un rigoroso controllo. In corso di terapia prolungata, questi pazienti dovrebbero essere sottoposti a una chemioprofilassi. Gli steroidi dovrebbero essere impiegati con cautela in presenza di: colite ulcerosa aspecifica con pericolo di perforazione; ascessi o altre infezioni piogeniche; diverticolite; anastomosi intestinali recenti; ulcera gastrica in atto o latente; insufficienza renale; ipertensione; osteoporosi; miastenia grave. E' stata descritta embolia gassosa. I corticosteroidi devono essere impiegati con cautela nei pazienti con herpes simplex oculare. Nei pazienti ipotiroidei e in quelli cirrotici gli effetti dei corticosteroidi risultano piu' marcati. In alcuni pazienti gli steroidi possono aumentare o ridurre la mobilita' e il numero degli spermatozoi. I corticosteroidi possono mascherare alcuni sintomi dell'infezione e durante il loro impiego possono manifestarsi infezioni sovrapposte. In corso di terapia si puo' osservare una ridotta resistenza alle infezioni e la tendenza, da parte dei processi infettivi, a non localizzarsi. I corticosteroidi possono influenzare il test del nitroblutetrazolo per le infezioni batteriche e provocare falsi risultati negativi. I corticosteroidi possono attivare una amebiasi latente. Si raccomanda di accertare che non sia presente una amebiasi latente o attiva prima di iniziare una terapia corticosteroidea in pazienti che siano stati ai tropici o in pazienti con diarrea. Durante il trattamento possono manifestarsi alterazioni psichiche che possono andare dall'euforia, insonnia, variazioni dell'umore, alterazioni della personalita', depressione grave, a manifestazioni psicotiche vere e proprie. Quando presenti, la instabilita' psichica e le tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi. L'impiego prolungato dei corticosteroidi puo' causare cataratta subcapsulare posteriore, glaucoma con possibile lesione dei nervi ottici e puo' favorire l'instaurarsi di infezioni oculari secondarie dovute a funghi o a virus. I bambini e i ragazzi sottoposti a terapia corticosteroidea prolungata dovrebbero essere controllati accuratamente per quanto riguarda la crescita e lo sviluppo. L'iniezione intra-articolare di un corticosteroide puo' provocare effetti sia sistemici che locali. La presenza di liquidi nelle articolazioni richiede esami appropriati, al fine di escludere processi settici. Un marcato aumento del dolore, accompagnato da edema locale, ulteriore limitazione della mobilita' articolare, febbre e malessere generale, suggerisce la presenza di un'artrite settica. Se tale complicanza si verificasse e la diagnosi di sepsi venisse confermata, si dovra' istituire un'appropriata terapia anti-infettiva. E' da evitare l'iniezione locale di uno steroide in zone infette. I corticosteroidi non devono essere iniettati in articolazioni instabili. Ai pazienti deve essere chiaramente sottolineata l'importanza di non abusare delle articolazioni in cui si e' ottenuto un miglioramento sintomatico, fino a quando persiste l'attivita' del processo infiammatorio. Evitare l'iniezione di corticosteroidi nei tendini. Iniezioni intraarticolari frequenti possono provocare un danno a livello articolare.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Corticosteroidi sistemici.
CONSERVAZIONE
Questo prodotto come altri preparati steroidei e' sensibile al calore. Non deve quindi essere posto in autoclave quando si voglia sterilizzare la superficie esterna delle fiale. Proteggere dal congelamento.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Infezioni micotiche sistemiche. Ipersensibilita' a qualsiasi componente del prodotto.
DENOMINAZIONE
DECADRON SOLUZIONE INIETTABILE
ECCIPIENTI
Creatinina; sodio bisolfito; sodio citrato; metile p-idrossibenzoato; propile p-idrossibenzoato; acqua per preparazioni iniettabili.
EFFETTI INDESIDERATI
Disturbi idrici ed elettrolitici: ritenzione sodica, ritenzione idrica, scompenso cardiaco congestizio nei soggetti predisposti, deplezione di potassio, alcalosi ipokaliemica, ipertensione, ipotensione o reazione tipo shock. Muscoloscheletrici: astenia muscolare, miopatia da steroidi, riduzione della massa muscolare, osteoporosi, fratture vertebrali da compressione, necrosi asettica della testa del femore e dell'omero, fratture spontanee delle ossa lunghe, rotture tendinee. Gastrointestinali: ulcera peptica con possibile perforazione ed emorragia, perforazioni intestinali, pancreatite, distensione addominale, esofagite ulcerosa. Dermatologici: ritardata guarigione delle ferite, cute sottile e delicata, possono essere inibite le reazioni conseguenti a test cutanei, petecchie ed ecchimosi, eritemi, aumento della traspirazione, bruciore e prurito, altre reazioni cutanee come dermatite allergica, orticaria, edema angioneurotico. Neurologici: convulsioni, aumento della pressione endocranica con papilledema, vertigini, cefalea. Endocrinologici: irregolarita' mestruali, stato cushingoide, arresto della crescita nei bambini, mancanza di risposta corticosurrenale e ipofisaria secondaria, ridotta tolleranza ai carboidrati, manifestazioni di diabete mellito latente, aumentato fabbisogno di insulina o di ipoglicemizzanti orali nei pazienti diabetici. Oftalmologici: cataratta subcapsulare posteriore, aumento della pressione intraoculare, glaucoma, esoftalmo. Metabolici: catabolismo proteico con bilancio azotato negativo. Altri: reazioni anafilattiche o da ipersensibilita', tromboembolia, aumento ponderale, aumento dell'appetito, nausea, malessere. Inoltre sono stati attribuiti ai preparati steroidei iniettabili i seguenti effetti collaterali: rari casi di cecita' associati alla terapia intra-lesionale a livello del volto e della testa, iperpigmentazione o ipopigmentazione, atrofia cutanea e sottocutanea, ascessi sterili, riacutizzazione dopo l'iniezione intra-articolare, artropatia del tipo Charcot. Esistono segnalazioni di aritmie cardiache e/o collassi circolatori a seguito di somministrazioni rapide di dosi elevate di corticosteroidi per via endovenosa.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non essendo ancora disponibili studi adeguati sui corticosteroidi in relazione alla riproduzione umana, l'impiego di questi farmaci nelle donne in gravidanza, nelle madri che allattano o nelle donne in eta' feconda richiede che vengano accuratamente vagliati i possibili rischi e vantaggi derivanti dal farmaco per la madre e per il feto. I bambini nati da madri che in corso di gravidanza siano stati trattate con dosi considerevoli di corticosteroidi dovrebbero essere sottoposti ad accurati controlli atti ad accertare eventuali segni di iposurrenalismo. I corticosteroidi sono stati ritrovati nel latte materno e possono arrestare la crescita, interferire con la produzione di corticosteroidi endogeni o causare altri effetti indesiderati. Le madri in corso di terapia con corticosteroidi dovrebbero essere avvertite di non allattare.
INDICAZIONI
Per iniezione endovenosa o intramuscolare, quando la terapia orale non sia possibile. Insufficienza corticosurrenale: il farmaco possiede un'attivita' prevalentemente glicocorticoide e scarsa attivita' mineralcorticoide, il suo impiego deve essere integrato con sali o desossicorticosterone o ambedue. Cosi' integrato, il medicinale e' indicato in tutti i tipi di insufficienza corticosurrenale. Nell'insufficienza corticosurrenale relativa che puo' verificarsi in seguito alla sospensione di una terapia prolungata con dosi soppressive di ormoni corticosurrenali, l'attivita' mineralcorticoide puo' mantenersi integra. Quando si imponga la necessita' di un effetto immediato, la soluzione iniettabile puo' essere di importanza vitale, dato che la sua efficacia puo' manifestarsi entro pochi minuti dalla somministrazione. Trattamento preoperatorio e postoperatorio di sostegno nei pazienti sottoposti a surrenectomia bilaterale o a ipofisectomia: in ogni altra situazione chirurgica in cui si sospetti una inadeguata riserva corticosurrenale; nei casi di shock postoperatorio che non rispondono alla terapia convenzionale. Tiroidite non suppurativa: per iniezione endovenosa o intramuscolare, quando, nella crisi tiroidea, la terapia orale non sia possibile. Shock: come terapia supplementare dello shock quando sono necessarie alte dosi di corticosteroidi. Il trattamento con la soluzione iniettabile costituisce un complemento e non una sostituzione delle misure specifiche o di sostegno che possono essere necessarie. Malattie reumatiche: come terapia supplementare per un breve periodo di tempo nelle seguenti forme: osteoartrosi post-traumatica, sinovite da osteoartrosi, artrite reumatoide, borsite acuta e subacuta, epicondilite, tenosinovite acuta aspecifica, artrite gottosa acuta, artrite psoriasica, spondilite anchilosante, artrite reumatoide giovanile. Malattie del collagene: durante la riacutizzazione o per la terapia di mantenimento in casi selezionati di lupus eritematoso sistemico e di cardite reumatica acuta. Malattie dermatologiche: pemfigo, eritema polimorfo grave, dermatite esfoliativa, dermatite bollosa erpetiforme, dermatite seborroica grave, psoriasi grave, micosi fungoide. Stati allergici: Per il controllo iniziale delle gravi forme allergiche; asma bronchiale, incluso lo stato asmatico, dermatite da contatto, dermatite atopica, reazione da siero, rinite allergica stagionale o perenne, reazioni di ipersensibilita' a farmaci, reazioni orticarioidi a trasfusioni, edema laringeo acuto non infettivo, edema angioneurotico, in associazione all'adrenalina nell'anafilassi. Oftalmologia: gravi processi allergici ed infiammatori acuti e cronici a carico marginale dell'occhio ed annessi, quali congiuntivite allergica, cheratite, ulcere marginali allergiche corneali, herpes zoster oftalmico, irite, iridociclite, corioretinite, uveite posteriore diffusa e coroidite, neurite oftalmica, neurite retrobulbare, oftalmia simpatica, infiammazione del segmento anteriore dell'occhio. Malattie gastrointestinali: coadiuvante durante periodi critici della malattia nella colite ulcerosa, enterite regionale. Malattie dell'apparato respiratorio: sarcoidosi, sindrome di Loeffler non trattabile con altri mezzi, berilliosi, tubercolosi polmonare fulminante o disseminata, polmonite da aspirazione, enfisema polmonare nei casi in cui il broncospasmo o l'edema bronchiale svolgano un ruolo significativo, fibrosi polmonare interstiziale diffusa (sindrome di Hamman-Rich). Malattie ematologiche: anemia emolitica acquisita, porpora trombocitopenica idiopatica e secondaria negli adulti, eritroblastopenia, anemia ipoplastica congenita. Malattie neoplastiche: per il trattamento palliativo dell'ipercalcemia associata a cancro, per le leucemie e linfomi negli adulti e per la leucemia acuta nei bambini. Stati edematosi: per provocare la diuresi o la remissione della proteinuria nella sindrome nefrotica senza uremia, del tipo idiopatico o dovuta a lupus eritematoso. In associazione a diuretici, per indurre la diuresi in: cirrosi epatica con ascite refrattaria, scompenso cardiaco congestizio refrattario. Edema cerebrale: trattamento dei pazienti con edema cerebrale di varia eziologia associato a tumori cerebrali primari o metastatici; associato a disturbi vascolari cerebrali che coinvolgono la corteccia cerebrale; associato alla neurochirurgia; associato a lesioni craniche o a pseudo tumori cerebrali. Il farmaco puo' inoltre essere impiegato per la preparazione all'intervento chirurgico nei pazienti con ipertensione endocranica secondaria a tumori cerebrali; come palliativo nei pazienti con neoplasie cerebrali inoperabili o recidive. L'impiego della soluzione iniettabile nell'edema cerebrale non elimina la necessita' di un'attenta valutazione neurologica e di trattamenti radicali, quali interventi neurochirurgici o di altre terapie specifiche. Per iniezione intrasinoviale o nei tessuti molli come terapia supplementare per un breve periodo di tempo nelle forme seguenti: sinovite da osteoartrosi, artrite reumatoide, borsite acuta e subacuta, artrite gottosa acuta, epicondilite, tenosinovite acuta aspecifica, osteoartrosi post-traumatica, artrite traumatica, malattie di Dupuytren, fibromiosite, nevrite e nevralgia intercostale, tendinite, peritendinite, malattie di De Quervain, dito a scatto. Varie: meningite tubercolare con blocco o minaccia di blocco subaracnoideo. Croup: la soluzione iniettabile puo' alleviare entro poche ore il laringospasmo, l'edema, la tosse o lo stridore e determina in genere un persistente miglioramento entro 12 ore dalla somministrazione della prima dose. Contemporaneamente, deve essere attuata la terapia antidifterica convenzionale, comprendente antibiotici. Prova diagnostica dell'iperfunzionalita' corticosurrenale.
INTERAZIONI
La difenilidantoina, il fenobarbitale, l'efedrina e la rifampicina possono aumentare la clearance dei corticosteroidi con diminuiti livelli ematici e diminuita attivita' fisiologica; cio' richiede un aggiustamento del dosaggio corticosteroideo. Queste interazioni possono interferire con i test di soppressione del desametasone, che dovrebbero essere interpretati con cautela durante la somministrazione di questi farmaci. Il tempo di protrombina dovrebbe essere controllato frequentemente nei pazienti che ricevono corticosteroidi e anticoagulanti cumarinici nello stesso tempo, poiche' in alcuni casi i corticosteroidi hanno alterato la risposta a questi anticoagulanti. Alcuni studi hanno mostrato che l'effetto provocato di solito dall'aggiunta dei corticosteroidi e' l'inibizione della risposta ai composti cumarinici, sebbene ci siano stati alcuni rapporti contrastanti che indicavano un potenziamento. Quando i corticosteroidi vengono co-somministrati a diuretici depletori di potassio, i pazienti devono essere controllati attentamente per lo sviluppo di ipokaliemia.
POSOLOGIA
Il preparato puo' essere iniettato senza miscelare o diluire. Se si preferisce, si puo' aggiungerlo al cloruro di sodio iniettabile, al destrosio iniettabile o al sangue adatto per la trasfusione e si puo' somministrarlo per infusione venosa goccia a goccia: la miscela deve essere utilizzata entro 24 ore osservando le misure di asepsi. La dose iniziale puo' variare da 0,5 mg a 20 mg al giorno. La posologia parenterale varia da un terzo ad un mezzo della dose orale ogni 12 ore. In situazioni acute di emergenza puo' essere giustificata la somministrazione di dosi superiori. Mantenere invariata la dose iniziale fino al raggiungimento di una risposta soddisfacente: se non si osserva una risposta clinica soddisfacente, interrompere il trattamento. La dose deve essere adattata ai singoli casi. Ottenuta una risposta favorevole, determinare l'appropriata dose di mantenimento riducendo la dose iniziale fino alla dose minima sufficiente per mantenere la risposta clinica desiderata e monitorando il paziente. Tra le situazioni che possono rendere necessaria una correzione della dose vi sono le modificazioni delle condizioni cliniche secondarie a remissioni o a riacutizzazioni del processo morboso. Quando il farmaco e' stato somministrato per piu' di qualche giorno, la sospensione deve essere attuata gradualmente. Iniezione e.v. e i.m.: si impieghi la via e.v. sia per la dose iniziale che per tutte le dosi somministrate successivamente mentre il paziente e' in stato di shock. Se si osserva una risposta pressoria, si impieghi la via i.m. fino a quando si potra' passare alla terapia orale. Non iniettare per via i.m. piu' di 2 ml per ogni punto di iniezione. Nei casi di emergenza, la dose e.v. o i.m. e' di 1-5 ml che puo' essere ripetuta fino a quando si osserva una risposta adeguata; ottenuto il miglioramento iniziale, possono essere sufficienti dosi singole di 0,5-1 ml ripetibili qualora necessario. La dose giornaliera non deve superare i 20 ml, anche nelle forme gravi. Quando si desidera un effetto massimo costante, la somministrazione deve essere ripetuta ad intervalli di 3-4 ore o deve essere effettuata mediante infusione venosa goccia a goccia. Le iniezioni e.v. ed i.m. sono indicate nelle malattie acute. Superata la fase acuta, passare alla terapia orale. Shock: 2-6 mg/Kg di peso corporeo in un'unica iniezione e.v.. Quando lo shock persista ripetere entro 2-6 ore. Quale alternativa, la soluzione iniettabile puo' essere somministrata alla dose di 2-6 mg/Kg di peso corporeo in un'unica iniezione e.v. immediatamente seguita da un'infusione venosa di una dose uguale. La terapia costituisce un complemento e non una sostituzione della terapia convenzionale. Indicazioni posologiche suggerite da vari autori. Cavanagh: 3 mg/Kg di peso corporeo per infusione venosa continua per 24 ore, dopo un'iniezione e.v. iniziale di 20 mg. Dietzman: 2-6 mg/Kg di peso corporeo in un'unica iniezione e.v.. Frank: 40 mg, seguito da iniezione e.v. ripetuta ogni 4-6 ore qualora lo shock persista. Oaks: 40 mg, seguiti da iniezione e.v. ogni 2-6 ore qualora lo shock persista. Schumer: 1 mg/Kg di peso corporeo in un'unica iniezione e.v.. Si tratta di dosi da impiegarsi in situazioni di emergenza. Evitare la terapia protratta con queste dosi elevate. Edema cerebrale associato alla apoplessia acuta: 10 mg per via e.v. e in seguito per via i.m. 4 mg ogni 6 ore per 10 giorni. Ridurre la dose a zero entro i 7 giorni successivi. Edema cerebrale associato al trattamento di tumori cerebrali primitivi o metastatici, interventi neurochirurgici, traumi cranici, pseudo tumori del cervello o preparazioni ad intervento di pazienti che presentano aumento della pressione endocranica dovuta a tumore cerebrale: 10 mg per via e.v., ed in seguito per via i.m. 4 mg ogni 6 ore fino a quando regrediscono i sintomi. Si osserva in genere una risposta entro 12-24 ore: la posologia puo' essere ridotta dopo 2-4 giorni e gradualmente sospesa nel corso di 5-7 giorni. Per il trattamento palliativo dei pazienti con tumori recidivi o inoperabili: adattare la dose di mantenimento ai singoli casi usando la soluzione iniettabile o le compresse. Puo' essere adeguata una dose di 2 mg due o tre volte al giorno. Si deve considerare l'eventuale opportunita' di prescrivere antiacidi, anticolinergici e misure dietetiche per prevenire la comparsa di ulcere grastrointestinali o emorragie. Croup: da 0,5 a 1,25 ml a seconda dell'eta' e del peso corporeo del bambino. Contemporaneamente deve essere attuata la terapia antidifterica convenzionale. Nei casi particolarmente gravi la terapia steroidea puo' essere continuata a basse dosi per 2 o 3 giorni. Associazione della terapia parenterale e orale: nelle allergie acute autolimitantisi o nelle riacutizzazioni di malattie allergiche. Primo giorno: un'iniezione singola di 1 ml per via i.m.; secondo giorno: 2 compresse da 0,5 mg 2 volte al di'; terzo giorno: 2 compresse da 0,5 mg 2 volte al di'; quarto giorno: 1 compressa da 0,5 mg 2 volte al di'; quinto giorno: 1 compressa da 0,5 mg 2 volte al di'; sesto giorno: 1 compressa da 0,5 mg al di'; settimo giorno: 1 compressa da 0,5 mg al di'; ottavo giorno: visita di controllo. Schema posologico alternativo. Primo giorno: 1 o 2 ml di soluzione iniettabile (4 mg/ml) per via i.m.; secondo giorno: 2 compresse da 0,75 mg 2 volte al di; terzo giorno: 2 compresse da 0,75 mg 2 volte al di'; quarto giorno: 1 compressa da 0,75 mg 2 volte al di'; quinto giorno: 1 compressa da 0,75 mg al di'; sesto giorno: 1 compressa da 0,75 mg al di'; settimo giorno: nessun trattamento; ottavo giorno: visita di controllo. In alcuni pazienti e' sufficiente, da solo, per consentire il controllo della malattia. Altri pazienti necessitano di un ulteriore trattamento. In un limitato numero di pazienti puo' rendersi necessaria anche una terapia steroidea sistemica. Nelle riacutizzazioni dell'asma accompagnate da sintomi di infezione, si raccomanda la contemporanea somministrazione di antibiotici. Iniezioni intrasinoviali e nei tessuti molli: le iniezioni intrasinoviali e nei tessuti molli vengono generalmente impiegate quando le articolazioni e le sedi colpite non sono piu' di una o due. Non eliminano la necessita' di attuare le misure convenzionali abitualmente adottate. Pur agendo favorevolmente sui sintomi, non costituiscono assolutamente una cura, dato che l'ormone non svolge alcun effetto sulla causa dell'infiammazione. Dosi singole di desametasone fosfato. Grandi articolazioni: 0,5-1 ml, 2-4 mg; piccole articolazioni: 0,2-0,25 ml, 0,8-1 mg; borse: 0,5-0,75 ml, 2-3 mg; guaine tendinee: 0,1-0,25 ml, 0,4-1mg; calli e duroni: 0,05- 0,25 ml, 0,2 -1 mg; plantare: 0,1-0,25 ml, 0,4-1 mg; digitale: 0,05-0,2 ml, 0,2-0,8 mg; infiltrazione tessuti molli: 0,5-1,5 ml, 2-6 mg; gangli: 0,25-0,5 ml, 1-2 mg. La frequenza dell'iniezione varia da una volta ogni 3-5 giorni ad una volta ogni 2-3 settimane.
PRINCIPI ATTIVI
1 ml di soluzione contiene: 4 mg di desametasone-21-fosfato.

ALLERGENI:

NON CONTIENE Lattosio

Codice Prodotto

014729139

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