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COUMADIN*30CPR 5MG

COUMADIN*30CPR 5MG

BRISTOL-MYERS SQUIBB Srl

Codice: 016366027

prezzo: € 2,17

Prodotto mutuabile

Ricetta medica obbligatoria


Descrizione del prodotto

AVVERTENZE
Puo' causare sanguinamento maggiore o fatale. Nella maggior parte deipazienti, sembra che un INR maggiore di 4,0 non dia ulteriori beneficiterapeutici e che sia associato ad un rischio di sanguinamento piu' elevato. Determinazioni periodiche dell'INR devono essere condotte in tutti i pazienti in corso di terapia. I pazienti a maggior rischio di sanguinamento possono trarre beneficio da controlli piu' frequenti dell'INR, da attenti aggiustamenti della dose per ottenere l'INR desiderato, e da una minore durata della terapia, appropriata alla condizione clinica. Tuttavia, il mantenimento dell'INR nell'intervallo terapeuticonon elimina il rischio di sanguinamento. Farmaci, modifiche della dieta e altri fattori possono influenzare i livelli di INR raggiunti conla terapia. L'INR deve essere monitorato con maggior frequenza in casodi inizio o interruzione della terapia con altri farmaci. I pazientidevono essere istruiti circa le misure per la minimizzazione del rischio di sanguinamento e di riportare i segni e i sintomi del sanguinamento. Un forte innalzamento (>50 secondi) del tempo di tromboplastina parziale attivata (APTT) con un PT/INR nell'intervallo desiderato e' stato identificato come un indice di aumentato rischio di emorragia postoperatoria. La necrosi e/o la cancrena della cute e di altri tessuti e'un rischio non comune ma grave (<0,1%). La necrosi puo' essere associata con trombosi locale. In casi severi di necrosi, sono stati riportati casi di sbrigliamento o amputazione del tessuto coinvolto, dell'arto, del seno, o del pene. E' richiesta un'attenta valutazione clinica per determinare se la necrosi e' causata da una malattia latente. Nessuna terapia per la necrosi e' stata considerata uniformemente efficace.Interrompere il trattamento in caso di necrosi. Qualora sia necessario continuare la terapia anticoagulante, devono essere considerati farmaci alternativi. Calcifilassi: e' una rara sindrome di calcificazionevascolare con necrosi cutanea associata a elevata mortalita'. Tale condizione si osserva principalmente in pazienti in dialisi con malattiarenale allo stadio terminale oppure in pazienti con fattori di rischionoti. Rari casi di calcifilassi si sono verificati in pazienti che assumevano warfarin, anche in assenza di malattia renale. Se e' diagnosticata, iniziare un trattamento adeguato e interrompere il trattamentocon warfarin. Ateroemboli sistemici e i microemboli colesterinici: ilfarmaco puo' aumentare il rilascio di placche ateromatose emboliche. Gli ateroemboli sistemici e i microemboli colesterinici si possono manifestare con una serie di segni e sintomi in funzione del sito di embolizzazione. Alcuni casi hanno portato fino a necrosi o morte. Una sindrome distintiva dei microemboli e' la sindrome del dito blu (piede). Interrompere il trattamento qualora vengano osservati tali fenomeni. Qualora sia necessario continuare la terapia anticoagulante, considerarefarmaci alternativi. Trombocitopenia eparino-indotta: non usare come terapia iniziale nei pazienti con trombocitopenia eparino- indotta (HIT) e con trombocitopenia eparino-indotta con sindrome trombotica (HITTS). Si sono verificati casi di ischemia agli arti, necrosi e cancrena in pazienti con HIT e HITTS, quando il trattamento con eparina e' statointerrotto e la terapia con warfarin iniziata o continuata. In alcunipazienti le conseguenze hanno portato ad amputazione delle parti coinvolte e/o a morte. Il trattamento puo' essere considerato in seguito alla normalizzazione della conta piastrinica. Altri fattori che possonoinfluenzare la risposta alla terapia: compromissione epatica da moderata a severa; malattie infettive o disturbi nella flora intestinale; utilizzo di cateteri fissi; deficit nella risposta anticoagulante mediata dalla proteina C: riduce la sintesi degli anticoagulanti naturali,proteina C e proteina S. Deficienze ereditarie o acquisite di proteinaC o del suo cofattore, proteina S, sono state associate a necrosi ditessuto. Una terapia anticoagulante concomitante con eparina per 5-7 giorni, durante l'inizio della terapia, puo' minimizzare l'incidenza dinecrosi di tessuto in questi pazienti. Sospendere la terapia quando c'e' un sospetto che possa essere causa di sviluppo di necrosi e considerare una terapia anticoagulante con eparina. Chirurgia dell'occhio: nell'intervento per cataratta, l'impiego del farmaco e' stato associatocon un incremento significativo delle complicanze minori dovute all'ago o al blocco della anestesia locale, ma non e' stato associato con complicanze emorragiche operatorie potenzialmente pericolose per la vista. Poiche' la sospensione o la riduzione della terapia puo' portare acomplicanze tromboemboliche gravi, la decisione di discontinuare prima di una chirurgia dell'occhio meno invasiva e complessa, quale la chirurgia delle lenti, si deve basare sui rischi della terapia anticoagulante pesata verso i benefici. Policitemia vera; vasculite; diabete mellito; scarso stato nutrizionale; carenza di vitamina K; aumento di assunzione di vitamina K; resistenza ereditaria al warfarin; pazienti coninsufficienza cardiaca congestizia possono mostrare un PT/INR maggiore del previsto, quindi sono necessari piu' frequenti controlli di laboratorio e dosi ridotte. Trattamento in corso di operazioni odontoiatriche e chirurgiche: alcune procedure dentali o chirurgiche possono necessitare dell'interruzione o della modifica della dose. Considerare i rischi e i benefici in caso di interruzione della terapia, anche per brevi periodi. L'INR deve essere determinato immediatamente prima di ogni procedura dentistica o chirurgica. Nei pazienti che sono sottopostia procedure minimamente invasive che devono essere anticoagulati prima, durante o immediatamente dopo tali procedure, un aggiustamento delladose al fine di mantenere l'INR al livello piu' basso dell'intervalloterapeutico puo' consentire con sicurezza il mantenimento dell'anticoagulazione. Non sono stati condotti studi adeguati e ben controllati sulla popolazione pediatrica e non sono note la dose ottimale, la sicurezza e l'efficacia in tale popolazione. Pazienti di eta' maggiore o uguale a 60 anni sembrano mostrare una risposta di INR all'effetto anticoagulante del warfarin maggiore di quanto atteso. Prestare attenzionein caso di somministrazione di warfarin a pazienti anziani in ogni situazione o condizione fisica dove persiste un rischio aggiunto di emorragia. Per i pazienti anziani sono raccomandate basse dosi iniziali diwarfarin. Farmacogenetica: la variabilita' genetica in particolare inrelazione ai geni che codificano per le proteine CYP2C9 e VKORC1 puo'influenzare significativamente la dose di warfarin necessaria ad ottenere l'effetto clinico desiderato. Se e' nota un'associazione con questi polimorfismi e' necessario adottare la massima cautela. Contiene lattosio.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Agenti antitrombotici. Antagonisti della vitamina K.
CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore a 30 gradi C. Conservare nellaconfezione originale.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati. Gravidanza. Nelle donne in eta' fertile che non adottanomisure contraccettive. Tendenze emorragiche e discrasie ematiche. Intervento chirurgico recente o previsto associato ad elevato rischio di sanguinamento. Tendenze emorragiche associate ad ulcerazioni attive o sanguinamento in atto del: tratto gastrointestinale, genito-urinario erespiratorio; emorragia del sistema nervoso centrale; aneurisma cerebrale, aneurisma dissecante dell'aorta; pericardite, effusione pericardica; endocarditi batteriche. Minaccia d'aborto, eclampsia e preeclampsia. Pazienti non supervisionati con associato un elevato rischio di nonaderenza al trattamento. Puntura spinale ed altre procedure diagnostiche o terapeutiche con rischio di sanguinamento incontrollabile. Anestesia lombare o regionale maggiore. Ipertensione maligna. Erba di San Giovanni: preparazioni a base di Hypericum perforatum non devono essereassunte in contemporanea con warfarin a causa del rischio di decremento dei livelli plasmatici e di diminuzione dell'efficacia terapeuticadi warfarin.
DENOMINAZIONE
COUMADIN 5 MG COMPRESSE
ECCIPIENTI
Amido, magnesio stearato, acido stearico, lattosio.
EFFETTI INDESIDERATI
Necrosi della cute e di altri tessuti. Ateroemboli sistemici e microemboli di colesterolo. Frequenze reazioni avverse: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); rara (>= 1/10.000, < 1/1.000), molto rara (< 1/10.000), non nota. patologiedel sistema emolinfopoietico. Comune: anemia. Patologie cardiache. Comune: dolore toracico; molto raro: emorragia pericardica. Patologie endocrine. Molto rara: emorragia surrenale. Patologie dell'occhio. Comune: emorragia oculare. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, diarrea, sanguinamento gengivale, nausea, emorragia del retto,vomito; non comune: disgeusia, distensione dell'addome, disfagia, flatulenza, ematemesi, ematochezia, melena; rara: emorragia retroperitoneale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune. astenia, affaticamento, tumefazione, piressia; non comune: brividi, malessere, dolore; molto rara: pallore. Patologie epatobiliari. Rara: epatite, ittero; molto rara: emorragia epatica. Disturbidel sistema immunitario. disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilita'; rara: reazione anafilattica. Esami diagnostici. Non comune: enzima epatico aumentato. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: artralgia, mialgia; non comune: emartrosi. Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiro, cefalea; non comune: emorragia intracranica, parestesia; rara: paralisi; molto rara: ematoma vertebrale. Disturbi psichiatrici. Non comune: letargia. Patologie renali e urinarie. Comune: ematuria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: sanguinamento della vagina; molto rara: menorragia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: epistassi, dispnea, emottisi; non comune: emotorace;rara: emorragia alveolare polmonare; molto rara: calcificazione del polmone. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: ecchimosi, prurito, eruzione cutanea; non comune: alopecia, dermatite, petecchie, orticaria; rara: necrosi della cute; molto rara: dermatite bollosa; non nota: calcifilassi. Patologie vascolari. Comune: emorragia, ipotensione, sincope; rara: vasculite, shock; molto rara: sindrome deldito blu (piede), embolia arteriosa, embolia adiposa, necrosi. Risultati di laboratorio: possono verificarsi variazioni dei livelli di emoglobina, dell'ematocrito e degli enzimi epatobiliari. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Controindicato in gravidanza, nelle donne in gravidanza o che potrebbero iniziare una gravidanza poiche' il farmaco attraversa la barriera placentare e puo' causare emorragie fatali del feto in utero. Sono stati anche riportati casi di malformazioni congenite in bambini le cui madri erano state trattate con warfarin durante la gravidanza. L'esposizione in corso di gravidanza causa una serie nota di malformazioni congenite maggiori, emorragia del feto, e un aumentato rischio di aborto spontaneo e mortalita' fetale. Gli effetti sulla riproduzione e sullo sviluppo non sono stati valutati negli animali. Se questo medicinale viene usato durante la gravidanza, o se una paziente intraprende una gravidanza durante l'assunzione di questo medicinale, la paziente deve essere informata dei potenziali rischi per il feto. Nell'uomo, il warfarin attraversa la placenta e le concentrazioni nel plasma del feto si avvicinano ai valori materni. L'esposizione al warfarin durante il primo trimestre della gravidanza ha causato una serie di malformazioni congenite in circa il 5% della prole esposta. L'embriopatia da warfarin e' caratterizzata da ipoplasia nasale con o senza epifisi appuntite (condrodisplasia puntata) e ritardo nella crescita (incluso basso peso alla nascita). Sono state riportate anche anomalie del sistema nervoso centrale e anomalie dell'occhio, incluse displasia della linea medianadorsale, caratterizzata da agenesia del corpo calloso; malformazione di Dandy-Walker, atrofia cerebellare della linea mediana e displasia della linea mediana ventrale, caratterizzata da atrofia ottica. L'esposizione al warfarin durante il secondo e il terzo trimestre e' stata associata a ritardo mentale, cecita', schizoencefalia, microcefalia, idrocefalo ed altri esiti avversi della gravidanza. Sulla base dei dati pubblicati su 15 madri in allattamento, il warfarin non e' stato rilevato nel latte umano. Fra i 15 neonati nati a termine, 6 neonati in allattamento hanno mostrato tempi di protrombina all'interno dell'intervallo atteso. I tempi di protrombina non sono stati ottenuti per gli altri9 neonati in allattamento. Gli effetti sui neonati prematuri non sonostati valutati. Pertanto, occorre esercitare attenzione quando vienesomministrato a donne in allattamento in quanto il rischio per i neonati/lattanti non puo' essere escluso. E' consigliabile un controllo deiparametri coagulativi del neonato e un monitoraggio per contusioni esanguinamento.
INDICAZIONI
Profilassi e terapia dell'embolia polmonare, della trombosi venosa profonda, della tromboembolia arteriosa associata a fibrillazione atrialecronica, a protesi valvolari cardiache meccaniche o biologiche, a trombosi murale intracardiaca, a infarto miocardico acuto. Profilassi delreinfarto.
INTERAZIONI
Le determinazioni del PT/INR dovrebbero essere effettuate con maggiorefrequenza nel caso di inizio o di sospensione di terapia con altri farmaci. Gli isoenzimi del CYP450 coinvolti nel metabolismo del warfarinincludono il CYP2C9, 2C19, 2C8, 2C18, 1A2 e 3A4. L'enantiomero S delwarfarin, piu' potente, viene metabolizzato dal CYP2C9, mentre l'enantiomero R viene metabolizzato dal CYP1A2 e 3A4. Gli inibitori del CYP2C9, 1A2, e/o 3A4 hanno il potenziale di aumentare l'effetto (incrementodell'INR) del warfarin, aumentando l'esposizione al warfarin. Gli induttori del CYP2C9, 1A2, e/o 3A4 hanno il potenziale di diminuire l'effetto (diminuzione dell'INR) del warfarin, diminuendo l'esposizione alwarfarin. Il rischio di sanguinamento viene aumentato quando i seguenti medicinali sono co-somministrati con il warfarin, monitorare i pazienti: anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici, trombolitici, FANS, inibitori della ricaptazione della serotonina. Antibiotici e antifungini: sono stati riportati casi di modificazioni dell'INR. Monitorare l'INR. Gli antibiotici a largo spettro possono potenziare gli effetti delwarfarin riducendo la flora batterica intestinale che produce vitamina K. Farmaci che possono interagire e causare un aumento dei valori diINR: chinidina, propafenone, amiodarone, propranolo, prasugrel, ticlopidina, abciximab, tirofiban, eparina, argatroban, bivalirudina, desirudina, lepirudina, streptochinasi, alteplasi, acido etacrinico, acidotienilico, pentossifillina, benzodiarone, bezafibrato, clofibrato, ciprofibrato, fenofibrato, gemfibrozil, atorvastatina, fluvastatina, lovastatina, pravastatina, rosuvastatina, simvastatina, ezetimibe, cimetidina, ranitidina, esomeprazolo, lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo,rabeprazolo, chenodiolo, cisapride, olsalazina, allopurinolo, benzbromarone, sulfinpirazone, desvenlafaxina, duloxetina, venlafaxina, citalopram, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina,viloxazina, trazodone, acido valproico, valproato, fosfenitoina, fenitoina, entacapone, tolcapone, ropinirolo, ginkgo biloba, memantina, metilfenidato, cloralio idrato, glutetimide, zafirlukast, noscapina, oxolamina, desametasone, metilprednisolone, prednisone, tibolone, tamoxifene, toremifene, medrossiprogesterone, megestrolo, testosterone, bicalutamide, flutamide, nilutamide, danazolo, metandienone, oxandrolone ossimetanolone, stanozololo, exenatide, glucagone, levotiroxina, liotironina, estratti tiroidei, metimazolo, propiltiouracile, tolterodina, tamsulosin, leflunomide, amoxicillina, benzilpenicillina, penicillina G,piperacillina, ticarcillina, cefaclor, cefamandolo, cefazolina, cefixime, cefotetan, cefonicid, cefotiam, cefoxitina, ceftriaxone, cefuroxima, doxiciclina, tetraciclina, tigeciclina, azitromicina, claritromicina, eritromicina, roxitromicina, telitromicina, neomicina, ciprofloxacina, levofloxacina, acido nalidixico, moxifloxacina, norfloxacina, pefloxacina, ofloxacina, sulfadossina, sulfafurazolo, sulfametizolo, sulfametoxazolo/trimetoprim, sulfisoxazolo, acido aminosalicilico, isoniazide, cloramfenicolo, vancomicina, clindamicina, miconazolo, econazolo,fluconazolo, chetoconazolo, itraconazolo, voriconazolo, proguanil, metronidazolo, nimorazolo, tinidazolo, chinina, delavirdina, efavirenz, etravirina, nevirapina, atazanavir, ritonavir, paracetamolo, acido acetilsalicilico, diflunisal, propoxifene, tramadolo, diclofenac, indometacina, ketorolac, sulindac, fenoprofene, ibuprofene, chetoprofene, naproxene, oxaprozin, celecoxib, etoricoxib, lumiracoxib, rofecoxib, acidomefenamico, acido meclofenamico, lornoxicam, piroxicam, glucosamina,ciclofosfamide, ifosfamide, carboplatino, capecitabina, fluorouracile,tegafur, paclitaxel, trastuzumab, etoposide, erlotinib, gefitinib, imatinib, sorafenib, romidepsin, vorinostat, vitamina E, alcol, clorurodi benzetonio, disulfiram, metil salicilato unguento, trolamina salicilato unguento, orlistat. Farmaci che possono interagire e causare unadiminuzione dei valori di INR. Disopiramide, spironolattone, clortalidone, colesevelam, colestiramina, bosentan, ubichinone (ubidecarenone),ranitidina, sucralfato, aprepitant, fosaprepitant, trazodone, fenobarbital, primidone, carbamazepina, fenitoina, aloperidolo, clordiazepossido, butobarbital, pentobarbital, secobarbital, cortisone, prednisone,contraccettivi orali contenenti estrogeno, lasofoxifene, raloxifene,metimazolo, propiltiouracile, corticotropina, aminoglutetimide, peginterferon alfa-2b, ciclosporina, azatioprina, dicloxacillina, nafcillina, rifampicina, rifapentina, griseofulvina, ribavirina, efavirenz, nevirapina, darunavir, ritonavir, glucosamina, ciclofosfamide, mercaptopurina, mitotano, vitamina C, vitamina K, alcol, etretinato, isotretinoina. Prestare attenzione quando preparazioni a base di erbe sono assuntiunitamente al farmaco. A causa della mancanza di standardizzazione della produzione di medicinali a base di erbe, la quantita' di sostanzaattiva puo' variare. Cio' potrebbe ulteriormente confondere la capacita' di valutare interazioni potenziali ed effetti sull'azione anticoagulante. Alcune preparazioni a base di erbe possono causare sanguinamento quando assunte da sole e possono avere proprieta' anticoagulanti, antipiastriniche e/o fibrinolitiche. Ci si aspetta che tali effetti siano additivi agli effetti anticoagulanti del farmaco. Al contrario, alcuni prodotti a base di erbe possono diminuirne l'effetto. Alcune preparazioni a base di erbe e cibi possono interagire attraverso interazionicon il CYP450. La risposta del paziente deve essere monitorata con ulteriori determinazioni dell'INR qualora venga iniziata o sospesa l'assunzione di qualsiasi preparazione a base di erbe. L'efficacia terapeutica di warfarin potrebbe essere ridotta dalla somministrazione contemporanea di preparazioni a base di Hypericum perforatum. Cio' a seguitodell'induzione degli enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci da parte di tali preparazioni che pertanto non devono essere somministrate in concomitanza con warfarin. L'effetto di induzione puo' persistere per almeno 2 settimane dopo l'interruzione del trattamento con prodotti a base di Hypericum perforatum. Se un paziente sta assumendo in concomitanza con warfarin prodotti a base di Hypericum perforatum i valori di INR devono essere controllati e la terapia con questi ultimi deve essere interrotta. Monitorare attentamente i valori di INR, in quanto questi potrebbero aumentare dopo l'interruzione dell'assunzione diHypericum perforatum. Il dosaggio di warfarin potrebbe necessitare diun aggiustamento.
POSOLOGIA
Dose iniziale: la dose deve essere individualizzata secondo la risposta del paziente al farmaco, come indicato dal monitoraggio giornalierodel tempo di protrombina (PT) ed espresso secondo il INR. Una dose dicarico elevata puo' aumentare il rischio di emorragia e di altre complicazioni, non offre una protezione piu' rapida contro la formazione dei trombi e non viene quindi raccomandata. E' un farmaco con uno stretto indice terapeutico. Si raccomandano dosi iniziali basse nei pazientianziani, debilitati o che possono avere un INR maggiore di quello previsto in risposta al farmaco. Si raccomanda di iniziare la terapia usando dosi da 2,5 a 5 mg al giorno con aggiustamenti del dosaggio basatisulle determinazioni dell'INR. Dose di mantenimento: la maggior partedei pazienti viene mantenuta a dosaggi da 2,5 a 10 mg al giorno con risultati soddisfacenti. La dose individuale e gli intervalli di somministrazione devono essere determinati in base ai valori di INR del paziente. La durata della terapia e' individuale; in genere, la terapia anticoagulante deve essere continuata finche' e' superato il rischio ditrombosi ed embolia. Tromboembolismo venoso (inclusa la trombosi venosa profonda [TVP] e l'embolia polmonare [EP]): la dose di warfarin deveessere aggiustata al fine di mantenere un INR target di 2,5 (intervallo 2,0 - 3,0) per tutta la durata del trattamento. Per pazienti con una TVP o una EP secondarie a un fattore di rischio transitorio (reversibile), si raccomanda un trattamento con warfarin di 3 mesi. Per pazienti con una TVP o una EP non provocate, si raccomanda un trattamento con warfarin di 3 mesi. Dopo 3 mesi di trattamento, valutare il rapportorischio-beneficio di un trattamento a lungo termine per il singolo paziente. Per pazienti con due episodi di TVP o EP non provocate, si raccomanda un trattamento a lungo termine con warfarin. Per pazienti chericevono trattamenti anticoagulanti a lungo termine, rivalutare il rapporto rischio-beneficio di continuare tale trattamento nel singolo paziente a intervalli periodici. Fibrillazione Atriale (FA) In pazienti con FA non valvolare, la dose di warfarin deve essere aggiustata al fine di mantenere un INR target di 2,5 (intervallo 2,0 - 3,0). In pazienti con FA non valvolare, permanente, persistente o parossistica (FAP) ad alto rischio di ictus (CHA 2 DS 2 -VASc >= 2) e a rischio intermediodi ictus (CHA 2 DS 2- VASc = 1) e' indicata la terapia anticoagulanteorale a lungo termine con warfarin. Per pazienti con FA e stenosi mitralica, si raccomanda la terapia anticoagulante orale a lungo terminecon warfarin. Per pazienti con FA e protesi valvolare cardiaca, e' indicata la terapia anticoagulante orale a lungo termine con warfarin; l'INR target puo' essere aumentato in funzione del tipo e della posizione della valvola, e dei fattori del paziente. Protesi Valvolare Cardiache Meccaniche e Biologiche. Per pazienti con una valvola meccanica bidisco o una valvola a tilting disk Medtronic Hall in posizione aorticain ritmo sinusale e senza allargamento atriale sinistro, il warfarin e' raccomandato a un valore target di INR di 2,5 (intervallo 2,0 - 3,0). Per pazienti con valvole a tilting disk e valvole meccaniche bidiscoin posizione mitrale, e quelli con valvole caged ball o caged disk, il warfarin e' raccomandato a un valore target di INR di 3,0 (intervallo 2,5 - 3,5). Per pazienti con protesi valvolari biologiche in posizione mitrale, il warfarin e' raccomandato a un valore target di INR di 2,5 (intervallo 2,0 - 3,0) per i primi 3 mesi successivi all'inserimento della valvola. Lo stesso valore target di INR di 2,5 (intervallo 2,0- 3,0) e' raccomandato per i pazienti con fattori di rischio addizionali (FA, pregresso tromboembolismo, disfunzione ventricolare sinistra)per il tromboembolismo. Post-Infarto Miocardico. Per pazienti ad altorischio con infarto del miocardio (IM), compresi quelli con un amplioIM anteriore, un'insufficienza cardiaca significativa, un trombo intracardiaco visibile all'ecocardiografia transtoracica, FA, o una storiadi un evento tromboembolico, si raccomanda la terapia di combinazionecon warfarin orale di moderata intensita' (INR da 2,0 a 3,0) e aspirina a basse dosi (<=100 mg/giorno) per almeno 3 mesi dopo l'IM. In casodi INR maggiore di 5 il paziente deve immediatamente sospendere l'assunzione di warfarin e consultare un medico. Compromissione renale: none' richiesto alcun aggiustamento del dosaggio sebbene possa essere opportuno effettuare controlli piu' frequenti al fine di mantenere la dose di warfarin all'interno dell'intervallo terapeutico. Compromissioneepatica: la disfunzione epatica puo' potenziare la risposta al warfarin per effetto della diminuzione del suo metabolismo e a causa della compromissione della sintesi dei fattori di coagulazione. E' pertanto necessaria una riduzione del dosaggio. Popolazione pediatrica: non sonodisponibili informazioni sufficienti. La sicurezza e l'efficacia neibambini ed adolescenti di eta' inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Pazienti anziani: sono raccomandate dosi iniziali basse nei pazienti anziani e/o pazienti debilitati. Con eparina: dato che intercorre un intervallo di circa 12-18 ore fra la somministrazione della doseiniziale ed il prolungamento terapeutico del tempo di protrombina e unritardo di 36-72 ore per il raggiungimento dell'effetto anticoagulante globale, in situazioni di emergenza, somministrare inizialmente eparina sodica insieme al farmaco. La terapia concomitante con eparina nonfrazionata influenza i risultati del test di determinazione dell'INRper cui e' consigliato eseguire il test almeno sei ore dopo la sospensione di eparina.
PRINCIPI ATTIVI
Warfarin sodico 5 mg.

ALLERGENI:

NON CONTIENE Glutine
CONTIENE Lattosio

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