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CLARITROMICINA ACC*7CPR 500MG

CLARITROMICINA ACC*7CPR 500MG

ACCORD HEALTHCARE ITALIA Srl

Codice: 044779104

prezzo: € 7,98


Descrizione del prodotto

AVVERTENZE
La scelta di claritromicina per il trattamento di un singolo pazientedovrebbe prendere in considerazione l'opportunita' di utilizzare un agente antibatterico macrolide sulla base di una diagnosi adeguata che accerti l'eziologia batterica dell'infezione nelle indicazioni approvate e nella prevalenza della resistenza alla claritromicina o ad altri macrolidi. In aree con elevata incidenza di resistenza all'eritromicinaA, e' particolarmente importante prendere in considerazione l'evoluzione del modello di sensibilita' a claritromicina e ad altri antibiotici. Nella faringite batterica l'uso di claritromicina e' raccomandato solo nei casi in cui la terapia di prima linea con beta-lattamici non e' possibile. Il medico non deve prescrivere la claritromicina a donnein gravidanza senza un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, in particolare nel primo trimestre di gravidanza. Si raccomanda prudenza nei pazienti con insufficienza renale da moderata a grave. Laclaritromicina viene escreta principalmente per via epatica. Pertantosi richiede prudenza nella somministrazione di antibiotici a pazienticon funzione epatica compromessa. Sono stati segnalati casi di insufficienza epatica fatale. E' possibile che alcuni pazienti avessero avutoepatopatie pregresse oppure che stessero assumendo altri farmaci epatotossici. I pazienti devono essere avvisati di interrompere il trattamento e contattare il medico nel caso si sviluppino segni e sintomi diepatopatia, come anoressia, ittero, urina scura, prurito o dolore addominale. La colite pseudomembranosa, la cui entita' puo' variare da lieve a pericolosa per la vita, e' stata segnalata con quasi tutti gli agenti antibatterici, inclusi i macrolidi. E' stata segnalata diarrea (CDAD) associata a Clostridium difficile con l'impiego di quasi tutti ifarmaci antibiotici, compresa la claritromicina, che puo' variare in gravita' da diarrea lieve a colite fatale. Il trattamento con agenti antibatterici altera la normale flora del colon, il che puo' portare all'eccessiva crescita di C. difficile. La CDAD deve essere presa in considerazione in tutti i pazienti che presentano diarrea a seguito di trattamento antibiotico. Un'anamnesi medica accurata e' necessaria, in quanto e' stato riferito che la CDAD e' comparsa oltre due mesi dopo lasomministrazione dei farmaci antibatterici. Pertanto la sospensione della terapia con claritromicina deve essere presa in considerazione a prescindere dall'indicazione. Si deve determinare la carica microbica ed un adeguato trattamento deve essere iniziato. Si devono evitare farmaci inibitori della peristalsi. E' stata segnalata l'esacerbazione deisintomi della miastenia grave nei pazienti in terapia con claritromicina. La somministrazione concomitante di claritromicina e triazolobenzodiazepine come il triazolam e il midazolam richiede prudenza. Si richiede prudenza nella somministrazione concomitante di claritromicina con altri agenti ototossici, specialmente con gli amminoglicosidi. Durante e dopo il trattamento si deve effettuare una visita della funzionevestibolare ed uditiva. A causa del rischio di un prolungamento dell'intervallo QT, la claritromicina deve essere utilizzata con cautela neipazienti affetti da patologia arterio-coronarica, insufficienza cardiaca grave, ipomagnesiemia, bradicardia (< 50 bpm) e che assumono in concomitanza altri medicinali che prolungano l'intervallo QT. La claritromicina non deve venire impiegata in pazienti con prolungamento congenito o acquisito dell'intervallo QT o con anamnesi di aritmia ventricolare. E' importante effettuare test di sensibilita' quando si prescriveclaritromicina per polmonite originata in ambienti collettivi. Per quello che riguarda la polmonite originata in ambiente ospedaliero la claritromicina deve essere utilizzata in associazione ad antibiotici adeguati. Infezioni della cute e dei tessuti molli da lievi a moderate: queste infezioni vengono causate nella maggior parte dei casi da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes, entrambi i quali possono essere resistenti ai macrolidi. E' pertanto importante effettuare test disensibilita'. Nei casi in cui gli antibiotici betalattamici non possano essere utilizzati, altri antibiotici, come la clindamicina, possonoessere il farmaco di prima scelta. Attualmente i macrolidi sembrano avere un ruolo solo in alcune infezioni della pelle e dei tessuti mollicome quelle causate da Corynebacterium minutissimum (eritrasma), nell'acne vulgare, nell'erisipela ed in situazioni in cui non si possa utilizzare un trattamento con penicilline. Nel caso di reazioni di ipersensibilita' acuta grave, come l'anafilassi, la sindrome di Stevens-Johnson, la necrolisi epidermica tossica, la DRESS e la porpora di Schonlein-Henoch, la terapia deve essere sospesa immediatamente e si deve iniziare con urgenza un trattamento adeguato. La claritromicina deve essere usata con cautela quando somministrata in concomitanza con farmaciche inducono il citocromo CYP3A4. La contemporanea somministrazione diclaritromicina e lovastatina o simvastatina e' controindicata. Si raccomanda cautela quando si prescrive claritromicina con altre statine.E' stata segnalata rabdomiolisi nei pazienti che assumono claritromicina e statine. I pazienti devono essere monitorati per rilevare segni esintomi di miopatia. Nei casi in cui l'uso concomitante di claritromicina e statine non puo' essere evitato, si raccomanda di prescrivere la dose minima efficace conosciuta di statine. Si puo' prendere in considerazione l'uso di una statina che non dipende dal metabolismo del CYP3A. Farmaci ipoglicemizzanti orali/insulina: l'uso concomitante di claritromicina con farmaci ipoglicemizzanti orali e/o con insulina puo'provocare una significativa ipoglicemia. Si raccomanda un attento monitoraggio del livello del glucosio. Anticoagulanti orali: c'e' un rischio di grave emorragia e di significativi incrementi dell'InternationalNormalized Ratio (INR) e del tempo di protrombina, quando la claritromicina viene somministrata contemporaneamente al warfarin. L'INR ed iltempo di protrombina devono venire monitorati frequentemente, se i pazienti assumono claritromicina e anticoagulanti orali in contemporanea. L'impiego di qualunque terapia antimicrobica per il trattamento dell'infezione da H. pylori, come la claritromicina, puo' indurre la selezione di organismi resistenti ai farmaci. L'impiego di lungo termine puo' portare, come con altri antibiotici, alla colonizzazione di un numero crescente di batteri e funghi non suscettibili. Nel caso sopravvengano superinfezioni si dovra' istituire una terapia appropriata. Si dovra' anche fare attenzione alla possibilita' di resistenza crociata traclaritromicina ed altri antibiotici macrolidici, cosi' come con la lincomicina e la clindamicina.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antibatterici per uso sistemico, macrolidi.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione di temperatura di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo, a macrolidi antibiotici o ad unoqualsiasi degli. Il trattamento concomitante di claritromicina con uno qualsiasi dei seguenti principi attivi e' controindicato: ergotamina, diidroergotamina, astemizolo, cisapride, pimozide e terfenadina, colchicina, ticagrelor o ranolazina, inibitori HMG-CoA reduttasi (statine) che sono ampiamente metabolizzati dal CYP3A4 (lovastatina o simvastatina). La claritromicina non deve essere somministrata in pazienti constoria di prolungamento dell'intervallo QT o aritmia cardiaca ventricolare, incluse torsioni di punta. La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con ipokaliemia. La claritromicina non deve essere usata nei pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica incombinazione con danno renale.
DENOMINAZIONE
CLARITROMICINA ACCORD COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina (E460), croscarmellosa sodica, povidone K 30, talco (E553b), silice colloidale anidra, magnesio stearato (E470b), acido stearico 50. Rivestimento: opadry Giallo contenente: ipromellosa 2910 (5mPa.s) (E464), glicole propilenico (E1520), titanio diossido (E 171), vanillina, idrossipropilcellulosa (E463), talco (E553b), giallo chinolina (E104).
EFFETTI INDESIDERATI
Le reazioni avverse considerate almeno possibilmente correlate alla claritromicina sono elencate sotto per classe di organo e frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comune (>=1/10), comune (da >=1/100 a <1/10), non comune (da >=1/1.000 a <1/100) e non nota (reazioniavverse dall'esperienza post-vendita; non si possono valutare in baseai dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Non comune: cellulite, candidosi, gastroenterite, infezione, infezione vaginale; non nota:colite pseudomembranosa, erisipela, eritrasma. Patologie del sistemaemolinfopoietico. Non comune: leucopenia, neutropenia, trombocitemia,eosinofilia; non nota: agranulocitosi, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni anafilattoidi, ipersensibilita'; non nota: reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e dellanutrizione. Non comune: anoressia, diminuzione dell'appetito; non nota: ipoglicemia. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia; non comune: ansia, nervosismo, strillare; non nota: disturbi psicotici, stato confusionale, depersonalizzazione, depressione, disorientamento, allucinazioni, sogni anomali. Patologie del sistema nervoso. Comune: disgeusia, cefalea, perversione del gusto; non comune: perdita di coscienza, discinesia, capogiri, sonnolenza, tremore; non nota: convulsioni, ageusia,parosmia, anosmia, miastenia grave. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: vertigini, compromissione dell'udito, tinnito; nonnota: sordita'. Patologie cardiache. Non comune: arresto cardiaco, fibrillazione atriale, intervallo QT dell'elettrocardiogramma prolungato,extrasistole, palpitazioni; non nota: torsioni di punta, tachicardiaventricolare. Patologie vascolari. Comune: vasodilatazione; non nota:emorragia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche; non comune: asma, epistassi, embolia polmonare. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea, vomito, dispepsia, nausea, dolori addominali; non comune: esofagite, malattia da reflusso gastroesofageo, gastrite, proctalgia, stomatite, glossite, distensione addominale, costipazione, bocca secca, eruttazione, flatulenza; non nota: pancreatite acuta, alterazione del colore della lingua, alterazione della colorazione dei denti. Patologie epatobiliari. Comune: test della funzionalita' epatica anormale; non comune: colestasi, epatite, aumento dell'alanina aminotransferasi, aumento dell'aspartato aminotransferasi, aumento della gamma-glutamil transferasi; non nota: insufficienza epatica, ittero epatocellulare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea, iperidrosi; non comune: dermatite bollosa, prurito, orticaria,esantema maculopapulare; non nota: sindrome di Stevens- Johnson, necrolisi epidermica tossica, eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), acne, porpora di Schonleins-Henoch. Patologie delsistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: spasmi muscolari, rigidita' muscoloscheletrica, mialgia; non nota: rabdomiolisi, miopatia. Patologie renali e urinarie. Non comune: creatina ematica aumentata, urea ematica aumentata; non nota: insufficienza renale, nefrite interstiziale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: flebite al sito dell'iniezione; comune: dolore al sito di iniezione, infiammazione al sito di iniezione; non comune: malessere, piressia, astenia, dolore toracico, brividi, affaticamento. Esami diagnostici. Non comune: rapporto albumina/globulina anormale, fosfatasi ematica aumentata, lattato deidrogenasiematica aumentata; non nota: aumento del rapporto internazionale normalizzato, allungamento del tempo di protrombina, colorazione anormale delle urine. Flebite al sito di iniezione, dolore al sito di iniezione,dolore nella sede di puntura del vaso e infiammazione al sito di iniezione sono specifici della formulazione endovenosa di claritromicina.In casi molto rari, e' stata segnalata insufficienza epatica con esitofatale. Prestare particolare attenzione alla diarrea in quanto con l'uso di quasi tutti gli antibatterici e' stata segnalata diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), la cui gravita' puo' variare da diarrea lieve a colite fatale. In caso di gravi reazioni di ipersensibilita' acuta, come anafilassi, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, la terapia con claritromicina deve essere sospesa immediatamente e deve essere urgentemente iniziato un trattamento appropriato. Sono stati raramente segnalati prolungamento dell'intervallo QT, tachicardia ventricolare e torsioni di punta. E' stata segnalata colite pseudomembranosa con gravita' da lieve a potenzialmente fatale per la vita. In alcune delle segnalazioni di rabdomiolisi la claritromicina e' stata somministrata contemporaneamente a statine, fibrati, colchicina od allopurinolo. Dopo l'immissione in commercio sono state segnalate tossicita' da colchicina con l'uso concomitante di claritromicina e colchicina, alcune con esiti fatali. Sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia, alcuni dei quali si sono verificati in pazienti in trattamento concomitante con agenti ipoglicemizzanti orali o insulina.Vi sono state segnalazioni post-marketing di interazioni farmacologiche ed effetti a livello del sistema nervoso centrale (SNC) con l'impiego concomitante di claritromicina e triazolam. Si consiglia un monitoraggio del paziente per l'aumento degli effetti farmacologici sul SNC. Sussiste un rischio di grave emorragia e aumenti significativi dell'INRe del tempo di protrombina quando claritromicina viene somministratain concomitanza a warfarin. Sono stati segnalati rari casi di compresse a rilascio modificato di claritromicina nelle feci. Per quei pazienti in cui si e' verificata la presenza di residui di compressa nelle feci e nessun miglioramento nella propria condizione, e' raccomandato ilpassaggio a una diversa formulazione o ad altro antibiotico. I bambini con meno di 12 anni di eta' devono utilizzare la claritromicina comesospensione pediatrica. Nei pazienti con AIDS o diversamente immunocompromessi trattati alle dosi di claritromicina piu' alte per periodi di tempo lunghi a causa di infezioni micobatteriche e' risultato spessodifficile distinguere le reazioni avverse probabilmente correlate alla claritromicina dai segni sottostanti della malattia da virus dell'immunodeficienza umana (HIV) o da malattia intercorrente. Nei pazienti adulti in trattamento con dosi giornaliere totali di 1.000 mg e 2.000 mg sono state segnalate: nausea, vomito, alterazione del gusto, doloreaddominale, diarrea, rash, flatulenza, mal di testa, costipazione, disturbi uditivi, aumenti della transaminasi sierica glutamica-ossaloacetica (SGOT) e della transaminasi sierica glutamica-piruvica (SGPT). Altri eventi con bassa frequenza hanno compreso dispnea, insonnia e boccasecca.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
I dati sull'uso di claritromicina durante il primo trimestre di piu' di 200 gravidanze non mostrano alcuna chiara evidenza di effetti teratogeni o avversi sulla salute del neonato. I dati desunti da un numero limitato di donne incinte esposte nel primo trimestre indicano un possibile aumentato rischio di aborti. Ad oggi non sono disponibili altri dati epidemiologici rilevanti. La claritromicina deve essere somministrata a donne in gravidanza dopo una attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. La claritromicina viene escreta nel latte materno umano. Quindi, diarrea ed infezioni micotiche delle membrane mucose possono verificarsi negli infanti allattati al seno, tanto da dover sospendere l'allattamento. La possibilita' di sensibilizzazione deve essere tenuta presente. Il beneficio del trattamento della madre deve essere valutato rispetto al rischio potenziale per il bambino. Non esistono dati disponibli sull'effetto di claritromicina sulla fertilita' umana.
INDICAZIONI
In adulti e adolescenti di 12 anni e piu' per il trattamento delle seguenti infezioni batteriche, quando sono state causate da batteri suscettibili alla claritromicina in pazienti con nota ipersensibilita' agliantibiotici beta-lattamici o quando l'impiego degli antibiotici beta-lattamici e' inappropriato per altre ragioni. Faringite streptococcica. Sinusite batterica acuta (adeguatamente diagnosticata). Esacerbazione acuta di bronchite cronica (adeguatamente diagnosticata). Polmoniteacquisita in comunita' da lieve a moderata. Infezioni della pelle e dei tessuti molli, di grado da lieve a moderato (ad es. impetigine, erisipela, eritrasma). In appropriata associazione con regimi terapeuticidi antibatterici e un appropriato agente cicatrizzante per l'eradicazione di H. pylori in pazienti con ulcere associate a H. pylori. Questaindicazione e' ristretta solo agli adulti. Si devono tenere in considerazione le linee guida ufficiali sull'uso appropriato di agenti antibatterici.
INTERAZIONI
L'impiego dei seguenti medicinali e' fortemente controindicato: cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina. Ergotamina/Diidroergotamina:la co-somministrazione con claritromicina e' controindicata. Colchicina: se somministrata con claritromicina, l'esposizione alla colchicinapuo' essere aumentata. L'uso concomitante di claritromicina con lovastatina o simvastatina e' controindicato: sono stati segnalati casi di rabdomiolisi. Se il trattamento non puo' essere evitato, la terapia consimvastatina deve essere sospesa. Deve essere usata cautela nel prescrivere claritromicina con le statine; se non e' possibile evitare l'uso di claritromicina con le statine, si puo' considerare l'uso di una statina che non dipende dal metabolismo del CYP3A. I pazienti devono essere monitorati per i segni e i sintomi di miopatia. Effetti di altriprodotti medicinali sulla claritromicina. I farmaci induttori del CYP3A, possono indurre il metabolismo della claritromicina. La co-somministrazione di rifabutina e claritromicina ha comportato aumento del rischio di uveite: puo' essere necessario aggiustare il dosaggio o considerare trattamenti alternativi. Efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina: possono accelerare il metabolismo della claritromicina ed abbassarne i livelli plasmatici. L'esposizione a claritromicina e' diminuita da etravirina. Occorre considerate terapie alternative alla claritromicina per il trattamento di MAC. Fluconazolo: la co-somministrazione con claritromicina ha mostrato aumenti della concentrazione di claritromicina. Non e' necessario una modifica nel dosaggio della claritromicina. La co-somministrazione con warfarin puo' aumentarei suoi effetti anticoagulanti. Ritonavir: la co-somministrazione conclaritromicina porta ad una marcata inibizione del metabolismo della claritromicina: non dovrebbe essere necessaria una riduzione del dosaggio nei pazienti con funzionalita' renale normale. Nei pazienti con funzionalita' renale ridotta si devono considerare aggiustamenti posologici. Dosi superiori a 1 mg/die non devono essere somministrate contemporaneamente al ritonavir. Nei pazienti con ridotta funzione renale si devono prendere in considerazione riduzioni posologiche. Effetti dellaclaritromicina su altri prodotti medicinali. Co-somministrazione di claritromicina e di un farmaco metabolizzato principalmente dal CYP3A: si richiede prudenza. I seguenti farmaci o classi di farmaci sono conosciuti per essere metabolizzati dallo stesso isoenzima CYP3A o sospettati come tali: alprazolam, astemizolo, carbamazepina, cilostazolo, cisapride, ciclosporina, disopiramide, alcaloidi ergotaminici, lovastatina, metilprednisolone, midazolam, omeprazolo, anticoagulanti orali, pimozide, chinidina, rifabutina, sildenafil, simvastatina, sirolimus, tacrolimus, terfenadina, triazolam e vinblastina. I farmaci che interagiscono per mezzo di meccanismi simili attraverso altri isoenzimi nell'ambito del sistema del citocromo P450 comprendono la fenitoina, la teofillina ed il valproato. L'uso di claritromicina e ipoglicemizzanti oralie/o insulina puo' portare a ipoglicemia. Ci sono state segnalazioni post-marketing di torsioni di punta avvenute con l'impiego contemporaneo di claritromicina con chinidina o disopiramide: l'elettrocardiogramma deve essere monitorato per un allungamento dell'intervallo QT. I livelli sierici di chinidina e disopiramide devono essere monitorati nelcorso della terapia. Omeprazolo: le concentrazioni plasmatiche di omeprazolo sono risultate aumentate dalla somministrazione con claritromicina. Sildenafil, tadalafil e vardenafil: la co-somministrazione con claritromicina porterebbe probabilmente ad una maggiore esposizione all'inibitore della fosfodiesterasi: valutare una riduzione della dose. Teofillina, carbamazepina: aumento dei livelli di teofillina o carbamazepina: considerare una riduzione del dosaggio. Tolterodina: potrebbe rendersi necessaria una riduzione posologica della tolterodina. Triazolobenzodiazepine: la co-somministrazione di midazolam per via orale e claritromicina deve essere evitata. La co-somministrazione di midazolamper via endovenosa e claritromicina impone un attento monitoraggio. Lestesse precauzioni devono applicarsi alle altre benzodiazepine metabolizzate tramite CYP3A. Per quanto riguarda le benzodiazepine che non dipendono dal CYP3A per la loro eliminazione e' improbabile che vi siainterazione importante con la claritromicina. Vi sono state segnalazioni post-vendita di interazioni farmacologiche ed effetti a livello delsistema nervoso centrale con l'impiego di claritromicina e triazolam:monitorare il paziente. Interazioni con altri farmaci. Digossina: leconcentrazioni sieriche di digossina devono essere attentamente monitorate. Zidovudina: la somministrazione orale con claritromicina puo' portare ad una diminuzione delle concentrazioni di zidovudina: scaglionare le dosi di claritromicina e zidovudina per permettere un intervallodi 4 ore tra le loro assunzioni. Questa interazione non sembra esserci nei pazienti pediatrici infettati dall'HIV che prendono la claritromicina come sospensione insieme alla zidovudina o alla dideossinosina.Questa interazione e' improbabile, quando la claritromicina viene somministrata mediante infusione endovenosa. Fenitoina e valproato: si raccomandano determinazioni dei livelli sierici di questi farmaci. Sono stati riferiti aumenti delle concentrazioni sieriche. Interazioni farmacologiche bidirezionali Atazanavir: la somministrazione con claritromicina non dovrebbe richiedere una riduzione del dosaggio nei pazienti con funzionalita' renale normale. In pazienti con funzione renale moderata la dose deve essere ridotta del 50%. In pazienti con clearance della creatinina <30 ml/min la dose deve essere ridotta del 75% impiegando una formulazione adatta. Dosi di claritromicina superiori a 1.000 mg/die non devono essere somministrate contemporaneamente ad inibitori della proteasi. Si raccomanda cautela riguardo la somministrazione concomitante di claritromicina e bloccanti dei canali del calcio metabolizzati dal CYP3A4 a causa del rischio di ipotensione. Ipotensione, bradiaritmie e acidosi lattica sono state osservate in pazienti che hanno assunto claritromicina e verapamil. Itraconazolo: sussiste un'interazione bidirezionale tra i due farmaci: i pazienti devono essere attentamente monitorati. Saquinavir: ci sono prove di interazione bidirezionaletra i due farmaci. Non si richiede alcun adattamento posologico per un lasso di tempo limitato a dosi e formulazioni studiate. Quando saquinavir viene somministrato con ritonavir, occorre tenere in considerazione gli effetti potenziali del ritonavir sulla claritromicina. In pazienti che assumevano claritromicina in concomitanza con verapamil sonostati osservati ipotensione, bradiaritmie e acidosi lattica. Claritromicina non interagisce con i contraccettivi orali.
POSOLOGIA
La dose dipende dal tipo e dalla gravita' dell'infezione e deve esseredefinita in ogni caso dal medico. Adulti. Dosaggio standard: 250 mg due volte al giorno (al mattino e alla sera). Trattamento ad alto dosaggio (infezioni gravi): nei casi di infezioni gravi, il dosaggio usualepuo' essere aumentato fino a 500 mg due volte al giorno. Adolescentidi 12 anni e piu': come per gli adulti. Bambini con meno di 12 anni: non e' raccomandato l'uso nei bambini al di sotto dei 12 anni. E' disponibile una forma farmaceutica appropriata (sospensione pediatrica) peri bambini al di sotto dei 12 anni. Eradicazione di H. pylori negli adulti. Per la terapia di associazione nell'infezione da H. pylori si devono tenere in considerazione le solite raccomandazioni per l'eradicazione dell' H. pylori . Anziani: come per gli adulti. Compromissione epatica: somministrare con cautela. Aggiustamenti della dose non sono generalmente richiesti eccetto che nei pazienti con danno renale grave.Se e' necessario un aggiustamento, il dosaggio giornaliero totale deveessere ridotto della meta', cioe' 250 mg una volta al giorno, o 250 mg due volte al giorno nelle infezioni piu' gravi. In questi pazienti il trattamento non deve essere proseguito oltre i 14 giorni. La duratadella terapia con claritromicina dipende dalle condizioni cliniche delpaziente e dal tipo e gravita' dell'infezione. La durata del trattamento deve in qualunque caso essere determinata dal medico. La durata usuale del trattamento va da 6 a 14 giorni. La terapia deve essere continuata per almeno 2 giorni dopo che i sintomi sono scomparsi. Nelle infezioni streptococciche beta-emolitichela durata della terapia deve essere di almeno 10 giorni cosi' da evitare complicazioni come febbre reumatica e glomerulonefrite. Modo di somministrazione Le compresse devono essere ingerite con una sufficiente quantita' di fluido. Puo' essereassunto indipendentemente dai pasti.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa rivestita con film contiene 250 mg di claritromicina. Ogni compressa rivestita con film contiene 500 mg di claritromicina.

Codice Prodotto

044779104

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